Il testamento di Padre Puma: “Un paese dove spesso prevale l’intrallazzo”

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A sei anni dalla morte dell’arciprete un documento inedito su Racalmuto: la famiglia, la mafia, la sfiducia nelle istituzioni, la droga e i delitti

L'arciprete Puma a GerusalemmeLa calligrafia si riconosce dalla mano sicura e dall’allungamento di alcune lettere. E sembra sentire, leggendo, il tono serio, autorevole e pacato di chi ha scritto. Pochi i tagli e le correzioni. Il contenuto degli appunti, in tre fogli vergati a mano, è abbastanza inquietante. Parla di comportamenti e mentalità del paese di Racalmuto scritte dall’arciprete Alfonso Puma scomparso all’alba del 2 gennaio di sei anni fa. Un documento inedito, conservato tra le carte dell’ottantenne arciprete, dove emerge un’attenta analisi del paese che lui, profondo conoscitore delle vicende dei racalmutesi, scriveva e conservava per il suo archivio privato, a futura memoria.

 

La famiglia, la mafia, la sfiducia nelle istituzioni, la droga e i delitti, la politica e la mancanza di fede autentica. Questi i temi che vengono fuori dal documento non datato ma riconducibile tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta. Padre Puma parla di “trasformazioni dal punto di vista sociale, morale e religioso nello spazio di tempo di circa dieci anni”.Alcuni documenti inediti di Padre Puma

“Sfiducia nelle istituzioni”


Ecco il testo: “La gente nei confronti del potere è diffidente e difensiva, diffidente pure delle istituzioni e noncurante dei rapporti con i datori di lavoro… Nella famiglia ancora l’autorità è del maschio: la donna in genere è sottovalutata, è dipendente e riservata sino a raggiungere il silenzio più assoluto e nei casi di delitti l’omertà. Dal 1940 sino ad oggi non si conoscono autori di circa 12 delitti… La cultura è prevalentemente dovuta a quella fornita dalle comunicazioni di massa: tv e radio. Pochi leggono giornali e riviste… Mancando un vero dialogo e spesso lo stare assieme, si vive di fede tradizionalistica o sentimentale. Evidentemente c’è una religiosità popolare più che una vera religione. Non mancano radici profonde di autentica fede. C’è un rifugio nel privato per sfiducia generalizzata nelle istituzioni: opportunismo, fanatismo e fatalismo per quel senso di impotenza di fronte alle situazioni che non cambiano…”.

“Intreccio di interessi”

Racalmuto, anni '60-'70. Padre Puma con altre autorità del paese“Lo sperpero del denaro pubblico, l’irrompente fenomeno della droga, il facile arricchimento degli amministratori più che scandalizzare e sorprendere ormai ha allettato la gente al commercio illecito che una volta si chiamava ‘intrallazzo’ ed oggi sotto altra forma. Di questo intreccio di interessi, con coperture politiche-amministrative tra strutture statali e associazioni delinquenziali al punto da generare una vera corruzione sociale, è nata la mafia moderna… Alcune sfumature danno una certa caratteristica ambientale, ma sostanzialmente la mafia è il trionfo dell’interesse privato o di gruppo sul bene comune calpestato o trascurato. Sicché, fatte le dovute proporzioni, ciò che capita in miniatura nel paese di Leonardo Sciascia, metafora del mondo, capita in maniera più eclatante nella città, nella Regione e nella Nazione. Disimpegno da un lavoro serio e impegnativo, da uno studio profondo per ottenere ciò che si può ottenere per raccomandazione. La carenza di conoscenza morale e di fede autentica porta alla convinzione che si può fare ciò che si vuole perché col potente si superano tutte le difficoltà… Dove la mafia non fa scalpore né sangue agisce con criteri subdoli e intelligenti, alla maniera degli antichi saggi che dicevano ‘quieta non muovere!’, così i vecchi mafiosi non disturbano per non essere disturbati. L’assenza del dialogo nella famiglia fa si che ognuno si muove nel suo mondo col tacito consenso degli altri membri della famiglia. Lo spirito di mafia è così più difficile ad estirparsi”.

“I delitti raramente sono scoperti”

Nell’analisi sulla vita del paese Alfonso Puma affronta poi il tema dei lavori pubblici: “Da quando sono iniziate le opere edilizie si è notato un certo movimento inquietante per l’accaparramento dei lavori da parte di ditte dei paesi viciniori, si sono avuti attentati intimidatori, segni di stampo mafioso-delinquenziale. Non si esclude possano esservi elementi locali. La complicità più o meno latente,Un intervento pubblico di Padre Puma segreta, fa pensare che una recrudescenza della mafia antica incomincia ad affiorare. Le cause sociali storiche, in un paese antico, sono state identiche a quelle delle città e paesi di tutta la Sicilia. Le cause recenti sono quelle politiche, sociali e morali identiche a quelle Regionali e Nazionali, come è stato rilevato dai sociologi e dal letterato Sciascia. Le allarmanti convivenze in alto e in basso, le segrete tentazioni anarchiche, come nel passato, oggi affiorano. C’è una grande sfiducia nello Stato. I delitti raramente sono scoperti, più facili quelli per motivi passionali…“.

“Politica clientelare e ostilità”

E infine l’ottimismo di un uomo che credeva, nonostante tutto, nel futuro. La volontà e la tenacia di andare avanti stando tra la gente, partecipando sempre alle iniziative pubbliche, per avere in mano il termometro e capire: “La situazione strutturale della città è piuttosto mediocre – scriveva Padre Puma – C’è tuttavia un grande recupero di monumenti, chiese ed edifici antichi in corso di restauro. C’è una fuga verso la periferia. Per il ritardo del piano regolatore generale si sono verificate alcune costruzioni abusive. Le manifestazioni culturali sono abbondanti. I metodi e le regole amministrative sono spesso ispirati da interessi personali e familiari. La politica clientelare impedisce la possibilità di lavoro ai giovani disoccupati e neutralizza le capacità e le qualità di lavoratori più dotati, creando sempre più diffidenza e ostilità“.

Un testamento dunque. Una pagina di storia di un paese scritta da un protagonista del suo tempo che per più di cinquant’anni ha guidato le parrocchie di Regalpetra.

Salvatore Picone

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