Sfruculiamento. Dedica ai coevi

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Dal taccuino di Annamaria Tedesco.

vecchie

Miei care, cari,

Quanto deve la storia della letteratura dell’arte , ma anche della comunicazione interumana al dolore, all’insoddisfazione alla malinconia?

Perchè quando si è felici , ci si sente bene, si gode silenziosamente esteticamente il proprio benessere e quando invece si soffre si ha bisogno di comunicarlo ad altri? Fragilità da proteggere?
Questo vale anche per noi?

Siamo in una fase autoconsolatoria della nostra vita?
E se così fosse, dobbiamo vergognarcene?

Una cosa la so: rimpiangere qualcuno o qualcosa fa star meno male che compiangere se stessi.
Certe volte, sempre più spesso, mi viene da pensare che, tutto sommato sono stata abbastanza fortunata, adesso ho come la sensazione di essere entrata in una nuova fase della mia vita, piena di sorprese, opportunità e occasioni come le precedenti, ma affatto diversa. Mi sorprende per esempio che la mia curiosità il mio bisogno di “altro e alto” la mia ansia di mondo si sia trasformata: non mi pare più di voler possedere le cose.

Forse invecchio!

Eppure ho ancora tanto da fare, parlare con voi ad esempio.
Che faccio tempero? o si dice stempero?
Tempero i miei eccessi, i miei vizi, le mie virtù?
Ma a chi voglio darla a bere?
sempre vostra
A.

(foto by relax by john henley)

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