Giuseppe non ce l’ha fatta, ma credeva fortemente nella donazione

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Giornata di sensibilizazione per la donazione del Midollo Osseo. La toccante testimonianza della signora Graziella Di Salvo: “Il mio Giuseppe non ce l’ha fatta, ma sono sicura che da lassù non ha mai smesso di fare il tifo per tutti quelli che stanno combattendo e che sicuramente vinceranno”.

Giuseppe Mulè

Giuseppe Mulè

“Siamo tutti sotto lo stesso cielo, e tutti abbiamo il diritto di ricevere, ma anche il dovere di donare, con gioia, specialmente se il nostro gesto può contribuire a salvare delle vite umane. Se Giuseppe fosse ancora con noi approverebbe senz’altro quello che dico, lui nella donazione ci credeva tanto“.

Si apre con queste parole la nostra conversazione con Graziella Di Salvo, mamma di Giuseppe Mulè,  giovane studente universitario di Grotte che purtroppo non è riuscito a vincere la sua battaglia contro la leucemia.

Anche se Giuseppe ce l’ha messa tutta, lottando con coraggio e determinazione, sostenuto dalla forza dall’amore dei suoi genitori e non perdendo mai la speranza, fino all’ultimo.

“La ferità che si è aperta nei nostri cuori con la morte di Giuseppe-continua la signora Di Salvo-non si rimarginerà mai. Devo, però, dire che ripercorrendo i sei anni di calvario di mio figlio riesco anche a recuperare momenti che ancora oggi, come allora, ci sono di grande conforto. Penso alla grande umanità di tutti i medici dell’Unità Trapianti dell’Ospedale Cervello, alla dolcezza dei loro modi, alla loro grande professionalità. Penso alla disponibilità dell’allora preside dell’Istituto Foderà di Agrigento, Carmelo Vetro, e di tutti i professori della scuola che davano la possibilità a mio figlio di seguire le lezioni in video conferenza. Penso all’affetto con il quale amici e compagni di scuola hanno sempre accompagnato Giuseppe in quella difficile esperienza. Non ho cancellato niente di quegli anni-prosegue Graziella Di Salvo-e le posso dire che il dolore spesso si accompagna anche alla  gioia di sapere che in tanti ce l’hanno fatta, ce la stanno facendo. Non molto tempo fa ho partecipato al matrimonio di una ragazza che si è ammalata nello stesso periodo di Giuseppe. Lei grazie a Dio  l’ha superata e io ne sono immensamente felice.

Spesso rifletto sul valore della solidarietà. Noi nel dramma della nostra esperienza l’abbiamo conosciuta. All’inizio ha avuto il cuore del donatore tedesco che ha consentito il trapianto del midollo osseo in mio figlio, poi, man mano che passavano i giorni, i mesi,  gli anni ha avuto il cuore, il volto e il sorriso delle persone che ho citato prima.

Dopo la morte di mio figlio abbiamo fatto una donazione all’AIL (Associazione Italiana Leucemia) e con grande gioia ho appreso che il nostro contributo è stato utilizzato per comprare delle poltrone letto che serviranno alle tante persone che in apposite comunità assistono i loro familiari ammalati.

Approfitto di queta intervista per invitare tutti quelli che possono farlo a diventare donatori di midollo osseo. Lo faccio soprattutto a nome di Giuseppe, che amava tanto la vita, spendendosi sempre con gioia quando poteva aiutare qualcuno, e  che da lassù, ne sono sicura, non ha mai smesso di fare  il tifo per tutti quelli che stanno combattendo e che sicuramente vinceranno”.

midollo

 

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