Il premio Sciascia ha successo in tutto il mondo? Bene, cancelliamolo

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PREMIO SCIASCIA. Carmelo Sardo, vincitore dell’ultima edizione del premio, con il libro Malerba scritto con Giuseppe Grassonelli, riflette sulla decisione del sindaco Fantauzzo di sospendere l’edizione 2015. L’assurdità di fermare una manifestazione nel momento di suo massimo successo

“Non ci sono soldi, non si fa”. O meglio : “se non si trovano i soldi, rischia di saltare“. Anzi no: “chi ha mai detto che non si farà?”

La copertina dell'edizione francese di "Malerba", con la scritta "prix Sciascia 2014"

La copertina dell’edizione francese di “Malerba”, con la scritta “prix Sciascia 2014”

Ho letto tutto e il contrario di tutto sul premio “Racalmare-Sciascia- Comune di Grotte”. E da ultimo vincitore, non potevo restarmene solo a leggere – tanto più che non è mancato neanche stavolta chi mi abbia tirato per la giacca (i soliti noti!)- così ho ritenuto di esprimere un concetto semplice e perfino banale, ma che evidentemente giova rimarcare.

Da siciliano di scoglio ho sempre apprezzato le sagre e le feste popolari, e anzi ne ho riscoperto il valore intrinseco una volta emigrato, e pertanto sempre difenderò il mantenimento delle tradizioni. Da siciliano di mare, non posso che essere “aperto” allo sconfinamento culturale, che permetta al nostro sud quel salto qualitativo e di immagine che una sagra paesana, una processione di un santo, o il cantante neo melodico (con tutto il rispetto) non garantiscono. La ricetta, non tanto segreta, sarebbe pertanto non rinunciare né alle une, né all’altro. E’ un po’ come far convivere il sacro e il profano.

Tutto questo per dire che ha ragione il sindaco di Grotte, Paolo Fantauzzo, a difendere energicamente le manifestazioni legate alla Pasqua del suo paese, le sue tradizioni, e perfino il do di petto di Fausto Leali, e i soldi che occorrono per far contenti i paesani, e gli emigranti che ritornano apposta.

Non capisco però perché il sindaco non si sia battuto (almeno questa è l’impressione che aveva dato!) con lo stesso fervore per assicurare la sopravvivenza del premio “Racalmare-Sciascia” soprattutto dopo la vasta eco mondiale raggiunta con l’ultima edizione. O forse, a fare sano esercizio di dietrologia, si capirebbe fin troppo bene, visto che ora il sindaco si premura a “prendere atto delle dimissioni del presidente Gaetano Savatteri” e rifugge dall’idea di “passare alla storia come il sindaco che ha affossato il premio.”

Carmelo Sardo con Giuseppe Grassonelli e la targa del premio

Carmelo Sardo con Giuseppe Grassonelli e la targa del premio

Allora, diciamo le cose come stanno e partiamo dall’alto. Negli anni questo premio ha annoverato grandi nomi della letteratura. Ma nessuno può negare che si è ulteriormente qualificato sotto la gestione artistica di Gaetano Savatteri. La risonanza intercontinentale è principalmente merito suo, di Savatteri, che ha avuto la lungimirante intuizione di dedicare un’edizione del premio a libri che parlassero in qualche modo di mafia (incredibile come un premio intitolato a Sciascia non lo avesse ancora fatto).

E’ suo il merito perché ha proposto Malerba e Com’è lieve il tuo bacio sulla fronte  di Caterina Chinnici (per qualcuno un po’ il diavolo e l’acquasanta). E se non lo avesse fatto non si sarebbe innescata la polemica. E se la giuria popolare non avesse premiato Malerba la storia dell’ex killer di mafia che batte il libro della figlia del giudice antimafia, l’edizione passata, come le precedenti, sarebbe stata liquidata da qualche trafiletto nazionale, nella migliore delle ipotesi, e nei resoconti delle testate regionali e provinciali. Invece?

Invece ne hanno scritto e parlato dovunque. Dalla Francia all’Australia. Dall’Inghilterra all’America. Dalla Spagna al Sudamerica. Pensate, ne hanno parlato perfino in Kurdistan, in Giappone, in Vietnam. Provate a fare una ricerca su Internet, scrivete “Malerba premio Sciascia” e vedete cosa salta fuori.

Ora, suonava molto “tafazziano” che per pochi spiccioli, un piccolo comune dell’entroterra agrigentino rinunciasse a tanta cassa di risonanza. Come poteva rischiare il sindaco di annullare un premio così prestigioso e ormai di caratura internazionale? Come l’avrebbe spiegato ai giornalisti del New York Times, del Guardian, di El Pais, del Mundo, de Le Figaro… e a tutti quelli che hanno raccontato di questo premio?

Il volume di Sardo-Grassonelli nelle librerie francesi (Foto di Lillo Rizzo)

Il volume di Sardo-Grassonelli nelle librerie francesi (Foto di Lillo Rizzo)

Avrà saputo il sindaco che per la prima volta, un libro vincitore del premio “Sciascia” è stato ristampato con la fascetta che ricorda appunto questo prestigioso riconoscimento? Lo ha fatto Mondadori per “Malerba”. E lo sa il sindaco che il libro è stato tradotto in dieci paesi e il mese scorso è uscito in Francia e in copertina reca la dicitura “Prix Sciascia 2014”? E che a settembre uscirà in Germania e anche lì sarà citato il premio Sciascia? E poi in Spagna, Turchia, Brasile, Sud America, Giappone, Russia.. Di chi è il merito? Delle polemiche? Chi lo pensa, non tanto offende me e Giuseppe Grassonelli che lo abbiamo scritto e che molte altre soddisfazioni ci stiamo prendendo, (portandolo in tutte le scuole, dalle università ai licei, dalle medie perfino alle elementari!!!) ma la dignità di chi al premio “Sciascia” lo ha votato.

C’è stato chi in questi giorni ha rispolverato un intervento molto critico della sottosegretaria alla cultura del governo Renzi, Francesca Barracciu, per la vittoria di Malerba con una lettera con cui solidarizzava con la Chinnici. Quando guarda caso la Chinnici si congratulava con gli autori di “Malerba” e in un’intervista al tg della Rai diceva che “è giusto che vengano letti, e se meritano, che vengano premiati libri come questi”. Lo dico chiaro e forte: non sapevo chi fosse la Barracciu. Quando mi sono documentato ho ringraziato il cielo che non si sia schierata a favore di Malerba. Documentatevi anche voi, se volete.

Ma qui il tempo delle polemiche è finito. E forse anche un’epoca radiosa del premio “Sciascia”. Personalmente non posso che augurarmi che continui, che non muoia. Specie ora che in tutto il mondo sanno che in un piccolo paesino di nome Grotte si produce cultura. Perché diversamente, dubito che sui quotidiani internazionali leggeremo di uno strepitoso cantautore che incanta la piazza con “A chi” o della squisitezza della salsiccia arrostita nell’ultima sagra di paese.

 

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One Response to Il premio Sciascia ha successo in tutto il mondo? Bene, cancelliamolo

  1. Mimmo Rispondi

    30/06/2015 a 16:26

    La cancellazione del premio Recalmare conferrma che Grotte è un comune della provincia della città di Pirandello dove tutto ciò che con grande sforzo e dedizione si crea è doveroso distruggere e/o trasferire altrove…
    Il premio Pirandello del prof. Lauretta docet…

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