“Dotiamo tutte le scuole di banchi e sedie regolabili”

di | 23 Lug 20

L’appello di Antonio Liotta, Medico, che da diversi anni conduce una battaglia che rientra nell’impegnativo tema della Prevenzione

Antonio Liotta

Da diversi anni porto avanti una battaglia, che coinvolge Servizio Sanitario Nazionale e Scuola, che rientra nell’impegnativo tema della Prevenzione e che ha come oggetto i banchi e le sedie. Le Scuole (di qualunque ordine e grado ma anche tutti i settori Pubblici e Privati comprese le residenze abitative) utilizzano banchi e sedie secondo standard codificati che non tengono conto – per nessuna ragione –  della conformazione fisica di studenti, insegnanti, personale amministrativo. È evidenza inconfutabile la presenza nelle classi di ragazzi che, in considerazione dei diversi processi di crescita, si trovano seduti a gambe penzoloni o piegati quasi in forma contorsionistica.

Inizia sin dalle scuole materne un processo di destabilizzazione dell’apparato scheletrico (e conseguentemente muscolare e legamentoso) che porta a scoliosi, paramorfismi, dismorfismi che trovano sviluppo e cronicizzazione nel corso degli anni; proprio quelli in cui dovrebbe essere la Scuola a proteggere e salvaguardare la salute fisica, psichica, alimentare ed ambientale.

Ma il problema non si esaurisce qua, perché c’è anche una relazione tra la qualità e la conformazione dei materiali e le eventuali  conseguenze sulla salute. I laminati ed i multistrati con cui sono costruiti – attualmente- banchi e sedie, sono costanti serbatoi di formaldeide che viene liberata quotidianamente a piccole dosi, così come succede nelle case con i mobili d’arredo e quelli delle cucine (questi capaci di liberare anche Nichel se presentano piani di lavoro in acciaio inox); la conformazione -spesso- non tiene conto dell’eliminazione di spigoli che costituiscono un costante pericolo di traumi.

In pratica, non esiste la corretta dotazione di banchi regolabili in altezza e di sedie che, oltre a dovere essere regolabili, devono, e ripeto devono, essere ergonomici. Una rivoluzione? Certamente sì! Permetterebbe di garantire benessere fisico, psichico e sicurezza a studenti, insegnanti, amministrativi. Svilupperebbe la prevenzione di patologie importanti che gravano, in atto, pesantemente sul bilancio della Sanità.

Ma perché ne sto scrivendo? Perché ritengo che, in tempo di Covid-19, si stia perdendo una occasione d’oro per rendere questa “utopia” – sedie ergonomiche e regolabili, banchi multiuso regolabili e pieghevoli – realizzazione concreta almeno nella Scuola.

E parto da questo dato. Giorno 20 luglio, sui siti della Presidenza del Consiglio (Commissario per l’Emergenza, Ministero della Salute, Ministero della Pubblica Istruzione e Protezione Civile) è stato pubblicato il “Bando di gara pubblica europea per l’acquisto di tre milioni di banchi e sedie” (di cui “fino ad 1,5 milioni di banchi monoposto tradizionali e fino ad 1,5 milioni di sedute attrezzate di tipo innovativo”) con scadenza 30 luglio, con contratti da firmare entro il 7 agosto e con consegna dei materiali entro il 30 agosto, cioè, in tempo utile per la regolare riapertura delle Scuole. È interessante sapere che i soldi (motivo delle pregresse negazioni di acquistare questi presidi perché sarebbero costati troppo!) ci sono e, da quanto si deduce dal bando, ogni sedia, ogni banco verrebbe ad avere un costo medio di trecento euro. Dunque, questa volta, l’emergenza Covid-19 ha fatto il miracolo sia nella tempistica e sia nel dato economico! Ma è veramente “un buon miracolo?”

Aprendo e leggendo l'”Allegato 2 – Specifiche Tecniche” scopriamo che le “sedute scolastiche attrezzate di tipo innovativo, ad elevata flessibilità di impiego” sono destinate agli Istituti della Scuola Secondaria. Qui la prima riflessione e relativa domanda: la proposta tecnica è ottima e risponde alle finalità oggettive di prevenzione, ma perché solo alla Secondaria e non anche alla Primaria, dove iniziano i problemi di danno maggiore per gli alunni?

Seconda questione: secondo i dati tecnici leggiamo che “b) la realizzazione dei piani di lavoro e delle sedute (n. di red.: dovrà essere..) in legno multistrato”. E questa è la stranezza inaccettabile, perché è proprio nella lavorazione del multistrato – che normalmente viene preparato con residui truciolati di legno incollato a materiali vari – che si annida la critica liberazione di Formaldeide. L’occasione d’oro, la rivoluzione che darebbe a tutte le Scuole una dotazione moderna e funzionale di banchi e sedute, rischia di perdersi nella fretta dettata dai tempi stretti.

Pertanto, lancio un appello: modificare immediatamente le caratteristiche del bando, prevedere  l’utilizzo del legno massello trattato con tecniche moderne atossiche (senza liberazione di formaldeide), estendere le caratteristiche dei tavoli e delle sedute anche e soprattutto alle Scuole della Primaria, tenere conto del design corretto finalizzato alla sicurezza fisica. Non saranno una – due settimane di ritardo nelle consegne dei prodotti a creare danno! Avremmo così la realizzazione di una auspicata rivoluzione che avverrebbe – proprio tramite Covid-19- come conseguenza positiva.

 

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