La bellezza all’italiana corre sull’asse Menfi-Ribera

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La città delle arance festeggia in pompa magna la vice miss Fabiola Speziale, ma ai riberesi il secondo posto non è andato proprio giù

Fabiola SpezialeIeri Giusy Buscemi. Oggi Fabiola Speziale. Da due anni la bellezza all’ italiana corre sull’asse Menfi Ribera. Provincia di Agrigento sugli scudi, dunque. Succede così che il concorso Miss Italia, evento boccheggiante malamente “licenziato” da Mamma Rai, abbia fatto sperare un’intera comunità, quella riberese. Incollata domenica scorsa davanti i teleschermi di La7 sperando che la mora di Ribera potesse bissare il successo dell’anno prima della bionda di Menfi. Così non è stato. Ma c’è mancato poco. E sotto accusa è finito il metodo di votazione.

A sancire la vittoria della messinese Giulia Arena è stata la giuria di qualità. Fosse stato per quella popolare la vittoria sarebbe stata di Fabiola. Sms e voti telefonici l’avevano ampiamente premiata. A far pendere la bilancia dalla parte dell’altra finalista sono stati i giurati in studio. Una sorta di “contrappeso” per fronteggiare il pericolo di un voto popolare eccessivamente orientato. Ai riberesi però questa cosa non è andata giù: “Io dieci euro di telefonate ho speso, avessi saputo che rischiava di essere tutto inutile non l’avrei fatto”, ha detto un’attempata e agguerrita signora al microfono di un’emittente locale. L’unica che non si è lamentata è stata proprio Fabiola Speziale. Sì, ci sarà rimasta male. Ma conosceva il regolamento, sapeva che poteva esserci questo rischio. Non si lamenta anche perché era stata la stessa giuria a “ripescarla”, in uno spettacolo tutt’altro che ritmato, dove la coppia Massimo Ghini-Cesare Bocci non ha proprio giganteggiato. Ma Ribera è contenta lo stesso per la sua bella concittadina. E il sindaco Pace ritiene giusto dare a Fabiola gli onori istituzionali. Il motivo è presto detto: avere illustrato la cittadina portandone il nome oltre i confini delle nostre contrade. Il catalogo è facilmente elencabile: ricevimento in pompa magna all’aula consiliare Leonardo Frenna, primo cittadino con tanto di fascia tricolore, mazzo di fiori d’ordinanza, applausi, baci e abbracci. Poi fuori, dal palco situato in piazza Matrice, per salutare gli ex compagni del Liceo scientifico (Fabiola si è diplomata lo scorso giugno), gli amici, i parenti. E per ringraziare tutti quelli che l’hanno sostenuta nella sua ascesa al vertice della bellezza italica. Ascesa mancata per un soffio, per la verità. Poco male.
Non mancano, nel panorama dello spettacolo italiano, quelle che hanno raggiunto posizioni di vertice pur essendo state semplicemente concorrenti di Miss Italia. Altro che finaliste come Fabiola. Che pur senza corona a diciotto anni può sperare comunque di andare avanti raggiungendo quei risultati ai quali ambiscono tante sue coetanee. Con, dietro le spalle, un’esperienza interessante come la partecipazione all’ultima edizione di Miss Italia. Magari avesse vinto lei, la fascia di vincitrice sarebbe passata da Menfi a Ribera.

Massimo D’Antoni

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