Palermo senza di me

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Il racconto della domenica

Mario Gaziano

Io sempre con la mia Palermo della giovinezza universitaria, ora e sempre dentro:

E ora sono l’acqua che scorre nei rivoli dei quartieri più popolari dove bambini sguazzano nell’acqua e sprizzano gocciole per ogni dove, con i sorrisi e le risate della innocenza e della bontà.

L’acqua gettata dalle popolane  sugli scuri acciottolati, per liberarsi dalla polvere raccolta da secoli di storie e di memorie..

I secoli di una città eterna-ora araba ora spagnola- perchè immobile, antica e sempre uguale a se stessa-

Vedo riflessi nell’acqua, che è ora la mia essenza, i volti di tutti…di tutti quelli che mi vollero bene e a cui ho voluto bene: e così mia madre e mio padre e i miei fratelli e i miei amici e i miei amori.

E’ bello essere acqua e fluire nell’eternità del tempo.

E sono cielo, nube lieve e leggera:  potere sorvolare con commozione e dolcezza i mille campanili delle chiese della mia nuova  città: sorvolare la cupola araba della Martorana, e il brillante luccichio  di Casa Professa e le statue maestose di una maestosa Cattedrale, e poter vedere gli angeli che sono sopra Palermo, così come sopra la ferita Berlino: angeli buoni, angeli che proteggono e salvano una città violenta e crudele, ma anche buona e commiserevole della misericordia di Papa Francesco.

E sono aria, e sono vento per percorrere felice le mille strade della mia riconosciuta Palermo: le strade dei tanti libri e delle tante artigianerie e i vicoli stretti che nascondono tesori d’arte e respirare l’aria della biblioteca nazionale o degli spettacoli del Biondo e di Cuticchio.

Sfiorare, io aria, le labbra dolcissime di ragazzine adolescenti pronte al sorriso e alla lontana felicità del domani. Essere aria e vento lieve davanti le mille e mille scuole a vivere il ricordo della mia giovinezza con fiumi di ragazzini, e ridere ridere e giocare felice con ognuno di essi, sperando anch’io in un  futuro di amore e di serenità.

Ora io tra le nubi nell’eternità.

E ora sono fuoco: il fuoco d’amore e di passione anche nelle mie mille faville che si spargono a raggiera sempre più larga a rivivere sempre ogni giorno le mie passioni; lo studio il calcio, sentirmi ancora eroe del mio tempo fuori e dentro ….Palermo senza me. Il fuoco che arde nei cuori degli uomini giusti pronti ad aiutare come piccoli missionari di una terra desolata e spaurita: preti e frati, e giovani solidali e amorevoli. Sono anch’io fuoco dentro la mia Palermo…che brucia di dolore e brucia di amore

E ora sono luce: nella Palermo senza di me: luce di santità di leggerezza e di serenità, luce di gioia e di amore, nelle mille preghiere, nelle mille processioni, a riscaldare una folla di fedeli e devoti in preghiera e in devozioni. E io ora vivo fissamente questa nuova irrealtà che è della mia Palermo… senza di me.

E sono ora suono, perenne e permanente: suono dolce che arriva dal mare di Palermo, e dai monti, e fugge per le campagne e gli aranceti, per i paesini arroccati fino a Monreale e a San Martino delle Scale. Suono dolce e delicato che in eterno vorrà parlare di amore e di semplicità di affetto e di comunione umana e sacra.

E sono acqua, sono cielo, e sono aria, e sono fuoco e sono suono della mia Palermo. Sempre. Sempre.

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4 Responses to Palermo senza di me

  1. Avatar

    Stefano Milioto Rispondi

    22/03/2020 a 9:32

    Potenza della memoria, della nostalgia! Una poesia, che tocca nel profondo!

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    Enzo Randazzo Rispondi

    22/03/2020 a 10:44

    Una pittura impressionista nostalgica e profonda. La scrittura di Mario Gaziano​, sempre rapida e puntuale, si addolcisce di malinconia, consapevolezza storica e culturale, immortalando il dolce fluire del tempo, i sentimenti, i sapori, i colori, i suoni, la luce di un paesaggio e di una Città sempre impareggiabili. Grazie Mario! Grazie Malgradotutto!

  3. Avatar

    gaetano gaziano Rispondi

    22/03/2020 a 14:45

    Un inno d’amore a Palermo e alla vita. Poetico il rimando alla nostra fammiglia. Bravo, Mario!

  4. Avatar

    Ignazio Amico Rispondi

    24/03/2020 a 1:38

    Grande Mario, plaudo alla melodia di questo tuo canto nostalgico, alle immagini che dipingi con tanto amore e tenerezza, allo stile elegante ed incisivo nella sua sobrietà. Ti conoscevo come uomo vulcanicamente attivo ed
    impegnato in mille attività, ora scopro anche un amico che sa esprimere con raro talento sentimenti di così alto livello.

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