Morte di Vincenzo Rigoli, i genitori: “Venga fatta chiarezza sui tantissimi elementi oscuri…”

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Giuseppe Rigoli e Michela Frasca chiedono che “attaverso un giusto processo venga fatta giustizia”. Fissata per il  26 gennaio l’udienza del GIP. 

Vincenzo Rigoli

Vincenzo Rigoli

I genitori di Vincenzo Rigoli, il ragazzo di 19 anni, vittima, il 16 dicembre di due anni fa, di un incidente stradale sulla 640, nei pressi del bivio per Favara, e deceduto alcune ore dopo il ricovero all’ospedale di Agrigento, rinnovano la loro richiesta di giustizia. Vogliono che venga fatta chiarezza su quelli che  definiscono “elementi oscuri sulle mancanze, sulla negligenza e sulla imperizia, riscontrate anche dal P.M., durante l’inchiesta e che portarono inequivocabilmente al decesso di nostro figlio”.

In una nota diffusa alla stampa Giuseppe Rigoli e Michela Frasca comunicano che il  G.I.P. del tribunale di Agrigento, dott.ssa Alessandra Vella, ha fissato per lunedì 26 gennaio prossimo, alle ore 9.00, l’udienza in Camera di Consiglio per la deliberazione, a seguito della opposizione da loro proposta alla richiesta di archiviazione avanzata dal P.M.  nell’inchiesta per la morte del  figlio Vincenzo e che vede indagati i medici che ebbero in cura il giovane ricoverato al “San Giovanni di Dio” dopo l’incidente.

“I genitori-si legge nella nota- pur rimanendo fiduciosi nella giustizia, hanno già fornito prove tendenti a dimostrare che la notte di quel 17 dicembre del 2012, all’ospedale San Giovanni di Dio, non siano state correttamente espletate le necessarie tipologie di intervento che avrebbero consentito la permanenza in vita di Vincenzo, deceduto nella sala operatoria del nosocomio agrigentino per shoch emorragico”.

La nota si conclude con un appello: “Nostro figlio-scrivono i genitori di Vincenzo Rigoli- non è morto per un incidente stradale. Chiediamo che attraverso un giusto processo venga fatta chiarezza sui tantissimi elementi oscuri, sulle mancanze, sulla negligenza e sulla imperizia, riscontrate anche dal P.M. durante l’inchiesta e che portarono inequivocabilmente al decesso di nostro figlio. Oggi, non potendo più averlo indietro con noi, vogliamo almeno che venga fatta giustizia con chi ne ha causato la morte!”

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