Racalmuto. Fumata nera nel Pd, primarie in alto mare. Adile ci ripensa: “Forse rinuncio”

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Elezioni sindaco. Il Pd non trova un’intesa:  rinviato l’annuncio dei nomi dei partecipanti alle primarie. Martedì nuovo direttivo.  Zambuto sul M5S: “Scelgano il loro candidato  democraticamente”. Adile incerto: “Situazione politica difficile, deciderò nei prossimi giorni”.

Il Pd di Racalmuto non scioglie nodi e riserve. Questa sera avrebbe dovuto annunciare i nomi dei candidati alle primarie per scegliere il candidato in sindaco, ma tutto è stato rinviato a martedì. Nemmeno la presenza del segretario provinciale Peppe Zambito è servita a chiudere il cerchio e trovare un’intesa tra le diverse anime del Pd locale. L’annuncio di andare alle primarie già domenica prossima con Morena Mattina, Emilio Messana, Vincenzo Maniglia e, forse, l’outsider Calogero Taverna, è diventata una soluzione difficile da percorrere.

Pd, fumata nera

Pd, fumata nera

Nuovo appuntamento a martedì prossimo, quando è stato convocato il direttivo, per venire fuori da una situazione di impasse che non riesce a sbloccarsi. Peppe Zambito dovrà tornare a Racalmuto per vedere come uscire fuori dalla palude che paralizza il partito.

Diktat degli alleati. Oggi, Zambito ha incontrato i potenziali alleati: Gianluca Di Marco per l’area socialista, Luigi Penzillo per il Mpa, Roberto Restivo come rappresentante dell’area del Pd che fa capo all’assessore regionale Nelli Scilabra e il Nuovo centrodestra guidato in paese da Carmelo Collura.

Come aveva già anticipato in un’intervista a Malgrado tutto, Collura ha spiegato che il Ncd non ha intenzione di partecipare a primarie di coalizione, ma ha anche ribadito che l’alleanza si farà solo se dalle primarie del Pd verrà fuori il nome dell’ex segretario provinciale Emilio Messana. E questa è un posizione condivisa anche da alcuni degli altri potenziali alleati.

Naturalmente, l’indicazione secca di Emilio Messana come candidato gradito al centrodestra, ha sollevato le reazioni dell’ala renziana che non tollera di farsi imporre il candidato dagli alleati, prima ancora che l’alleanza sia siglata.

E’ stato questo a fare riaprire giochi che sembravano chiusi. “E’ la normale dialettica di un partito”, minimizza Zambito, ma è andato via da Racalmuto lasciandosi alle spalle un partito che non riesce a trovare un’intesa. Le primarie che sembravano cosa fatta, adesso tornano nell’incertezza. L’irruzione di Calogero Taverna, il “guastatore” che da Roma ha inviato, per raccomandata, una richiesta ufficiale di candidarsi alle primarie rischia di trasformarle in una lotteria con troppi rischi per il Pd e per i suoi equilibri.

I VOLTI DEI PROTAGONISTI

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Come sbrogliare la matassa? Torna prepotentemente alla ribalta l’ipotesi della via “istituzionale”: candidare il segretario locale Vincenzo Maniglia e chiedere a tutto il partito di sostenerlo, quantomeno per dovere d’ufficio. Ma Maniglia, seppur eletto pochi mesi fa segretario all’unanimità, viene identificato molto con l’ala renziana e questo non piace alla cosiddetta “vecchia guardia” vicina alle posizioni del parlamentare democratico agrigentino Angelo Capodicasa.

I tempi stringono. Tra ventisei giorni dovranno essere presentate le liste con candidato sindaco, squadra degli assessori e candidati al consiglio comunale. I ritardi del Pd sono evidenti, ancor più se confrontati con la decisione, maturata in sordina, del Movimento 5 Stelle che avrebbe già definito una sua lista con candidato sindaco Luigi Falletti, malgrado questi tre mesi fa avesse dichiarato pubblicamente di non far parte del M5S.

“La presenza del Movimento 5 Stelle – dice Zambito – è una buona cosa, a condizione che il loro candidato sia il frutto di un dibattito democratico. Il Pd questo dibattito lo sta affrontando con passione e serietà”.

Settimana decisiva per Biagio Adile. L’urologo in servizio a Villa Sofia, uno dei primi a annunciare pubblicamente la sua candidatura a sindaco di Racalmuto, giovedì prossimo sarà in paese per una serie di incontri politici. Ma la decisione di scendere in campo comincia a vacillare. “Alla fine del mio giro di incontri – spiega Adile – valuterò se confermare o no la mia candidatura. Rimane la voglia di impegnarmi per il mio paese, ma la  situazione non è di facile lettura. Appena avrò concluso il mio giro di incontri dirò pubblicamente cosa ho intenzione di fare”.

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2 Responses to Racalmuto. Fumata nera nel Pd, primarie in alto mare. Adile ci ripensa: “Forse rinuncio”

  1. Calogero Taverna Rispondi

    30 marzo 2014 a 21:47

    Spero che il compagno Vincenzo Maniglia abbia un colpo di genio.

    Pare che di questi tempi il partito, il PD, sia tutto nelle sue mani.

    Così dice Scimé.

    Allora sfrutti il suo centralismo democratico. Comprenda che oggi non è in gioco una candidatura a sindaco di un partito, un tempo glorioso, ma ora depresso, quasi ininfluente, ma una aggregazione democratica racalmutese che vuole cambiare, che vuole progredire, che vuole il benessere, il lavoro, la pace sociale; che non tollera più le divisioni ideologiche, le fratture per sotterranei interessi, l’uso della CASA COMUNALE per il favore personale, il sotterfugio, l’astuto sgambetto.

    Che vuole coesione, armonia, collaborazione, ,responsabilità, nuova cultura, nuovo consociativismo.

    Ed allora, vuol fare le primarie? le faccia ma aperte a tutti.

    Perché escludere Sergio Scimè, politico di lungo corso, progettuale, competente esperto e agile di mente?

    Perché Adile non viene a concorrere da noi? E così Borsellino ed anche Brucculeri.

    Collura non potrebbe, non dovrebbe mancare,

    come Mulé, come Buongiorno, come Angela Martorana e Morena Mattina e Sardo e l’altro sardo e Lo Sardo e Emilio Messana e Calogero Taverna e Penzillo e Oriana Penzillo e Angela Penzillo e il dotto e imprenditoriale dottore Salvatore Alfano e Angelo Alfano e l’ingegnere Cutaia ed altri ed altri ancora.

    Ovvio, in testa il compagno Vincenzo Maniglia.

    Una lista aperta.

    Chi ottiene il maggior numero di consensi, candidato a sindaco;

    gli altri in conorso per i quindici posti in lista. Le prime sei donne ovvio in quota rosa nella lista. E gli assessori? Se la lista vince, i primi quattro vanno a fare gli assessori, dando il posto ai primi non nominati.

    Se lista civica, a-ideologia, deve essere che sia così: scelga la poplazione di Racalmuto. No scelgano i partiti, con si scelga con nicomedei incontri notturni nelle sagrestie o nei retrobottega di Casa del Popolo.

    E Scimè che c’entra? Ma a questa visione conciliare mi ha portato stanotte Scimé.

    Si sappia: lungi da me il gusto del “guastatore”: amo il consorzio civile, amo il mio prossimo concreto non quello evanescente dei vangeli più o meno apocrifi. Voglio costruire. Non amo le Erinni, odio giudicare,mi picco di non avere mai condannato alcuno.

    La mia cultura nasce cresce e si consolida e si rinnovella fuor di Sicilia, delle cosche, delle congeghe all’insegna dell’omertà, dell’onore inteso in un certo senso.

    Modena, la libera rossa Modena mi ha formato nei miei primi sei anni professionali e poi Roma ma non a Roma ma ad Asti a Milano, a Vercelli, a Sondrio,e anche a Napoli e Terzigno, e quindi Rimini, Padova, Trieste e anche Morciano.

    Non sono conforme al cicaleccio petulante tra l’Agorà e il BS e l’elitario Circolo Unione mi torna gradito se fucina di cultura, buon gusto e alato aspirare.

  2. Calogero Taverna Rispondi

    30 marzo 2014 a 21:55

    malgrado tutto, malgrado le mie rimostranze continua per la sua linea politica a qualificarmi “guastatore”. La qualifica non mi torna gradita anche perché mi reputo neppure un “conciliatore” ma diciamo un “imprenditore politico” diciamo un “costruttore” un “manager” politico, come dimostrano le tante mie uscite pubbliche. Come quest’ultima, che Malgrado Tutto è riluttante a raccogliere:
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