Tra i Presepi di Rita Borsellino

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“Il presepe per noi italiani rappresenta un valore che non si discute. Ma attorno alla natività abbiamo tutti il compito di promuovere sentimenti di rispetto reciproco con le altre religioni. Solo con il dialogo possiamo far si che il concetto di pace non resti astratto” ( Rita Borsellino).

Rita Borsellino

Nel ricordo di Rita Borsellino, recentemente scomparsa, e a pochi giorni dal Natale, riproponiamo un articolo di Giuseppe Piscopo che racconta i 300 presepi appartenenti ad una speciale collezione curata dalla sorella del magistrato ed esposta, negli anni precedenti, nella elegante residenza del Municipio di Palermo, nel cuore della Favorita.

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Sono oltre 300 i presepi, che fanno parte della collezione della sorella del Giudice Paolo Borsellino, in questi giorni in mostra nelle scuderie di Villa Niscemi a Palermo. “Il presepe per noi italiani-dice Rita Borsellino- rappresenta un valore che non si discute. Ma attorno alla natività abbiamo tutti il compito di promuovere sentimenti di rispetto reciproco con le altre religioni. Solo con il dialogo possiamo far si che il concetto di pace non resti astratto”.

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C’è anche Paolo Borsellino con la sorella Rita al fianco. E dietro Giovanni Falcone a braccetto della moglie Francesca Morvillo. Ma anche Emanuela Loi, l’agente che pagò con la vita, insieme ad altri quattro colleghi in quel disgraziato e caldo 19 luglio di via D’Amelio, la sentenza di morte emessa da Cosa Nostra.

Sono tra i protagonisti di uno degli oltre 300 presepi collezionati da Rita Borsellino, provenienti da tutto il mondo ed esposti in una suggestiva mostra nelle scuderie di Villa Niscemi, la residenza di rappresentanza del Comune di Palermo immersa nel verde parco della Favorita. Da Palermo, capitale della Sicilia e “sintesi” di culture e dominazioni, parte un forte messaggio a tutto il mondo: il Natale è l’occasione principale per ribadire che i sentimenti di pace e di fratellanza rappresentano il migliore contrattacco a chi vuole un mondo in guerra.

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La mostra, visitabile fino al 31 gennaio, può rappresentare anche un telegramma diretto a quel preside di Rozzano che, pochi giorni fa, ha diviso l’Italia su due fronti: a scuola presepi si, presepi no. “La scuola non è laica. Ma interreligiosa – ci dice Rita Borsellino mentre ci presenta la propria collezione con la sua solita eleganza e dolcezza- considerato il fatto che da nord a sud le nostre aule sono frequentate da bambini provenienti da continenti diversi, culture ed etnie diverse. Ma tutti devono parlare lo stesso linguaggio: quello del dialogo e della pace. Non fare il presepe a scuola è un fatto anti-educativo. Oltre a interrompere una tradizione che da noi si tramanda da generazioni. Tutti aspettiamo il Natale. Ma, alla luce di quello che sta succedendo tra l’occidente e l’oriente, è fondamentale che i messaggi di pace che partono dalla grotta di Betlemme durino un anno intero”.

Giuseppe Piscopo con Rita Borsellino

Giuseppe Piscopo con Rita Borsellino

Ti trovi a Palermo a visitare la mostra, ma per un attimo viaggi il mondo, grazie ai vari presepi che la signora Borsellino ha collezionato durante tanti anni. “Li ho acquistati in varie parti del mondo -ci dice la sorella del giudice Paolo- ma anche li ho ricevuti da amici e conoscenti che conoscono questa mia passione. Li ho sempre conservati ed esposti in maniera privata. Ma dall’anno scorso ho ritenuto utile farli conoscere a più gente possibile”.

Per l’organizzazione della mostra la signora Borsellino si è avvalsa della collaborazione del centro studi, ricerche e documentazioni che porta il nome del giudice Paolo Borsellino, da anni impegnato in attività finalizzate ad accrescere e diffondere il patrimonio di una cultura dell’incontro, della condivisione, della pace. E mentre ci accompagna nei vari ambienti che ospitano la nutritissima collezione, l’ex eurodeputata soddisfatta puntualizza: “Il presepe per noi italiani rappresenta un valore che non si discute. Ma attorno alla natività abbiamo tutti il compito di promuovere sentimenti di rispetto reciproco con le altre religioni. Solo con il dialogo possiamo far si che il concetto di pace non resti astratto”.

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La mostra è stata inaugurata con un momento di preghiera ecumenica tra i rappresentanti delle varie comunità interreligiose presenti a Palermo. Tutto sotto gli sguardi compiaciuti di Paolo e Giovanni, che anche se diretti verso la grotta a far visita al Bambino, non hanno rinunciato alle loro inseparabili sigarette.

Da Malgrado tutto, 15 dicembre 2015

Foto in evidenza di Rita Borsellino da Internet

 

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