“Una legge pessima, che dimostra la miopia di una classe politica”

da | 27 Giu 22

Così il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento sulla Legge Riforma Codice degli appalti pubblicata il 24 giugno

Rino La Mendola, Presidente Ordine Architetti Agrigento

Il presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento Rino La Mendola interviene sulla legge Riforma Codice degli appalti, pubblicata il 24 giugno, definendola “una legge pessima – che dimostra la miopia di una classe politica che non riesce a comprendere l’importanza della centralità del progetto nei processi di trasformazione del nostro territorio”.

“Si continua a puntare sulla sterile semplificazione degli appalti e su procedure di affidamento stantie come l’appalto integrato – afferma La Mendola – ignorando l’importanza della qualità del progetto e creando conseguentemente terreno fertile per la costruzione di nuove opere pubbliche mediocri, i cui lavori saranno inevitabilmente caratterizzati da una serie di varianti correttive in corso d’opera, che finiranno per allungare i tempi di esecuzione e per alimentare contenziosi e nuove incompiute”.

“Siamo delusi – continua La Mendola – speravamo in una proficua interlocuzione del nostro Consiglio Nazionale con le Commissioni Parlamentari affinché venisse varata una legge che, in linea con il percorso tracciato dalla precedente Legge delega n°11 del 2016, puntasse sulla centralità del progetto, rilanciando il concorso di progettazione quale strumento per promuovere la qualità architettonica delle nostre opere pubbliche e delle nostre città, invece ci troviamo dinanzi a una legge miope, che rilancia l’appalto integrato e addirittura la possibilità, per le stazioni appaltanti, di acquisire progetti a titolo gratuito: basterà soltanto motivare tale scelta. Tutto ciò, da un lato viola i principi comunitari di “trasparenza, pubblicità e libera concorrenza” e, dall’altro, mortifica la professionalità degli architetti che adesso “pretendono” un intervento forte e deciso dei vertici nazionali della categoria per recuperare le “posizioni perse” e impedire che il prossimo Codice dei contratti possa segnare una pesante involuzione rispetto alla normativa di settore vigente, la quale, seppure meriti una revisione per superarne alcune criticità, si stava muovendo lungo un percorso utile per rilanciare la centralità del progetto, i concorsi di progettazione, il talento dei progettisti e l’equo compenso per le prestazioni dei liberi professionisti”.

“Principi fondamentali per garantire la qualità architettonica delle nostre città. Riteniamo – conclude La Mendola – che per una riforma positiva del Codice dei contratti bisogna ripartire da questi punti fermi”.

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