Valeria Contadino, attrice e madre di cinque figli: “Tutta colpa di Camilleri”

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L’INTERVISTA. Conversazione con Valeria Contadino, attrice, super-mamma di cinque figli. Una vita con la valigia in mano. E tutto cominciò con un terribile provino

La colpa è di Andrea Camilleri. Se oggi Valeria ha cinque figli e una vita sempre con la valigia pronta, la responsabilità è tutta del papà del commissario Montalbano. Perché tutto cominciò con un provino allo Stabile di Catania per l’adattamento teatrale del “Birraio di Preston”, tratto dal romanzo di Camilleri. Su quel palcoscenico, il regista la mise alla prova, chiedendole qualcosa che per un’attrice è sempre una prova ardua. Valeria Contadino superò la sfida. Quel regista, Giuseppe Dipasquale, è diventato suo marito. E da quel matrimonio sono nati cinque figli, un numero che di questi tempi fa notizia.

Valeria Contadino

Valeria Contadino

“Lavoravo già da circa un anno, con compagnie semiprofessioniste catanesi, ma non avevo mai fatto nulla per il Teatro Stabile”-racconta Valeria- “Non sapevo bene cosa volevo fare, mi ero iscritta all’università, volevo accedere a una scuola di teatro, avevo le idee confuse. Un giorno lessi su un quotidiano catanese che cercavano un’attrice per Il Birraio di Preston e decisi di presentarmi. Il regista, che non avevo mai visto in vita mia, mi sottopose a un provino terrificante. Mi triturò. Io arrivai con la spavalderia dei miei vent’anni e chiesi se cercavano un’attrice o una controfigura. Lui mi rispose che gli serviva soltanto una comparsa e che se non mi interessava me ne potevo pure andare”.

Non proprio un buon inizio…

“Per nulla. E non migliorò nel corso dell’audizione – continua Valeria ridendo. – Poi mi chiese se ero disposta a recitare nuda sul palcoscenico e lì capii che mi stava provocando e stetti al gioco. Alla fine ottenni la parte”.

Selfie di Valeria con i suoi figli

Selfie di Valeria con i suoi figli

Questa conversazione si svolge in una piega della giornata di Valeria, affollata di impegni familiari e lavorativi.

Mi ricordo benissimo i giorni del tuo debutto. Ci siamo conosciute proprio allora, ed eri una ragazzina. Ti faccio una domanda che avrei voluto farti allora: i tuoi genitori come la presero? Erano contenti della tua scelta o avrebbero desiderato per te un lavoro diverso, che ti impegnasse di meno?

“Mah, guarda, mio padre ancora oggi non lo considera un vero lavoro! Aveva e ha molte perplessità. Mia madre, invece, mi ha sempre spinto a cercare la mia strada”.

Se i tuoi figli un giorno decidessero di calcare le scene tu come la prenderesti?

“Ma già lo fanno! A casa non fanno altro che recitare. Si scrivono piccoli copioni, si travestono, si improvvisano teatranti. D’altra parte hanno respirato quest’aria sin da piccolissimi. Gaia, la più grande, mi seguiva in tutte le prove. E anche i piccoli sono spesso venuti a teatro a vedermi. Io e Giuseppe ci portiamo il teatro dentro e quindi è normale che loro vivano questa passione”.

Per dovere di cronaca, facciamo i nomi di tutti i tuoi figli: Gaia, poi i gemelli Karol e Gabriele, e i gemellini più piccoli Michele e Andrea. Sarà banale, ma non riesco a trattenermi: come fai a conciliare tutto? Un marito, il lavoro che ti porta in giro per settimane, cinque figli. A cosa hai dovuto rinunciare?

“Al sonno – spiega Valeria con un sorriso – Questa è l’unica cosa che mi sento di chiamare rinuncia. Certo è successo che ho dovuto fare delle lunghe pause nella mia vita, ma mi son servite per riflettere, non le ho mai vissute come sacrifici o perdite di qualcosa. I miei figli sono forze motrici, non ostacoli, che mi caricano e mi spingono ad andare avanti, anche faticosamente, ma con grande entusiasmo”.

Valeria Contadino in scena per "La Mennulara"

Valeria Contadino in scena per “La Mennulara”

Ora, uno potrebbe pensare che queste sono le cose che devono dirsi per forza in un’intervista. Ma in realtà, da testimone oculare, ho visto Valeria in azione al mare, in spiaggia, mentre dispensa un sorriso ad uno, una carezza all’altro, un consiglio alla più grande e merendine ai piccoli. Per questo non dubito neanche per un secondo di quello che dice. Perché Valeria è così. Solare, allegra, serena. Una super-mamma perfetta, nonostante un lavoro molto impegnativo.

“Ecco, su questo aspetto voglio sottolineare una cosa”, dice Valeria. “In Italia non è facile essere madre e donna lavoratrice. Lo Stato non offre agevolazioni, non ci sono abbastanza asili nido, non ci aiuta, come accade in altri paesi. Nessuna donna dovrebbe essere costretta a scegliere tra il lavoro e la famiglia. Credo che non sia giusto. Io sono stata fortunata, perché avendo sposato un uomo di teatro ha sempre sostenuto il mio lavoro. Giuseppe è un papà straordinario e i nostri bambini lo adorano. Però non bisogna mai scoraggiarsi e rinunciare alla propria carriera. Anche nei momenti in cui ero allo stremo delle forze ho spinto il pedale. Non mi sono fermata. Perché questa è vita”.

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