Se il bambino ha il batticuore

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Le aritmie non colpiscono soltanto gli adulti ma anche i neonati ed i bambini. E’ importante intervenire subito per evitare gravi scompensi cardiaci. Come si devono comportare i genitori.

Il cuore è  sempre in allerta anche in giovane età. Le aritmie non colpiscono soltanto gli adulti ma anche i neonati ed i bambini. Ma i genitori come fanno a capire che i loro piccoli figli hanno un problema cardiologico di questo tipo? E’ estremamente importante intervenire immediatamente nella aritmia cardiaca del bambino, per evitare che gli aumenti di frequenza del cuore, cioè il numero dei battiti cardiaci, possano evolvere in un grave scompenso cardiaco.

Questa patologia è conosciuta con il nome di ” tachiacardia parossistica sopra-ventricolare”. Il termine “parossistico”sta ad indicare uno stato clinico che sparisce dopo essersi presentato, così come è comparso. La causa va ricercata in un’ errata propagazione dell’impulso elettrico a livello atriale, una volta che questo si è generato nel nodo del seno atriale, punto in cui in tutti gli individui normalmemte parte il normale impulso elettrico del cuore. Infatti è proprio dal nodo del seno a livello atriale, che si genera il battito cardiaco. Evidentemente nei piccoli pazienti, si crea un centro errato di diffusione dal quale si attiva di conseguenza l’aritmia, lasciando un cuore quasi impazzito e come dire ” disorientato”….lo immagino così.

Il controllo della frequenza cardiaca, è gestito dalla presenza del terzo sistema nervoso rappresentato dal sistema neurovegetativo dove il vago e il parasimpatico antagonisti tra loro, uno è deceleratore del battito cardiaco “bradicardizzante” e l’altro acceleratore del battito “tachicardizzante”, presenti insieme, in competizione, causano il normale battito del cuore. In questi bambini uno dei due sistemi di controllo del battito, prende il sopravvento ed in questo caso si tratta del “tachicardizzante”, causando un’aritmia che se non controllata immediatamente, può evolvere in un grave danno del cuore.

Il neonato non può esprimere il malessere per cui un genitore si accorge dello stato di sofferenza attraverso l’evidente battito anomalo osservando lo sterno del proprio figlio. Il genitore noterà delle escursioni del battito cardiaco quasi come se il cuore volesse esplodere dalla gabbia toracica. Ne seguirà  un pianto disperato del piccolo nenonato e il rifiuto della poppata, oltre alla irritabilità ed alla agitazione psichichica e fisica. Il bambino invece, il più delle volte, riferisce ai genitori un forte dolore al petto.  Questi sono gli allarmi che devono far scappare i genitori al pronto soccorso. I cardiologi attueranno delle manovre semplici che solo dopo il primo attacco potranno imparare gli stessi genitori, nel caso in cui l’aritmia dovesse ripresentarsi. Le manovre effettuate dagli specialisti, riattivano il sistema vagale con effetto immediato di decelerazione e controllo della frequenza cardiaca.

Alcune di queste manovre volte a correggere l’aritmia nell’immediatezza del sintomo e che ribadisco, la prima volta deve essere effettuata solo dallo specialista, consistono nel mettere un guanto con del ghiaccio, più di una volta per pochi secondi, sul viso del neonato o con un cucchiaino stimolare il vomito o nel caso fosse un bambino, prenderlo per i piedi e metterlo a testa in giù e anche qui ripetendo più di una volta la manovra o facendo iinghiottire  il bambino tenendo lui stesso  il naso chiuso ” manovra del Valsalva” Esiste anche un metodo invasivo e chirurgico che si chiama “ablazione con catetere” che consiste nell’immettere una sostanza gelida” crio-ablazione” nel sito dove si generano quei loci che sono causa di errata propagazione deli’impulso elettrico a livello atriale e dai quali scaturisce l’aritmia, con conseguenziale annientamentop degli  stessi e ripristino della normale propagazione dell’impulso elettrico nel cuore. Risolta l’aritmia, l’episodio potrebbe concludersi per sempre o il bambino potrebbe riavere nel corso del tempo, una nuova esperienza in tal senso. Molto importante è la tempestività dell’intervento da parte del cardiologo.

E’ giusto ricordare che i cardiologi sconsigliano ai bambini che hanno avuto episodi di aritmia parossistica sopra-ventricolare, di intraprendere attività sportiva di tipo agonistico, per il resto invece, una bella partita a calcetto fra amici a scuola o una corsetta con i compagni, sono giochi ammessi come se nulla fosse mai successo.

Foto da internet

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