Maccalube. Legambiente: “Nessuna pace di comodo, con la Regione presto sarà polemica”

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MACCALUBE. Legambiente replica al commento di Gaetano Savatteri pubblicato da Malgrado tutto (leggi l’articolo). Mimmo Fontana: “Abbiamo tenuti toni sobri per rispetto del dolore di una famiglia, ma ora si gioca il futuro delle riserve in Sicilia. Presto con la Regione dovremo alzare i toni” . Pubblichiamo la lettera di Fontana al nostro giornale.

Abbiamo lungamente riflettuto sull’opportunità di replicare all’articolo di Gaetano Savatteri del 4 ottobre scorso, visto che nelle due settimane ormai trascorse da sabato 27 settembre abbiamo scelto un profilo bassissimo. Infine abbiamo deciso di farlo perché ci sentiamo lontanissimi dalla descrizione che Savatteri prova a cucirci addosso, ma anche perché ci dispiace che questa sia l’opinione di un giornalista per cui nutriamo stima.

Maccalube (Fonte Repubblica)

Maccalube (Fonte Repubblica)

Ci siamo affidati a un silenzio quasi assoluto nonostante fosse una scelta molto complicata per chi, come noi, usa correntemente un profilo polemico alto come strumento della propria azione politica. Ma quella delle Macalube è stata una vicenda eccezionale perché sono morti due bambini e il nostro rispetto per il dolore della famiglia Mulone è troppo alto per potere sfruttare l’occasione per alimentare qualche polemica, per quanto legittima sul piano dei contenuti.

La ricostruzione che fa Savatteri ci pare condizionata più da ciò che è stato riportato (scorrettamente) sugli organi di stampa che da quanto effettivamente dichiarato da noi.

Tutto è nato da una discussione telefonica (quella mattina ero fuori sede) riportata parzialmente, a uso e consumo di ciò che serviva al circo mediatico. Alla legittima domanda di un giornalista sulle ragioni dell’assenza di un sistema di monitoraggio, ho chiarito che dal 1998 lo chiedevamo alla Regione ma che non era mai stata attivata un’apposita convenzione con INGV come è invece avvenuto per lo Stromboli (anch’essa una riserva regionale) dopo lo tsunami di qualche anno fa.

Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia

Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia

Ho inoltre aggiunto che non consideravo affatto scontato che ciò avrebbe potuto salvare i due poveri bambini, considerata la forma anomala di quell’evento parossistico rispetto agli altri che avevamo osservato in questi anni 18 anni di gestione. Dopo quella breve discussione è stata lanciata un’agenzia che riportava solo la prima metà del ragionamento con un titolo suggestivo capace di innescare il rimpallo di responsabilità.

Al mio arrivo ad Aragona, letti gli articoli che già inondavano il web, abbiamo deciso di non parlare più con nessuno e di preparare un comunicato che chiarisse la nostra opinione da consegnare in una conferenza stampa nel pomeriggio successivo. Questi i concetti principali: 1) non intendevamo scaricare responsabilità su alcuno; 2) abbiamo spiegato come è stata gestita la riserva in questi anni, anche in relazione alla pericolosità che comunque è insita nella natura che ogni riserva tutela; 3) abbiamo confutato le notizie false che cominciavano a essere propalate da autorevoli esponenti della Regione.

Le operazioni di soccorso

Le operazioni di soccorso

Grazie a questa conferenza stampa molte testate giornalistiche hanno potuto correggere il tiro: Tg1, Tg3, Sky, Rainews, Gds. Altre, facendo finta di nulla, hanno continuato ad addebitarci una polemica che non abbiamo mai alimentato: Repubblica, La Sicilia, Tg2, alcune testate Mediaset.

La stessa sera del sabato mi ero premurato di chiamare il dirigente generale dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione per chiarire che non intendevamo polemizzare con nessuno in un momento tanto drammatico.

Il lunedì successivo, e cioè 48 ore dopo la tragedia, piuttosto che convocarci, come sarebbe stato doveroso visto che la riserva che gestiamo è a tutti gli effetti un ufficio periferico della Regione, il presidente Crocetta ha convocato una riunione con i vertici dell’assessorato Ambiente alla fine della quale sono state lanciate sulla stampe accuse gravissime nei nostri confronti. In particolare è stata annunciata la revoca della gestione motivata da due incredibili deficienze: 1) avremmo abusivamente fatto visitare per 18 anni una riserva naturale chiusa alla fruizione; 2) pur avendo chiesto reiteratamente l’istallazione di un sistema di monitoraggio non avremmo mai presentato un progetto. Si trattava ovviamente in entrambi i casi di notizie prive di ogni fondamento.

Per scoprire che la riserva è destinata anche alla fruizione oltre che alla conservazione della natura è appena sufficiente leggere il regolamento a cui ci siamo dovuti attenere in questi anni, nonché le tre successive convenzioni che ci hanno affidato la gestione rispettivamente nel 1995, nel 2003 e nel 2009. La lettura delle convenzioni sarebbe inoltre risultata sufficiente anche per scoprire che gli enti gestori delle riserve possono “promuovere” la ricerca scientifica e non assumersene la responsabilità in quanto non gli vengono riconosciute tali prerogative, e ciò a prescindere dalle competenze specialistiche che pure possiedono. Ne consegue che avremmo potuto/dovuto, come è documentalmente avvenuto ogni anno dal 1998, segnalare l’esigenza di un monitoraggio ma non avremmo potuto predisporre alcun progetto.

Proprio per il fatto che la fruizione non è mai stata messa in dubbio, la Regione ha pure finanziato in tre diverse occasioni (1999, 2004, 2011) la realizzazione di un sistema di sentieri per la fruizione turistica che però non è mai stato realizzato.

Macalube, le ricerche (Foto Alan D. Scifo per Malgrado tutto)

Macalube, le ricerche (Foto Alan D. Scifo per Malgrado tutto)

Considerata la gravità delle accuse che ci venivano lanciate contro abbiamo deciso, sempre nel rispetto che si doveva al dolore di una famiglia distrutta, di convocare per il giovedì successivo (il martedì si sarebbe celebrato il funerale) una conferenza stampa per mostrare alcuni dei numerosissimi documenti redatti dalla stessa Regione che in questi anni hanno attestato la correttezza del nostro operato. Peraltro, se così non fosse stato, come avremmo potuto ottenere per ben due volte il rinnovo della convenzione che è stato frutto di lunghi controlli e valutazioni del servizio parchi e riserve della Regione?

La conferenza stampa è stata poi sospesa perché la stessa mattina è finalmente arrivata la formale convocazione da parte dell’assessorato Ambiente per il giorno successivo. La riunione che ne è seguita ha avuto un esito scontato: la Regione ha dovuto prendere atto di ciò che si evince chiaramente già a una primissima lettura documentale e ci ha proposto di sottoscrivere un comunicato congiunto con cui si ristabiliva, seppur in modo sibillino e in “burocratese stretto” la verità. Cosa avremo dovuto fare? Rifiutare sdegnosi e celebrare comunque il rito purificatorio della conferenza stampa nella quale “sputtanare” chi aveva grossolanamente mentito?

L'assessore all'Ambiente Piergiorgio Gerratana

L’assessore all’Ambiente Piergiorgio Gerratana

Abbiamo deciso di mantenere l’assoluta sobrietà che ha contraddistinto i nostri comportamenti in questi giorni difficili, pur sapendo che questo avrebbe consentito ai tanti giornalisti in malafede che ci avevano fino a quel momento massacrati di ignorare la notizia. Un esempio su tutti: Repubblica Palermo ha dedicato tre pagine alle dichiarazioni del presidente arrivando a fare i conti in tasca ai dipendenti della Legambiente, con tanto di nomi e cognomi. Peraltro usando il solito escamotage per cui non si riporta il netto in busta paga, 1.000 per gli operatori e 1.4000 per i direttori, ma il lordo comprensivo di TFR, IRPEF, INPS,ecc…. Non è corretto ma poco importa, fa più effetto! Lo stesso giornale non ha ritenuto utile scrivere nemmeno una breve per dare atto della burocratica rettifica della Regione.

Ciò dimostra quanto scomodo sia il profilo scelto, quanto poco ci si adatti. Siamo però convinti che fosse quello più giusto davanti alla perdita di due bambini avvenuta in una riserva da noi gestita.

Riteniamo, peraltro, che si tratti di una scelta che ci siamo potuti permettere proprio per il modo in cui abbiamo fatto politica in questi 35 anni di vita dell’associazione. Anni in cui non abbiamo fatto sconti a nessuno, non abbiamo mai omaggiato nessun potere, non ci siamo fatti condizionare da nulla. Nemmeno dal fatto che gestivamo funzioni delegate per governi regionali con i quali ci siamo scontrati molto più spesso di quanto non abbiano fatto quelle che avrebbero dovuto essere le forze politiche d’opposizione.

I fiori di Legambiente per i due piccoli

I fiori di Legambiente per i due piccoli

Penso che questa tragica vicenda cambierà la storia delle aree protette in Sicilia anche perché nessun governo potrà più permettersi di continuare a trattare l’intero sistema con la stessa superficialità con cui ci si è approcciati fino a oggi. Si dovrà decidere se i risultati ottenuti in termini di conservazione e sviluppo turistico ne faranno un sistema strategico per lo sviluppo della Regione o se chiudere tutto per risparmiare qualche milione. Peccato che si tratterà comunque di piccoli risparmi considerato che l’importo complessivo è inferiore a quello che ogni anno viene impegnato per pagare i soli rimborsi benzina degli operai forestali.

Per queste e altre ragioni saremo costretti ad alzare presto i toni della polemica con la Regione, ma farlo utilizzando la morte di due bambini sarebbe stato tanto facile quanto indegno.

Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia

 

RISPONDE GAETANO SAVATTERI

Ringrazio Mimmo Fontana per l’attenzione prestata a me e a questo giornale, e soprattutto per questa spiegazione. In effetti, l’accavallarsi delle dichiarazioni e dei comunicati stampa – dai toni fortemente polemici nelle ore successive alla sciagura  – strideva con quel comunicato congiunto che aveva toni non solo “burocratesi”, ma ignobilmente riduttivi rispetto alla tragedia che si era appena consumata gettando una pesante ipoteca sul futuro delle riserve naturali siciliane. Capisco perfettamente che sono giorni difficili e concitati per Legambiente e mi rendo conto che ci sono stati difetti di comunicazione. Sono sollevato dal sapere che Legambiente si impegnerà per evitare che la tragedia di Macalube dia luogo a soluzioni pilatesche.  Prendo sul serio l’impegno di Fontana ad usare un linguaggio schietto  e chiaro. E’ triste e insopportabile, quando si parla della morte di due bambini, sentire le parole vuote di quell’incredibile comunicato congiunto che esprimeva tutta l’arte del dire tutto per non dire niente. (G.S).

 

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