Racalmuto, lettera di una “rockettara doc” alla sua scuola 

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Adele Amico, terza media, una grande passione per la musica e per la chitarra, scrive ai suoi professori: “Niente potrà mai riportarmi il tempo non vissuto in classe”

Adele Amico

Non avrei mai immaginato di dover concludere il ciclo della scuola media in questo modo. Naturalmente mi riferisco al fatto che nel mese di marzo, improvvisamente, ci siamo ritrovati tutti a casa nel bel (si far per dire) mezzo di una Pandemia.

Il Covid-19 ha interrotto, senza che potessimo far nulla, relazioni che andavano avanti da tre anni. La scuola è stata presente, i miei insegnanti sono stati tutti presenti, ma niente potrà mai riportarmi il tempo non vissuto in classe: i sorrisi dei miei compagni, i rimproveri per non riuscire a smettere di ridere durante la lezione, gli sguardi d’intesa “tra di noi” e quelli fulminei “su di noi”, le battute spontanee e i nostri continui battibecchi, i discorsi inutili tanto per passare il tempo a ricreazione…

E ancora mi manca:

il “Adele! Cosa non hai capito?…Quando Adele fa questa faccia significa che qualcosa non le quadra…” della Prof Di Sano;

Il “Buongiorno principessa” o il “che cosa ridi?!” (agitando la mano davanti la faccia a mò di domanda) della Prof Busuito;

Il “Miiiiiiii che sei precisa!” della Prof Marro;

Il “Guardale le Tre Marie” della Prof Mirotta riferendosi a me, Giorgia e Alessandra;

Il “Adele ha deciso che oggi non dobbiamo chiamare l’appello” o “Adele girati!” (rimprovero efficace del prof Di Marco perché mi lasciavo andare alle mie chiacchiere);

I modi pacati e gentili della Prof Romano; lo stile da perfetto “gentleman” (francese) del Prof Vinci; I bei complimenti (che mi facevano sentire un’artista) della Prof Mancuso; la grande disponibilità della Prof Saccomando che non si è mai stancata di spiegarci, e rispiegarci, e rispiegarci ancora le complicate (per noi) formule di matematica; I tentativi del Prof Navarino di farmi rimanere qualche minuto in più a lezione di chitarra e il nostro direttore d’orchestra, il Prof Amico (alias mio padre) i cui sguardi non lasciano a libere interpretazioni.

Mi è mancata fisicamente la scuola, la signora Maria, dolce e severa come una mamma, le battute del signor Lauricella e i giornalieri “buongiorno Signor Destro!”.

Gli sguardi compiaciuti della mia Preside che mi rendevano “strafelice” quando mi veniva consegnato un premio. E poi mi sono mancate le due uscite che non ho potuto fare: quella finale con tutti i miei compagni, che ci avrebbe uniti ancora di più e lasciato bellissimi ricordi; e quella con l’orchestra, dove la tensione e la responsabilità condivisa di partecipare al concorso sarebbero state smorzate dai bellissimi rapporti con i ragazzi dell’orchestra e i professori. E, infine, mi è mancato affrontare l’esame in presenza…Si, proprio l’esame, con tutti i professori, e i compagni, e i genitori, e l’ansia che non ti abbandona!

È vero, questo tempo non potrà più ritornare, ma i ricordi saranno sempre con me: gli insegnamenti dei miei professori (e non mi riferisco alle loro discipline), l’aver imparato a convivere in una classe con identità diverse dove, molto spesso, si litigava per sciocchezze, ma dove ho anche imparato cosa significa RISPETTO per se stessi e per gli altri; una scuola dove ho compreso ciò che mi piaceva e quello che non mi piaceva, dove sono stata aiutata a tirar fuori le mie insicurezze, ma anche a non aver paura ad esprimere le mie opinioni…

Ringrazio tutti per questa bellissima esperienza…Potrà sembrare scontato, ma è così…Parola di una ROCKETTARA DOC!

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4 Responses to Racalmuto, lettera di una “rockettara doc” alla sua scuola 

  1. Avatar

    Eleonora Rispondi

    23/05/2020 a 13:37

    Lettera semplicemente meravigliosa!
    Sapere che esistono ragazze e ragazzi che hanno questi princìpi già dalla terza media, lascia ben sperare per il futuro.
    Auguro a te e alla tua generazione tanta voglia di fare e tanta fortuna!
    Bravissima Adele.

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    Enza Rispondi

    23/05/2020 a 16:56

    Bellissimo monologoĺ

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    Nicola Sardo Rispondi

    24/05/2020 a 1:19

    Hai proprio ragione Tesoro mio, leggere al tua lettera mi ha riportato indietro nel tempo,mi ha fatto rivivere tutto ciò hai saputo rappresentare perfettamente. Ricordo ogni attimo di quegli anni, ed ogni angolo di quella scuola anche se magari non sarà più la stessa di molti anni fa. La paura e la tensione di quell’esame, ma anche la gioia e la soddisfazione all’uscita di scuola. Ma sono certo che il futuro riserverà a te e a tutti voi ragazzi ancora tante esperienze. Vivi la vita in tutte le sue sfaccettature, ama il tuo Paese, ma sii cittadina del Mondo. Sono orgoglioso di te. Auguri tesoro mio, dallo Zio Nicola.

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    Ignazio Marchese Rispondi

    29/05/2020 a 7:54

    Grande Adele, condivido quanto scritto da tuo zio Nicola e aggiungo che la tua lettera mi ha emozionato. Non tagliare mai le tue radici, ma apri le ali e vola a conoscere il mondo.

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