La riunione del consiglio comunale

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Il tuo racconto per Malgrado tutto

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Oggi pubblichiamo “La riunione del consiglio comunale” di Calogero Flavio Albano.
Buona lettura.

La riunione del consiglio comunale
di
Calogero Flavio Albano

Calogero Flavio AlbanoDelle volte capita che la Sicilia faccia innamorare il viaggiatore di passaggio, lo straniero abituato alle tristezze della neve, al grigiore del cemento e della nebbia. Delle volte capita che il viaggiatore decida di non andarsene più e di diventare un residente; capita, alle volte. In questo caso se ne occupa l’ufficio anagrafe.
Capita, però e ben più spesso, che il residente decida di andarsene: vuoi per troppi disservizi, vuoi per disoccupazione o vuoi per le cose assurde che capitano da queste parti. Questo pensava il giovane consigliere comunale Maruzzi mentre entrava nella calura ombrosa ed umida.

Maruzzi, eletto da poco, era al suo primo mandato come consigliere comunale ed era stato tutta la notte a lambiccarsi il cervello riguardo il problema che sarebbe stato in discussione… era convinto di avere la soluzione in pugno.
Si accomodò nel caldo del locale. Era uno dei primi ad arrivare; alcuni, aveva sentito, non sarebbero nemmeno venuti: troppo caldo.
Osservo entrare Gambello e Teresi, entrambi di un partito avverso al sindaco; Gambello sarebbe stato l’osso duro da convincere. Gambello aveva un’innata predilezione per le lotte contro i mulini a vento e riusciva a portare sempre dalla sua Teresi.
Mare rossoOsservò entrare Caucchi mentre mordicchiava una biro: magrissimo e, si malignava, tanto ricco quanto con le mani in pasta in ogni tipo di porcheria ambientale. Sicuramente era interessato a chiudere al più presto la questione ed avrebbe accettato di buon grado la sua soluzione.
Alla fine arrivarono il sindaco ed il vicesindaco.
Il sindaco rilasciò una breve dichiarazione alla televisione locale assicurandosi di mostrare il suo trequarti migliore. Il contenuto della dichiarazione, essere in costante contatto con il ministero, era irrilevante; il giovane Maruzzi, forte dei suoi studi in scienze della comunicazione, poté notare vari errori; chissà a chi si era dovuto legare per riuscire a farsi eleggere qualcuno in grado di mettere tanti strafalcioni in una sola dichiarazione.
Erano in sei… Maruzzi non riuscì a trattenere un sorriso; gli altri non si erano neanche presi la briga di venire nonostante il gettone di presenza. Faceva troppo caldo.
Alla fine il sindaco si sedette, dette un occhiata in giro ed attaccò:”E così ci siamo tutti” disse mentre si asciugava il sudore di questa giornata caldissima. “Dichiaro aperta questa seduta straordinaria del consiglio comunale… per favore signor usciere accenda il condizionatore che fa troppo caldo qui dentro” proseguì il sindaco.
Mentre l’usciere, un suo cugino da vent’anni precario provvedeva il sindaco proseguì:”Ed allora, oggi dobbiamo affrontare la questione di Lido Gambacorta. Sono in costante contatto con il ministero” si vantò ” ma dobbiamo gestire l’impatto sull’opinione pubblica che questo problema sta causando… usciere aumenti l’aria condizionata che si sta morendo”.
L’usciere, evidentemente forte della sua parentela, sbuffò forte mentre eseguiva di malavoglia il faticoso compito di ruotare il termostato e non si curò dell’occhiataccia del cugino.
Il consigliere comunale Gambello, cavaliere contro i mulini a vento e di un partito avverso al sindaco cominciò ad urlare come suo solito:”Ma quale opinione pubblica!!! Dopo lo sversamento di petrolio dei giorni scorsi è successo un macello… e poi quel prodotto sperimentale che hanno messo, ha fatto diventare il mare rossastro… lei deve emettere un’ordinanza che vieti la balneazione e dimettersi!!!”.
Maruzzi pensava che Gambello sarebbe stato il problema; erano in sei e per avere la maggioranza gli sarebbero bastati appena quattro voti
Il quadro di Giuseppe CipollaIl vicesindaco, cognato di Gambello ma di idee e partito politico diversi si intromise:”Senti… ormai quello che è fatto è fatto: non ha senso piangere sul latte versato. La gente è spaventata, questa volta; se non ci mettiamo d’accordo potrebbero esserci guai per tutti”.
Quest’uscita del vicesindaco fece infuriare ancora di più Gambello ” Per voi, forse. Io non ho preso un euro dal test che avete permesso di fare al CNR… e sappiamo tutti che adesso avremo il mare rossastro per anni ed anni… e la vocazione turistica della nostra città?”.
A questo punto la riunione cominciò a riscaldarsi; Teresi cominciò ad appoggiarlo “E’ verissimo signor sindaco” disse “già c’è stata una fuoriuscita di petrolio e poi il CNR viene a testare un prodotto sperimentale nella nostra bella cittadina balneare; va bene che né la flora né la fauna hanno subito danni, ma abbiamo un mare rossastro nel bel mezzo dell’estate”.
“Non drammatizziamo” si intromise Caucchi il quale non era stato estraneo alla vicenda del test “ieri sono andato a mangiare pesce al ristorante, era buonissimo e non mi sono sentito male. Anzi il ristoratore mi ha detto che da quando è successa questa cosa le carni sono più morbide e più profumate. E’ solo un problema estetico non ambientale”.
A questo punto la riunione scoppiò come al solito con ognuno che parlava a voce alta per dare aria alla bocca e farsi sentire dai microfoni della telecamera.
Maruzzi aspettava un po’ di calma; in questo momento le sue parole si sarebbero perse.
Quando la zuffa verbale si calmò il giovane consigliere si alzò”Io avrei un’idea”, disse.
“Si e quando mai”, disse Gambello.
Per nulla intimorito dall’uscita del più navigato Gambello il giovane proseguì “In realtà il nostro è solamente un problema linguistico” parlò forte dei suoi studi universitari in scienze della comunicazione “visto che non c’è nessun problema per la salute pubblica potremmo semplicemente cambiare nome al Lido Gambacorta”.
“E come lo chiamiamo… Lido Rosso?” sbuffò Gambello.
“Per niente… lo chiameremo Lido Color del Vino. Così sfrutteremmo anche delle assonanze letterarie.”
“Lido Color del Vino” disse il sindaco carezzandosi il mento “l’idea potrebbe essere buona, potremmo rifarci a Omero ed a Sciascia… magari organizzare un parco letterario… devo informarmi per i fondi”.
Alla magica idea dell’arrivo di un po’ di denaro da spartire tutti gli animi si eccitarono.
In effetti migliorò notevolmente il tono dell’umore di tutti quanti; stavano calcolando quanti amici e parenti avrebbero potuto far lavorare nel futuro parco letterario.
Anche Gambello, stranamente, si quietò ed il sindaco disse:”Ai voti”. Il responso fu unanimemente a favore della proposta.
Quando la riunione ebbe termine Gambello, si avvicinò al giovane consigliere comunale Maruzzi “Giovanotto, devo ammettere che hai avuto un’idea niente male… hai risolto il problema ed arriveranno anche dei fondi… tu farai strada in politica”.

Calogero Flavio Albano

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