Piazza Castello, parcheggio o qualcos’altro?

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La nostra proposta, a pochi giorni dall’incontro che i commercianti avranno con i commissari per discutere su quale deve essere il destino del salotto buono di Racalmuto

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Piazza Castello, salotto cittadinoLa piazza centrale di un paese o di una grande città rispecchia sempre la vivibilità e l’armonia di una comunità. Così se ci troviamo in piazza dell’Università a Catania ci facciamo un’idea dell’ordine raffinato del centro storico etneo o in piazza Politeama, a Palermo, dell’eleganza caotica della città capoluogo di Sicilia. Cosa ci dice invece la piazza grande, cuore del centro storico di Racalmuto? Ci fa capire subito che siamo in un paese bello, ma senza regole, senza soldi e con tanta presunzione in giro. Che cos’è oggi la piazza Umberto I?

Cominciamo sottolineando il fatto che nessuno la chiama così. Tutti la chiamano piazza Castello, per la presenza, è ovvio, del Castello Chiaramontano. La prima confusione nasce da qui. L’altra confusione è dovuta al fatto che non si è mai capito se bisogna considerarla un salotto o un parcheggio. Confusione che negli anni è diventata una ossessione per chi ha disamministrato, per i cittadini e per quei pochi commercianti che resistono nel vuoto assoluto. Una cosa è certa: se si pensa ad un futuro turistico-culturale per Racalmuto, questa piazza non può restare così, un giorno parcheggio, un giorno deserto. Bisognerebbe pensare ad un’alternativa che accontenti un po’ tutti e che metta, naturalmente, su tutto e su tutti, una priorità: il paese.Auto in sosta in piazza Castello

Non va bene una piazza così bella stracolma di macchine e caos, dove un passo più avanti, nel corso Garibaldi, si può rischiare di prendersi una multa dei tanti vigili e ausiliari presenti per un minuto in più di sosta e in piazza Castello, terra di nessuno, chiunque può lasciare l’auto in doppia fila per una giornata intera.

E cosa c’è di strano, si direbbe? Che ci vuole? Basta chiuderla al traffico e via, tutto è risolto. E invece no. A Racalmuto siamo, e tutto si complica come sempre. Perché non si può accontentare uno per scontentarne un altro. E allora, che fare? Lasciare che tutto resti com’è, nella confusione totale, o cercare qualche soluzione?

Da premettere che da pochi anni la pavimentazione della piazza è stata trasformata. Criticabile o no, chi ha pensato di ripristinare piazza Umberto I, ha pensato di farne un’isola pedonale. Bisognava semplicemente mettere la segnaletica giusta e via, il problema era già risolto. E allora perché non è stato fatto? Non lo sappiamo e non vogliamo saperlo.
Però ora, a pochi giorni da un incontro che i commercianti avranno con i commissari straordinari proprio per discutere di questo, si può pensare ad una sistemazione permanente del cosiddetto salotto cittadino.
Negli anni si è pensato di arricchire la piazza con piante e panchine. Ma per chi? Tra i paesani nessuno ha mai passeggiato su e giù dalla Matrice al monumento dei caduti. Si passeggia, a Racalmuto, dalla Matrice alla piazzetta o fino al Padreterno. Ma mai in piazza Castello o Umberto I che sia. E allora, cosa fare?

Una mostra di pittura in piazzaI racalmutesi, molto probabilmente, la vorrebbero sempre isola pedonale, non pensando magari all’utilità che ha questo grande spazio, nelle giornate invernali, per lasciare la macchina e fare acquisti in zona, andare ad un funerale o ad un matrimonio, in pizzeria o ad una iniziativa del Castello Chiaramontano. E dunque? La proposta è questa: lasciare parcheggiare in piazza nei giorni feriali, col disco orario, e chiuderla al traffico il sabato e la domenica e nei giorni festivi. E poi, d’estate, chiuderla da giugno e settembre, adornandola però di piante e fiori e arricchirla di un minimo d’arredo urbano. In prospettiva anche dell’apertura dei vicoli Chiaramonte e Del Carretto che restano chiusi per pericolo di crollo (inconcepibile pensare che una strada, piccola o grande che sia, resti chiusa tutto questo tempo).
Tornando alla piazza, comunque, questa potrebbe essere una soluzione. E intanto vietare sempre il parcheggio davanti la Chiesa Madre, per dare la possibilità di una vista non oppressa da quelle quattro auto che ostacolano anche l’ingresso alla piazza attraverso i gradini.
Una soluzione intermedia insomma che accontenti un po’ tutti. Solo così, per chi ci vive e per chi viene mezza giornata nel paese di Sciascia, potrà dire che questa si che è una piazza degna di un paese che guarda al futuro. Senza discordie e rispettando le regole.

Salvatore Picone

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