Quando sul banco degli imputati finisce un medico perbene

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Una riflessione di Simona Carisi, medico e collaboratrice di Malgradotutto, sul caso giudiziario che ha coinvolto un suo collega: il  Dott. Paquale Lattuca, assolto in questi giorni dall’accusa di omicidio colposo.

Simona Carisi e Paquale Lattuca

Simona Carisi e Paquale Lattuca

Eric Fromm scrisse: “credere nella medicina sarebbe il colmo della follia, se il non credervi, non fosse una pazzia più grande se è vero che nel corso degli anni, da tanti errori sono emerse numerose verità…”

Sembra che molti individui si aggirino nei luoghi pubblici con una pistola virtuale pronta ad essere puntata al minimo “presunto”errore compiuto dall’operatore, chiunque esso sia, ed in ogni settore. Viviamo nella cultura delle mafie, della malasanità, delle escort, della corruzione, della malagiustizia, dello stalking, degli psicopatici alla guida di mezzi pubblici e sembra scontato non sconcertarsi più di tanto per avvenimenti che sconvolgono o mettono a rischio la quotidianità di ognuno e ancor di più, diciamolo pure: le belle notizie  non stimolano abbastanza la nostra attenzione.

Non a caso, per esempio, se un medico salva piu’ vite nel corso della sua carriera ed in circostranze particolari, nessuno riferisce gli atti compiuti di “buona sanità”; di contro, se un medico malaguratamente dovesse incorrere in un probabile errore diagnostico, il bersagliamento mediatico è lì, dietro l’ angolo,  pronto a selciare come un trattore cingolato il professionista incriminato…ovviamente  prima  di avere acquisito prove che confutino la reale colpevolezza. Tutti a dire: ma questo è il sistema giurisprudenziale italiano, che ci vuoi fare! Oppure: ma è colpa degli avvocati! O è colpa degli effetti mediatici, dei social network!

E se nel caso specifico che riguarda i medici, fosse, in certi casi, colpa di ognuno e della incontenibile voglia di voler enfatizzare ciò che potrebbe in alcuni casi non riscattare affatto la dignità del defunto, ma soltanto far sprofondare nell’amarezza il “presunto colpevole” : il medico e, magari, far sperare a chi accusa, risarcimenti cospicui a garantismo della propria tasca. E’ dura questa affermazione, ma perché non dovrebbe essere lecito un tale sospetto considerato il fatto che ai giorni d’oggi sembra inverosimile morire in un ospedale all’età di 90 anni? E dicamolo pure: molti individui speculano sulla morte di un povero caro che decede dopo un ricovero presso le strutture pubbliche, spesso in circostanze naturali o sol perché l’intervento dell’emergentista e del sanitario non ha potuto investirsi delle doti del “padreterno”.

Negli ambienti sanitari pubblici le atmosfere lavorative spesso sono rese esasperanti ed esasperate dalla ricerca del colpevole a tutti i costi, se qualcosa non va secondo le nostre aspettative. In realtà, in un’ emergenza quando un paziente sta male, è necessario non perder d’occhio il motivo per cui il paziente potrebbe star male, se è possible la risoluzione del quadro clinico, se possono subentrare delle complicamze malgrado un corretto ed ineccepibile intervento medico.

Vorrei raccontarvi una storia come tante accadute, di un uomo, di un medico, che ha dovuto fare i conti morali con un’accusa rivelatasi ingiusta, ma dal primo istante accusa di “omicidio colposo”.

Pasquale Lattuca medico chirurgo, di ruolo presso il nosocomio agrigentino, per anni emergentista nel settore del pronto soccorso, per anni conosciuto come un medico attento e sensibile, capace di intervenire senza paura e con immediatezza per la risoluzione dei casi clinici anche fra i piu’ critici e complicati. Ecco cosa accadde: una sera, in cui il Dottore Pasquale Lattuca prestava servizio per il turno notturno, arriva al pronto soccorso, accompagnata dai propri parenti, un’anziana signora purtroppo affetta da un cancro oramai nel suo stadio avanzato, stadio conosciuto in termini medici come: “terminale”. Dopo le cure e le dovute attenzioni relative a quel caso, la paziente viene dimessa e riportata a casa dove decede dopo circa una settimana  dalle dimissioni dall’ospedale. La sera della corsa in ospedale i parenti, intristiti per le condizioni critiche della sventurata signora, ringraziarono affettuosamente il Dottore Lattuca per la sua dedizione, per la sua disponibilità, per l’accortezza, per la professionalità. Eppure dopo un mese puntuale il masso sulla testa: “la denuncia”! Da qui la notizia tramite la stampa.

Per il dottore Lattuca, da quel giorno, anni di udienze, di consulenze, di fatica, angoscia, fino alla sentenza finale:” l’imputato viene assolto dai capi d’ accusa, perché  il fatto non sussiste”.

Qualcuno ha scritto dell’assoluzione, ma  alle volte le notizie non vanno scritte come esiti, ma raccontate. Oggi l’ho fatto io!  Forse noi tutti potremmo imparare a sentire meglio a toccare meglio l’angoscia che pervade animi increduli per così tanta rabbia subìta o dalla voglia di quel “giusto” anche quando non esiste la benchè minima possibilità dell’ingiusto. In realtà, le uniche vittime punite in questa triste vicenda, uguale a tante altre, ma che non fa la vera “notizia” sono: la povera signora deceduta per un brutto male e il dottore che tanto aveva sperato di alleviarne le sofferenze… Puoi cambiare l’ultima parola, ma spesso questa arriva tardi perché un solco nell’anima seppure ingiusto lascia sempre un segno.

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16 Responses to Quando sul banco degli imputati finisce un medico perbene

  1. Giambattista (Titta) Salerno Rispondi

    21 giugno 2015 a 9:09

    Conosco il Dott. Pasquale Lattuca, anzi Pasquale, da … non so dire da quanto tempo. Forsedalla fine degli anni 60. Buoni vicini di casa! È sempre stato, a memoria mia, persona corretta ed equilibrata. Doti rare da trovare in un uomo, specialmente entrambe. Per lui è stato assolutamente normale trasferirle nella professione medica. Quello che gli è accaduto, ne sono certo, ha messo a dura prova il suo sistema nervoso ma non ha incrinato minimamente la sensibilità di uomo prima e di medico poi. Ci vorrà del tempo, caro Pasquale … quanto? Non lo so!! Ma ho la certezza, conoscendoti, che non starai lì a leccarti le ferite. Sei ritornato in prima linea più disponibile di prima, questa in fondo è la tua grandezza!! Sei realmente una persona perbene … ma non solo per gli amici. Sei capace di donare te stesso, senza remore, a chiunque ne faccia richiesta. Carissimo amico, ti sono vicino ed intanto ti prego di accettare le mie più gioiose congratulazioni. Abbiamo bisogno, come collettività, di amici come il Dott. Pasquale Lattuca. Anzi: Pasquale!!

  2. giuseppe Rispondi

    21 giugno 2015 a 19:01

    congratulazioni Pasquale,la gente che ti conosce sa che sei un medico che cura gli ammalati con tanto amore come se fossero tuoi parenti.congratulazioni e un forte abbraccio. peppino

  3. Stefania Rispondi

    21 giugno 2015 a 23:14

    Io non conosco dott. Lattuga. Mi ha colpito la sua storia, sempre più spesso storia di tanti professionisti innocenti. Manifesto solidarietà e faccio tanti auguri per un “nuovo” inizio.

  4. Brigida Rispondi

    21 giugno 2015 a 23:22

    Senza ombra di dubbio: serio e scrupoloso professionista. Anche se tardi l ‘importante che la giustizia sia emersa.

  5. alba Rispondi

    22 giugno 2015 a 13:16

    Grazie a simona e malgrado tutto per avere ristabilito la verità ,se ce ne fosse stato bisogno,nel dott.Lattuca professionalità epassione per il lavoro sono coniugati con una grandissima umanità e rispetto per il malato ed è raro trovarli insieme in un medico.Chi lo conosce sa che non è piaggeria.Grazie al dott.Lattuca per esserci!

  6. alba Rispondi

    22 giugno 2015 a 13:41

    È molto raro incontrare una persona corretta,sincera,spontanea,generosa,moderna con valori etici del passato.Sdrammatizza tutto e rende la vita degli altri molto serena ma senza illusione.Non cerca encomi,onorificenze,incarichi speciali,ama la libertà di muoversi senza compromessi.Grazie Pasquale fratello mio (lillo)

  7. annalisa schembri Rispondi

    22 giugno 2015 a 18:41

    purtroppo, spesso, la bontà altrui, viene scambiata per stupidità. Si sa che la razza Siciliana (compresa me) è portata ad approfittare di queste persone. Auguri Pasquale per la tua assoluzione

  8. Liborio Rispondi

    22 giugno 2015 a 20:16

    Non sapevo della disavventura di Pasquale vivendo fuori Agrigento ormai da oltre 25 anni. Sono medico anch’io e condivido quanto la collega Simona scrive sui presunti casi di malasanità e quanta fatica costa il dover difendersi pur avendo svolto il proprio lavoro al meglio !!
    A Pasquale un cordiale saluto da Bergamo !! Liborio Ragusa

  9. Gioacchino Rispondi

    23 giugno 2015 a 15:16

    Caro Pasquale.. ti avevano scambiato per un assassino! Capita
    Pensa che a Renzi l’hanno votato perche’ pensavano fosse uno di sinistra
    Questa è l’Italia che ci vuoi fare

  10. Alfonso Cavaleri Rispondi

    23 giugno 2015 a 21:19

    Io che ho avuto il piacere e l’onore di lavorare con lui fianco a fianco per tanti anni posso testimoniare il valore dell’uomo e del professionista.
    Migliaia e migliaia di casi affrontati e risolti in emergenza con la rapidità e la determinazione che gli ho sempre invidiato.
    Grazie a Simona per avermi dato l’opportunità di ricordarlo a tutti quelli che, che sull’onda di un ormai diffuso “dagli all’untore” di manzoniana memoria, lo hanno ingiustamente accusato di colpe e di delitti mai commessi.
    Avrei voluto leggere le loro scuse.

  11. Giuseppe Rispondi

    21 giugno 2016 a 22:25

    Dott. Pasquale Lattuca, grande Uomo, grande Medico. Congratulazioni.

  12. Peppe Rispondi

    21 giugno 2016 a 22:55

    Nessun dubbio sul Dott. Lattuca tanto meno sulla’amico Pasquale.

  13. Totò Lombardo Rispondi

    21 giugno 2016 a 23:37

    Auguri Pasquale per la tua assoluzione.
    Pasqualino sei un GRANDE con la tua serietà, con la tua Umanità hai dimostrato di essere un medico che svolge con professionalità, dedizione e che crede nel proprio lavoro.

  14. Francesco Rispondi

    22 giugno 2016 a 2:22

    Caro Dottor Lattuca, ho detto sempre in giro, in base a certi discorsi che tu Cavaleri e Mastrosimome eravate i pilastri del Pronto soccorso di AG. Ma con te ho avuto una stima particolare, forse perché la tua simpatia è unica, ma anche la tua professionalità, ricordo quante notti passate al P.S. e quanti pazienti (in arresto)ti ho visto salvare. Un medico bravo non merita accuse del genere….. comunque sono contento che tutto è andato bene Auguri Dott P.Lattuca. >Aus FrancescoB.di Raffadali

  15. Antonio Prestia Rispondi

    22 giugno 2016 a 18:41

    Ho avuto modo di apprezzare molte volte le qualità umani, professionali e la deontologia del dottor Pasquale Lattuca, sia quando svolgeva servizio presso l’unità di Pronto Soccorso del nostro ospedale, sia in via Giovanni XXIII sia in contrada Consolfa, ma soprattutto ho avuto modo di avere conferme circa la bontà dell’Uomo nel reparto Hospice dove fu ricoverato mio papà, per 21 giorni, fino all’ultimo dei suoi giorni… Ricordo perfettamente la frase del dottor Lattuca quando altri mi “consigliavano” di portarmi a casa mio papà che da lì a poco sposi sarebbe spento, Ebbene, lui mi disse: “lo lasci riposare in pace qui da noi, lo trattiamo come un nostro congiunto, lasciatelo andare in pace e con dignità”. Io ero già convinto di fare come il dottor Lattuca mi ha detto. , e così fu.
    Grazie dottor Pasquale. Uno di noi

  16. aldo capitano Rispondi

    22 giugno 2016 a 21:23

    Non v’è dubbio che il collega ed amico Dott. Pasquale Lattuca, non è affatto uno sprovveduto. La sua professionalità e deontologia è stata ed è certamente indiscussa, sotto giuramento Ippocratico. E’ opinione comune tra la gente che il collega ha sempre operato in piena dignità personale e professionale. Lo scrivente, ha operato al Pronto Soccorso negli anni 1992-1993-1994-1995 e ha un ricordo positivo nella mente riguardo la dotazione del Collega Lattuca in merito alla sensibilità e le capacità , doti professionali al di fuori del comune,dimostrate negli anni. Lavorare in pronto soccorso,significa sapere affrontare urgenze di qualsiasi tipo,dalle piccole alle media ed alta rilevanza;richiede una certa passione all’esercizio delle proprie funzioni,oltre una profonda conoscenza delle materie teoriche e pratiche,soprattutto. Avere coraggio,”sangue freddo”,determinazione,saggezza,prontezza, capacità intuitive che,in tutt’uno, costituiscono il talento del professionista che pratica l’emergenza in un pronto soccorso. Ebbene,ricordo perfettamente che in quegli anni, nè il carissimo collega Vincenzo Asaro,che Lattuca e lo scrivente, abbiamo avuto registrate mortalità alcune. I registri del pronto soccorso, sono documenti indelebili,lasciano la “tracciabilità” del nostro fare e agire. La verità è in questi registri,che valgono piu’ di una sentenza di Tribunale, patita ingiustamente dal collega Lattuca,e sanciscono decretando il “curriculum” positivo di chi si è dedicato con amore e passione alla vita professionale per custodire la salute degli altri in condizioni di estrema urgenza. Al Dott. Lattuca, vanno i complimenti e le congratulazioni per avere dimostrato di essere una persona valida e giusta professionalmente. Non c’erano dubbi!
    Aldo Capitano

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