IMU sui terreni. “Un colpo mortale al settore agricolo”

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In una nota il vice presidente del Consiglio comunale di Racalmuto, Giuseppe  Guagliano, esprime preoccupazione per una tassa che potrebbe seriamente compromettere il futuro di un settore già in crisi.

Giuseppe Guagliano

Giuseppe Guagliano

L’IMU sui terreni agricoli è “l’ennesimo regalo ai cittadini dopo quello relativo all’istituzione della Tasi. (A copertura dei servizi indivisibili)”

In una nota il vice presidente del Consiglio Comunale di Racalmuto, Giusepe Guagliano, esprime preoccupazione sui riflessi negativi che questa tassa potrà avere sul settore agricolo”

“Quanto prima-scrive Guagliano- tutti i possessori di terreni agricoli dovranno calcolare e auto liquidare il dovuto( 7,60 x mille della R. Catastale) con il solo correttivo in favore dei titolari di terreni che traggono oltre il 60% del reddito familiare dalla coltivazione che pagheranno circa il 50% in meno. Un colpo mortale al settore agricolo che farebbe perdere decine di migliaia di posti di lavoro.
Per recuperare poco più di 300 milioni di € che la sola Sicilia brucia in pochi mesi per mantenere una burocrazia inutile e dannosa. Spero di essere smentito, ma probabilmente questa sarà la goccia che farà traboccare il vaso. Che convincerà definitivamente tanti cittadini a non pagare più nessuna tassa, sciogliendo di fatto il patto con lo Stato che si reggeva su un concetto semplice: lo Stato chiede al cittadino una quota del proprio guadagno attraverso una tassazione progressiva ma accettabile, e in cambio lo Stesso si impegna ad erogare servizi e opere per renderne migliore la vita.

Nel momento in cui lo Stato applica livelli di tassazione insopportabili-scrive sempre Guagliano- per tenere, inopinatamente, in piedi un apparato burocratico pachidermico e improduttivo, oltre a carrozzoni mangiasoldi, attaccati come sanguisughe ai bilanci delle famiglie e delle imprese, per gestire servizi a costi inaccettabili non garantendo livelli minimi di vivibilità; il patto è di fatto sciolto anche in termini di legge. E’ pericoloso mettere nelle condizioni il Popolo di dover scegliere se dare da mangiare ai propri figli o pagare in misura doppia o tripla per servizi peraltro qualitativamente scadenti e per mantenere pletore di dirigenti che non dirigono niente e nessuno e che percepiscono compensi per centinaia di migliaia di €.

La corda-si legge nella nota del vice presidente del Consiglio comunale di Racalmuto- rischia seriamente di rompersi. La politica deve capire immediatamente che il sistema va riportato a livelli accettabili; i privilegi, gli sprechi, le inefficienze le ipocrisie non sono più tollerabili. Tutti hanno diritto ad una vita dignitosa improntata sulla giustizia sociale. In particolare le nuove generazioni hanno il diritto di avere una prospettiva di vita possibile e positiva.

Se tutto questo comporta la necessità di prendere decisioni drastiche, e apparentemente impopolari, è giunto il momento di prenderle. Non si può essere classe dirigente se non si ha questo coraggio. Chi non se la sente-conclude Guagliano- ha il dovere morale e l’obbligo di fare un passo indietro. La distanza dal punto di non ritorno oramai è veramente esigua”.

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