L’immigrazione ad Hamilton e le poesie racalmutesi

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Hamilton in linea Uno scambio di opinioni tra Hamilton e Racalmuto sui versi in vernacolo siciliano di Giovanni Salvo pubblicati su Malgrado tutto web

Gianni Ippolito, Gianni, è professore nel dipartimento di Scienze della Formazione alla York University di Toronto. Ha radici a Racalmuto 

Sono diventato un seguace dell’appuntamento del sabato di Giovanni Salvo che appare su Malgradotuttoweb. Per me, la sua poesia rende possibile sia il viaggio nel tempo che il viaggio geografico, un ritorno alle strade e alla vita di Racalmuto dei nostri genitori. Così, leggendo “Lu russu di l’astrattu” dell’ 8 agosto 2020, una riflessione particolarmente suggestiva in un momento in cui siamo “tutti ‘ncatina,” mi sono sentito in dovere di condividere la mia esperienza con due carissimi amici racalmutesi, Carmela Mattina di Racalmuto e Charles Criminisi di Hamilton. Mi hanno gentilmente permesso di includere le loro risposte in questo post.

Lo scambio inizia con il mio messaggio a Carmela. 

Gianni: Buona giornata, Carmela. Ho pensato di condividere con voi questa osservazione: avete letto “L’appuntamento del sabato con i versi di Giovanni Salvo” – che è pubblicato su Malgradotuttoweb? La prima volta che le leggo, lentamente, non riesco a districare tutte le parole, ma mentre le rileggo emerge la musica delle frasi e le riconosco. Vengono da me, insieme ai ricordi legati a questi testi. Mentre leggevo quello di oggi, “Lu russu di l’astrattu” stavo immaginando le scene di strada che Salvo stava “dipingendo” da Racalmuto, ma mi sono anche ritrovato a trasporre queste scene nelle strade di Hamilton, anche nel quartiere in cui sono cresciuto. Questo è stato abbastanza sorprendente per me, anche se in retrospettiva non così strano. Quando meno me lo aspetto, imparo qualcosa di nuovo sul fenomeno dell’immigrazione. Questo è qualcosa di cui vale la pena scrivere….

Carmela: Ciao Gianni, si ho letto i versi di Salvo e ti devo confessare che anch’io devo rileggere per afferrare non solo la parte semantica ma soprattutto quella dell’immaginario a cui mi conduce… ricordi d’infanzia e racconti dei nonni. Pensare che quando si lascia il proprio paese il bagaglio più importante che ci si porta dietro è l’esperienza, le tradizioni, le usanze… legami che si cerca con tutte le forze di ricostruire per non perdere l’identità di appartenenza. Perciò non mi sorprende immaginare che ad Hamilton, in alcuni quartieri ci fosse la stessa atmosfera racalmutese. Lo studio dell’immigrazione, infatti, va oltre lo studio prettamente linguistico, direi che è più vicino ad uno studio filosofico. Grazie per avere condiviso il tuo pensiero.

E poi il mio scambio con Charles:

Gianni: Ciao Charlie, hai letto “L’appuntamento del sabato” di Salvo? Mi costringo a leggerli e rileggerli finché non riconosco le frasi. Ad un certo punto le “sento” e ovviamente tornano anche tutti i ricordi ad esse collegati. Sono sicuro che non è un caso che “Lu russu di l’astrattu” appaia oggi, a metà agosto. È qui che a Racalmuto si prepara la conserva di pomodori.

Charles: Grazie John. Lo amo! Questa frase mi parlò in particolare perché ricordava mia madre che mi chiamava a pranzo o a cena quando eravamo fuori a giocare… a volte la sentivo fino all’HAAA [un parco dove giocavamo da bambini]: “La Za ‘Cuncittina d’intra lu curtigliu ca cu vuci forti chiamava lu so figliu”.

Gianni: Lo so, anche per me ha chiamato ricordi. Stavo dicendo a Carmela che mentre posso immaginare questa foto di bambini che giocano per le strade di Racalmuto, crea anche un’immagine di bambini che giocano per le strade di Hamilton!

E così continuo a conoscere questo fenomeno che chiamiamo “immigrazione,” parlando con i miei cari amici e con la poesia di Giovanni Salvo.

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2 Responses to L’immigrazione ad Hamilton e le poesie racalmutesi

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    giovanni Rispondi

    07/10/2020 a 11:08

    Grazie di cuore. Sono contento e grato per le parole e l’attenzione a me rivolta.
    In realta’ “lu russu di l’astrattu” sono rime che, secondo me, ben armonizzano con quanto descritto da Sciascia con le Parrocchie di Regalpetra. Ancora grazie

  2. Avatar

    Giovanni Salvo Rispondi

    07/10/2020 a 12:46

    Vorrei qui approfittare per far giungere i miei ringraziamenti al Prof. John Ippolito, dell’Universita’ di Toronto, che spero di poter conoscere presto.
    Sono contento che le mie rime, tirate giu’ per mero divertimento, grazie all’incoraggiamento di Egidio Terrana, siano giunte al cuore di qualcuno.
    Sono lusingato per essere stato oggetto di una bella, particolare e toccante conversazione.
    Felice di essere riuscito a fare vibrare le corde dei ricordi oltre oceano nell’anima dei nostri compaesani Canadesi, che tutti noi teniamo nel cuore.
    La nostalgia ha sicuramente contribuito a far apprezzare la quotidianita’ di un tempo da me descritta nella poesia attenzionata.
    La memoria e la nostalgia in coppia costituiscono un sentimento semplice ed importante.
    Spesso tormentano di piu’ chi vive lontano dalla propria terra e dalle proprie radici.
    Come direbbe il vero poeta racalmutese, il notaio Pedalino Di Rosa, la nostalgia e’ : “scjamma d’arti amata ca nun s’astuta”.
    GRAZIE

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