I forni si spengono. Luigi Di Maio: “Si torni subito al voto”

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Per il leader del M5S non c’è altra soluzione bisogna tornare il prima possibile al voto, anche a giugno. “Visto che i partiti hanno paura del cambiamento allora facciamo scegliere ai cittadini tra rivoluzione e restaurazione”.

Luigi Di Maio

La situazione si complica sempre di più e pare che si siano chiuse tutte le vie percorribili per trovare una maggioranza parlamentare e poter procedere alla formazione di quel Governo che gli italiani aspettano ormai da quasi due mesi.

Gli scenari che nelle ultime settimane si sono aperti, e velocemente anche chiusi, nel tentativo di trovare una soluzione allo stallo, li conosciamo abbastanza bene, ma questa mattina se ne è aperto un altro che, visto come sono andate le cose, non dovrebbe meravigliare più di tanto, Luigi Di Maio chiede che si ritorni al voto a giugno.

In sintesi così il leader del M5S motiva la sua richiesta sul blog delle stelle: “Oggi è il 30 aprile e sono passati quasi due mesi dal giorno delle elezioni. Il MoVimento in modo serio, coerente e ripetendo lo stesso concetto dal primo giorno si è impegnato totalmente per rispettare il voto dei cittadini e per dare un governo di cambiamento a questo Paese…Visto che abbiamo ottenuto un risultato straordinario ma non abbiamo ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ci siamo rivolti alle forze politiche per far partire un governo di cambiamento sulla base di un contratto che comprendesse i temi prioritari per gli italiani. Non ho mai pensato che sarebbe stato facile, ma non avrei mai immaginato che sarebbe stato impossibile. E’ vergognosa la maniera in cui tutti i partiti stanno pensando ognuno al proprio orticello e ai propri interessi di parte. Non sono venuti neanche al tavolo per confrontarsi dei temi. Hanno pensato solo alle loro poltrone…Questa è una legge elettorale assurda (voluta dal pd e dal centrodestra) che permette anche a forze che perdono le elezioni come Forza Italia e Fratelli di italia di rivendicare una pseudo-vittoria in nome di una coalizione di comodo…A questo punto non c’è altra soluzione. Bisogna tornare al voto il prima possibile. Poi ovviamente deciderà il Presidente Mattarella. Tutti parlano di inserire un ballottaggio nella legge elettorale, ma il ballottaggio sono le prossime elezioni. Quindi dico a Salvini, adesso chiediamo insieme di andare a votare, e facciamolo finalmente questo secondo turno a giugno. Visto che i partiti hanno paura del cambiamento allora facciamo scegliere ai cittadini tra rivoluzione e restaurazione”.

A questo punto prevedere quali saranno i prossimi sviluppi diventa alquanto difficile, anche alla luce di quanto detto ieri, nella trasmissione di Fazio, da Matteo Renzi il quale senza mezzi termini ha ribadito che “chi ha perso le elezioni non può andare al governo. Sette italiani su 10 hanno votato o per Salvini o per Di Maio. Noi non possiamo con un gioco di palazzo uscire dalla porte ed entrare dalla finestra. Il governo lo deve fare chi ha vinto. Incontrarsi con Di Maio sì, votare la fiducia a un governo Di Maio no. Anche per rispetto per chi ci guarda da casa, la gente sennò poi non crede più ala democrazia. Non è una ripicca dire di no, è dignità ed etica”.

I due forni, quindi, pare che si siano definitivamente spenti, a meno che Di Maio non riapra il “forno” di Salvini, che oggi, però, scotta più del solito visto come sono andate le cose in Friuli per il M5S.

Foto da Internet

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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