La chiesa del Monte è stata la sua seconda casa

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Racalmuto. Addio a Maria Di Puma, per oltre cinquant’anni punto di riferimento e “guida spirituale” della Confraternita “Maria SS. del Monte”. 

Solo chi è cresciuto in un piccolo paese può rendersi conto dell’importanza che hanno avuto alcune persone che con il loro entusiasmo hanno contribuito a mantenere vive antiche tradizioni operando nel silenzio e nella discrezione. Come ha fatto, per una vita, la signorina Maria Di Puma i cui funerali si svolgeranno il 7 gennaio, nella chiesa della Madonna del Monte che è stata la sua seconda casa.

Al santuario del Monte di Racalmuto la signorina Di Puma, morta all’età di 87 anni, è stata una istituzione. Per più di settant’anni è stata una presenza attenta e scrupolosa per rendere la “sua” chiesa solenne e austera. Come lo era stata la sorella Carmela, orsolina, e tante altre divenute nel tempo punti di riferimento per tutti i fedeli.
La signorina Di Puma, si diceva, era una istituzione. Conosceva il santuario meglio della sua casa. Ne curava gli altari, il corredo, il decoro.

È stata punto di riferimento per gli oltre duecento iscritti alla secolare Confraternita “Maria SS. del Monte”, di cui lei era la Superiora. E ne rispettava le usanze antiche, occupandosi personalmente del culto della Madonna del Monte, del mese mariano, delle messe in suffragio dei membri della Congregazione e dei sabati di quaresima, della preparazione del giovedì e del venerdì santo. E delle Novene alla Madonna durante la festa del Monte, naturalmente.

Maestra alle elementari, tra i colleghi più giovani di Leonardo Sciascia (con cui condivise gli anni della scuola e uno stretto legame di vicinato nel quartiere del Monte), la signorina Di Puma si distingueva per raffinatezza ed eleganza. Un esempio di sensibile devozione, ha scritto qualcuno ricordando questa presenza attenta e affettuosa alla chiesa del Monte. Sempre presente quando c’era da contribuire per migliorare la chiesa, come quando venne sostituita, nel 2013, la bella vetrata con l’effige della Madonna visibile da tutto il paese.

“Si è sempre occupata del santuario – ricorda il Rettore Don Luigi Mattina – quando sono arrivato, nel 1971, lei svolgeva già il suo ruolo proficuo di vera e propria guida spirituale della Congregazione”. Abitava a un tiro di schioppo dalla chiesa. La vedevi arrivare distinta e garbata, pronta a sistemare un vaso di fiori ai piedi della statua di marmo bianco, ad accendere un lumino, ad azionare il suono di una campana. La chiesa del Monte era, per la signorina Di Puma – sempre circondata dall’affetto dei nipoti, dei cugini e degli amici – una sorta di sicuro rifugio. Immagine balenante che ci riporta a quel celebre passo dei Promessi sposi: “Addio, chiesa, dove l’animo tornò tante volte sereno…”.

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6 Responses to La chiesa del Monte è stata la sua seconda casa

  1. Anna maria Montanari Rispondi

    07/01/2019 a 8:30

    Sarai sempre nel mio cuore. Hai raggiunto i tuoi cari in cielo,pregate per noi in terra. Ciao Maria.Affettuosamente tua cognata Anna Maria

  2. Marcello Di Puma Rispondi

    07/01/2019 a 9:22

    Ciao zia, vorrei/potrei dirti tante altre cose.
    Semplicemente ti auguro Buon Viaggio nella tua nuova destinazione.

  3. Anna maria Montanari Rispondi

    07/01/2019 a 10:18

    Ciao Maria,mi sentiro’ sola mi mancheranno le nostre telefonate le nostre conversazioni il tutto. Ci siamo volute bene come due sorelle anche se avevamo ognuno i nostri modi di pensare. Sii felice nella tua nuova vita e abbi uno sguardo per tutti noi. Saraj sempre nen mio cuore. Un ultimo abbraccio. Tua cognatz Anna Maria

  4. Giovanna Montanari Rispondi

    07/01/2019 a 17:02

    Unitamente a Brenno ti ricorderò con tanto affetto e simpatia.
    Ringraziamo mia sorella Annamaria e suo marito Giuseppe per averci fatto conoscere. Un abbraccio.

  5. Roberto Rispondi

    10/01/2019 a 8:28

    Zia Maria è stata una amorevole tessitrice di storie e legami tra generazioni e geografie lontane.
    È stata per noi la custode di memorie preziose, ultima testimonianza del luogo in cui i nostri padri sono cresciuti .
    La sua mancanza è già forte.

    Ringraziamo tutte le persone che qui a Racalmuto hanno condiviso la sua vita vita e il suo impegno e che negli ultimi mesi l’hanno aiutata a superare tante difficoltà.

    Ringraziamo “Malgrado tutto” ( le cui copie cartacee la Zia ci ha sempre inviato) e Salvatore PIcone per il bell’articolo dedicato a Lei.

    I NIpoti di MIlano

  6. Loredana Rispondi

    13/01/2019 a 19:53

    Cara zia, sei stata una seconda mamma per tuo nipote Maurizio.
    Nel portafogli custodiva gelosamente un tuo biglietto.
    Ti ringraziamo per esserci sempre stata vicina.
    Ora potrete stare insieme e fare lunghe chiacchierate e ridere come facevate nelle vostre telefonate

    Con affetto
    L’Dana

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