Sguardi e ricordi felici

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Ritratti di Scrittori. Le foto di Angelo Pitrone raccontano…

Moravia inavvicinabile, Sciascia mentre scrive un biglietto per un suo amico, Andrea Camilleri davanti ad una macchina da scrivere, Simonetta Agnello Hornby nella sua casa vicino Agrigento.

Sguardi e ricordi felici che il fotografo Angelo Pitrone ci consegna, a futura memoria, quasi come un racconto. Un viaggio di scrittori in una terra di scrittori. Ad ognuno di loro è legato un ricordo, un evento, un libro.

“Ritratti che nascono – come ci dice lo stesso Pitrone – da una lunga ricerca che dura da quarant’anni. Una ricerca che si sviluppa in particolar modo ad Agrigento e nella sua provincia. Si tratta di personaggi della cultura e dell’arte, siciliani e non che in gran parte sono passati da Agrigento o dalla sua Valle dei Templi”.

“Moravia era il più blindato, era quasi impossibile avvicinarlo – ricorda Pitrone – volle vedere i templi dorici, aveva tradotto dei classici greci ed ora, davanti quelle pietre era silenzioso, contento. Ricordo il rientro in albergo e una calda tazza di thè, era dicembre, in un pomeriggio uggioso”.

Angelo Pitrone

“Leonardo Sciascia, quando ci ricevette alla Noce – ricorda ancora il fotografo agrigentino – era rientrato dalla sua passeggiata in campagna, alla ricerca di erbette selvatiche. Lo colsi nel suo studio, mentre stava scrivendo un appunto per il professor Pietro Amato che mi accompagnava.

Su una foto che gli portai, poco tempo dopo, per una dedica, mi scrisse: …io in quanto personaggio. Pirandello è vicino”.

L’idea di essere personaggio “ignoto a se stesso”: quasi ad anticipare quello che poco dopo – siamo nel 1987 – avrebbe scritto ad introduzione di un catalogo di ritratti di scrittori che vanno da Edgar Allan Poe a Jorge Luis Borges: “Nel ritratto fotografico si realizza un’attendibilità che non pone o allontana il problema della somiglianza fisica e però restituisce il senso di quella vita, di quella storia, di quell’opera compiutamente, in ‘entelechia’ “.

E in effetti, a guardare bene questi scatti di Pitrone, non ci sono solo i volti dei grandi autori. Ci sono soprattutto le loro opere. Ed ecco le inquietudini di Vincenzo Consolo, la malinconia e l’isolitudine di Gesualdo Bufalino, l’impegno civile dell’homme de lettres Sciascia, l’ironia di Camilleri che si fa fotografare nell’atto dello scrivere, come fece Pirandello: quasi a voler essere il “doppio” del drammaturgo con cui ha condiviso, in epoche diverse, luoghi di terra e di mare, storie di porto e di zolfo. E ancora il forte legame con la loro terra della Agnello e di Gaetano Savatteri, di Matteo Collura e Nino De Vita.

“Le occasioni sono state tante – dice Pitrone – il premio Pirandello, l’Efebo d’oro, il premio Racalmare. Ma anche momenti di riposo. Ho fotografato Matteo Collura nei mesi in cui si era ritirato nella casa di Maddalusa per scrivere Il maestro di Regalpetra, Gaetano Savatteri a passeggio nei vicoli di Racalmuto poco dopo l’uscita della Congiura dei loquaci”.

E ci sono pure, in questa galleria, Mario Monicellipoco prima che morisse” e Mario Soldati, “ad Agrigento accompagnato dalla bella nuora Stefania Sandrelli”.

Sguardi e ricordi felici. Una narrazione senza parole che racconta uomini e donne che sono, più di tutti, come ci insegnò Sciascia, ignoti a se stessi.

ECCO LE FOTO di ANGELO PITRONE

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