Castrofilippo. “Quando giocavamo con Paolo Borsellino”





Il giudice nei ricordi di Antonia e Marianna Fabella, figlie del mezzadro che si occupava dei terreni della famiglia Borsellino

La casa di Castrofilippo dove la famiglia di Paolo Borsellino trascorreva le vacanze estive

La “Strada degli Scrittori” sta lavorando a tre nuove tappe per visitatori e studiosi interessati a leggere e conoscere sempre meglio Leonardo Sciascia. Tappe indicate durante il terzo master di scrittura tenuto al Palacongressi di Agrigento, dopo le prime due edizioni svoltesi alla fondazione Sciascia di Racalmuto.

Si lavora a un percorso interno alla miniera Italkali, quella dei “carusi” delle Parrocchie di Regalpetra. È già visitabile la casa di Sciascia in cui visse da bambino e da maestro. Una casa purtroppo messa in vendita da una parte della famiglia, salvata da un intellettuale che l’ha acquistata, Pippo Di Falco, deciso a lasciarla com’è, in sintonia con la “Strada degli Scrittori” che ha già allestito dei pannelli esplicativi apprezzati dai primi visitatori, da Gioacchino Lanza Tomasi a Luigi Lo Cascio, da Nadia Terranova a Pierluigi Battista o Andrea Purgatori.

Terza tappa è Castrofilipo con la sua “Scala della memoria” e con targa scoperta durante il master di scrittura da Don Luigi Ciotti, insieme con Filomena Bartolotta, figlia dell’appuntato dei carabinieri nato lì a due passi e caduto con il giudice Rocco Chinnici a Palermo nella strage mafiosa del 19883.

Felice Cavallaro, direttore della “Strada degli scrittori”, ricorda di avere parlato di quella vittima innocente di mafia nel 1983 con Leonardo Sciascia nella sua casa di campagna in contrada Noce: “Ma allora ignoravamo entrambi che sulle colline di Castrofilippo, proprio di fronte alla Noce, c’era anche la casa in cui da bambino Paolo Borsellino trascorreva le vacanze estive insieme con i genitori e i fratelli…”.

Antonia e Marianna Fabella

Una scoperta recente che ha consentito a Salvatore Picone e Gioacchino Schicchi di intervistare per la “Strada degli Scrittori” le figlie del mezzadro che si occupava dei terreni in Contrada Grotticelli. Oggi ottuagenarie, Antonia e Marianna Fabella nel video ricordano come vennero accolte con generosità in casa Borsellino, anche a Palermo. Due preziose testimonianze proiettate la sera dell’evento organizzato con Don Ciotti davanti ad una platea emozionata. Un video che Malgrado tutto propone, d’intesa con la “Strada”, nel giorno dell’anniversario dell’eccidio di via D’Amelio.

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