Inutile negarlo, la sinistra è finita

|




L’unico obiettivo che oggi, qualunque cosa se ne voglia pensare, appare sicuramente di sinistra è la proposta dei 5stelle del reddito di cittadinanza. Ma i 5stelle mescolano questa proposta con altre che, dal punto di vista di un’ipotetica sinistra, lasciano piuttosto perplessi.

Alfonso Maurizio Iacono

Tanti anni fa un grande storico, Arnaldo Momigliano, ebbe ad annunciare davanti a un congresso internazionale di filologi classici che di sicuro l’Impero Romano era caduto, questo era certo, ma quanto a sapere il tempo della sua caduta, allora la cosa si faceva difficile e incerta. A scuola si impara che il 476 dopo Cristo è la data cardine di questa caduta, ma se in una intervista impossibile si fosse chiesto ai romani di quell’anno se stavano cadendo, se erano decaduti, se stavano precipitando insieme alle macerie del crollo, sarebbero sicuramente rimasti stupefatti e avrebbero risposto che erano Romani e la loro storia non stava finendo affatto.

Oggi, nell’anno di grazia 2017, la sinistra è crollata. Da quando, è difficile da stabilire, e se lo si chiedesse agli attuali politici che si dichiarano più o meno di sinistra, a cominciare da quelli del PD, si mostrerebbero incerti, forse dubbiosi, certamente in crisi, probabilmente in malafede, ma nessuno o quasi ammetterebbe la fine. Certo, qualcuno parlerebbe del fatto che ormai destra e sinistra sono categorie antiquate, qualcun altro direbbe che sì è in crisi ma non certamente finita, ma come i Romani del 476 dopo Cristo starebbero ancora lì a rosicchiarsi le ultime briciole di vecchi privilegi in nome di valori ritenuti eterni ma a cui non credono più.

La sinistra è finita. Perfino nelle parole. Se esse talvolta (non sempre) corrispondono alle cose, l’attuale PD, sì, questo al governo, dopo la fine della Prima Repubblica si chiamava Partito Democratico di Sinistra, poi si chiamò Democratici di Sinistra, ora è Partito Democratico, una bizzarra sintesi più o meno annacquata e stinta dei vecchi PCI, PSI e DC. A sparire è la parola Sinistra. In nome di qualcosa di nuovo? Il fatto stesso che il nome sia diventato sempre meno specifico e sempre più generico tradisce sicuramente la fine di un fine.

Ma, al di là del nome, quando la sinistra si sposa con la logica del profitto e della speculazione e con il crescere delle diseguaglianze, quando accetta il dominio incontrastato del privato sul pubblico con la scusa che il pubblico fa schifo, magari cercando timidamente e falsamente di indignarsi come uno che rispondesse semplicemente e debolmente con l’esclamazione: “Per Giove” a un pugno sferratogli in faccia e lo facesse per viltà e per convenienza, allora è finita. Lo è con Hilary Clinton come con Tsipras, per non parlare di Holland o di Renzi.

C’era una cosa che caratterizzava le sinistre nelle loro diverse propensioni e manifestazioni, la critica e la lotta alle diseguaglianze. Risulta a qualcuno che quella critica e quella lotta siano ancora attuali? Eppure le diseguaglianze sono aumentate in tutte le forme, tra nazioni e paesi, tra cittadini e cittadini, tra cittadini e stranieri, tra persone e non persone, tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri. L’unico obiettivo che oggi, qualunque cosa se ne voglia pensare, appare sicuramente di sinistra è la proposta dei 5stelle del reddito di cittadinanza. Ma i 5stelle mescolano questa proposta con altre che, dal punto di vista di un’ipotetica sinistra, lasciano piuttosto perplessi. Ma come mai quelli che si dichiarano ufficialmente di sinistra non ne discutono? Paura di disturbare i potenti che li proteggono?

Inutile negarlo, la sinistra è finita. Prenderne coscienza sarà un bene perché rinasca. Ed è questo il mio augurio per l’anno nuovo. Non so come né quando, ma di una cosa sono sicuro. In mancanza di una sinistra degna di questo nome, la stessa democrazia è in pericolo e muta di forma e lo si vede con il crescere delle diseguaglianze, il dilagare del razzismo e l’avanzare di leader inquietanti che si affermano e dominano al di qua e al di là dell’Europa, ma anche nel suo seno.

Altri articoli della stessa

One Response to Inutile negarlo, la sinistra è finita

  1. vincenzo Rispondi

    5 gennaio 2017 a 12:15

    Se questo signore avesse capito che la sinistra era morta con la Bolognina e non avrebbe, probabilmente, continuato a pensare o sperare che un partito che abbracciava l’orizzonte del capitalismo, facendosi per di più propagatore della sua globalizzazione, poteva essere di sinistra non sarebbe oggi così amareggiato. E prenderebbe atto che il lungo processo di incubazione del cancro liberista installatosi in quel corpo è giunto alla fase terminale. In modo logico e naturale. Ma la sinistra esiste, seppure infettata da esalazioni venefiche provenienti dal mostro in agonia.E si sta riorganizzando.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *