“Assolato” d’estate alla Noce

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I versi di Joe Castellano, musicista e compositore di fama internazionale, dedicati ad un pomeriggio estivo nella contrada Noce di Racalmuto

Joe Castellano

Scritti nel maggio del 1992, questi versi raccontano le estati calde trascorse in una delle contrade più belle di tutto il territorio agrigentino, la campagna della Noce di Racalmuto, passata alla storia per essere stata il buen retiro di Leonardo Sciascia. La poesia è dedicata a mio zio, il Prof. Carmelino Rizzo, e all’amico grande letterato, Leonardo Sciascia.

ASSOLATO

Lu cori, lu pinseri… mi torna à la staggiuni…
Quannu, li vrazza inconcludenti di masculi e fimmini…
Cadivanu ‘nni lu russu di l’astrattu…
E chhiu’ russu era lu cori di li genti…

Carmelino Rizzo e Leonardo Sciascia alla Noce (foto Ferdinando Scianna)

Il cuore ed i miei pensieri mi riportano all’estate quando vedevo le braccia di uomini e donne (“inconcludenti” solo per indicare la caducità delle cose umane) chinarsi sui telai di garza e sulle tavole di legno, predisposte davanti alle case di campagna (nella amata contrada Noce di Racalmuto) e su cui più volte al giorno si spalmava bene al sole la passata di pomodoro, per far si che essiccando se ne ricavasse il profumatissimo “estratto di pomodoro” (l’astrattu), che col suo profumo inondava tutta la campagna e che con quelle grandi “macchie” di colore rosso, sembrava quasi creare dei grandi quadri astrattisti, in un’epoca in cui forse più rosso e quindi più caldo, era il cuore della gente.

 

 

Vidiva l’occhi tò, ddà…
‘nni ddi robbi bianchi… stinnuti…
Ca dd’abbagliu accussì forti e prepotenti
Facia lu specchiu à la ristuccia…
All’ura di canazza trascurata ….
E cà s’appujava appressu… di quant’era cunnannata…

Ammirando la campagna nella luce intensissima e nel silenzio delle ore più calde, vedevo gli occhi di un grande amore che mi tornava alla mente, nel riflesso abbagliante e prepotente delle lenzuola bianche stese al sole, e la stessa luce abbagliante faceva da specchio alla ristoppia (ristuccia – il residuo del gambo della spiga di grano mietuta) anch’essa riflettente una luce intensissima in quelle ore di grande calura, che proprio per il caldo frastornante delle ore della canicola (canazza), sembrava essere abbandonata ed i cui steli sembravano curvarsi l’uno sull’altro, coscienti di una “condanna” che li accomunava e che li avrebbe visti, da li a poco, bruciati dalla mano umana anche a seguito della calura.

Sutta lu suli… vuci di cicali…
E dì ddà zorba ummrusa .. sulu carcarazzi sentu…
La genti, ‘mmeci, un sonnu cchiù disiatu ca la notti godi…
E la me vista… tra li poji e li vadduna,
sinu a lu mari si perdi.

Contrada Noce, la campagna di Racalmuto dove Sciascia ha scritto quasi tutti i suoi libri (foto Salvatore Picone)

Sotto quel sole dominante, solo il frinire ininterrotto delle cicale. E dal grande ed ombroso albero di sorbe, si sentiva per la campagna solo il cantare delle gazze ladre. La gente, invece, in quelle ore godeva di un momento di riposo e di sonno, più desiderato e goduto di quello della notte ed il mio sguardo, attraverso colline e valloni, si perdeva fino al mare.

La me arma è ddà… e ‘nni dd’addastrattu…
Ca s’inchiania… e ccù la calura ‘ntosta…
S’ammuscianu li peni ‘nni la testa…
E cu ddù scjauru e ddù culuri…
…Mmriacu mi lassa.

La mia anima è come se fosse stata là nel rosso di quell’estratto di pomodoro che veniva appianato/spalmato e che si rassodava e prendeva corpo sotto il caldo sole. Sparivano in quel momento i cattivi pensieri dalla mia mente e gli stessi profumo e colore dell’astrattu, mi lasciavano felicemente “ubriaco” nella meravigliosa solitudine della campagna.

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One Response to “Assolato” d’estate alla Noce

  1. Angelo Sardo Rispondi

    03/04/2020 a 10:05

    Una bellissima pagina di ricordi. Per me che appartengo ad una famiglia che almeno da quattro generazioni è presente e frequenta la ” Noce “. Mio nonno,diceva che quando per più di tre giorni non andava alla Noce si sentiva male. Aveva bisogno di respirare un pò di aria buona della Noce.Complimenti a Joe Castellano per questi bellissimi versi.

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