#iosonodisciacca. E non sono un assassino

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POLEMICHE. Il giornalista Mediaset Domenico Catagnano si scaglia contro chi ha usato la vicenda della strage dei cani per criminalizzare Sciacca e i saccensi: “Ci hanno sommerso di insulti”

Ebbene sì, per chi ancora non lo sapesse, io sono di Sciacca, e non perdo occasione per ricordarlo. A Sciacca sono nato, ci vive la mia famiglia e ci torno quando posso.

In questi ultimi giorni, secondo una minoranza rumorosa dei social, essere di Sciacca equivale a essere un assassino. Un assassino, avete capito bene. Io, la mia famiglia, i miei amici, i miei concittadini… tutti assassini.

Domenico Catagnano, giornalista del TgCom di Mediaset

In realtà l’assassino è uno solo, ed è quel criminale che ha avvelenato i cani randagi. Ma per la minoranza rumorosa dei social questo non conta: tutti i saccensi sono assassini. Ci hanno sommerso di insulti, sono addirittura piovute minacce di morte. E continuano, continuano ancora, dopo giorni, a vomitare il peggio.

Alla minoranza rumorosa (che potrei definire accozzaglia di analfabeti funzionali o sciacalli del web o ancora nazianimalisti, ma mi guardo bene dal farlo perché questo tipo di linguaggio lo lascio a loro) sfugge che i primi ad essere rimasti sconvolti per quanto accaduto siano stati proprio i saccensi. Parecchi di loro su facebook hanno immediatamente condannato il gesto dell’assassino -quello vero-, una condanna ferma, un dolore reale per quanto successo.

Poi sono arrivati loro, quelli della minoranza rumorosa, composta in buona parte da soggetti con bacheche pullulanti di micetti e cagnolini ma dotati di una violenza verbale da serial killer.

Insulti e minacce di morte, dicevamo, farciti di razzismo della peggior specie, inviti a non recarsi a Sciacca a trascorrere le vacanze (e, pensate un po’, c’è pure qualcuno che ha disdetto delle prenotazioni), addirittura annullare -con tanto di petizione- il passaggio del giro d’Italia di ciclismo a Sciacca a maggio. Robe da matti.

Ora: tutto questo è inaccettabile, come è inaccettabile il triste fenomeno del randagismo che – è bene ricordarlo per completezza d’informazione – riguarda Sciacca come altre zone della Sicilia e dell’Italia.

Finiamola, per favore. Generalizzare è la scorciatoia più facile e più pericolosa per chi non ha voglia di sforzarsi nel cercare soluzioni. E la minoranza rumorosa dei social, in questa e in altre situazioni, ama generalizzare ad minchiam.

L’auspicio, adesso, è quello che questa tragedia, dalla quale non si torna -ahinoi- indietro, serva ad affrontare il problema con più attenzione rispetto al passato. Mi piace pensare che sindaco, associazioni animaliste serie e cittadini collaborino per trovare misure adeguate.

E mi spingo ancora oltre: mi auguro che questa brutta storia abbia fatto scattare una molla in tutti i saccensi, una molla di orgoglio che con la stessa reattività ed eguale prontezza porti uniti ad affrontare -e magari a risolvere, hai visto mai- gli storici problemi della nostra città. una città che ogni tanto ci fa incazzare ma alla quale, vuoi per la sua storia, vuoi per il suo mare, vuoi per l’ospitalità della sua gente, vuoi per la sua arte, vuoi per l’affetto che ci lega a lei come fosse una madre, non smetteremo mai di voler bene.

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