Un altro pezzo di storia di Racalmuto se ne va

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E’ morto Don Calogero Curto. “Prete di cuore, di tanto cuore”, ha amato fino all’ultimo la sua parrocchia che negli ultimi tempi, tuttavia, ha subìto la mancanza del suo parroco e guida”. Domani pomeriggio i funerali nella Chiesa del Monte. Il ricordo di Salvatore Picone.

Un altro pezzo di storia di Racalmuto se ne va. E’ morto, alle 23:55 del 9 gennaio, don Calogero Curto, sacerdote e parroco della Chiesa di San Giuliano.  Padre Curto, dalla sua piccola parrocchia, riuscì ad essere parroco zelante e premuroso, aperto ai giovani a cui ha concesso negli anni spazi per attività di oratorio, di studio e di incontri.

Avrebbe compiuto tra qualche mese 88 anni. Molto legato alla Madonna del Monte (il piccolo Calogero, prima di entrare in seminario, è cresciuto proprio vicino il santuario, in una casetta di fronte al Palazzo comunale), i funerali si svolgeranno domani pomeriggio nella Chiesa del Monte.

Don Calogero Curto, per oltre cinquant’anni sacerdote nel suo paese, dopo alcuni anni svolti a Favara, ha amato fino all’ultimo la sua parrocchia che negli ultimi tempi, tuttavia, ha subìto la mancanza del suo parroco e guida. Una chiesa, quella di San Giuliano, che rischia adesso di chiudere. Ed è un peccato, per quello che ha rappresentato per i tanti cresciuti proprio in quel quartiere, sempre più vuoto, sempre più in silenzio.

Quando arrivò in questa parrocchia, nel 1966, dopo Padre Picone, portò un’aria di modernità, così ricordano quelli della sua generazione. E’ ancora l’epoca delle parrocchie, ognuna con la propria caratteristica. Un altro mondo, rispetto ad oggi. E come ha scritto lo storico Calogero Taverna, Padre Curto “è prete di cuore, di tanto cuore”: generoso con tutti e soprattutto con i più giovani. Riusciva infatti a legare con la sua comunità, che mantiene viva la festa della Madonna delle Grazie che si svolge a fine novembre. Una di quelle feste di quartiere che mantengono ancora il fascino inossidabile delle cose fatte con semplicità e genuinità.

Dal flash che sottraggo ai ricordi, il suo gran da fare per far crescere la sua parrocchia e incrementare sempre di più l’oratorio “Papa Giovanni XXIII”. Un giorno, più di vent’anni fa, si ritrovò a sorpresa presso il suo ufficio parrocchiale Vittorio Sgarbi. Era stato accompagnato lì per vedere il San Giuliano di Pietro D’Asaro. Poi Sgarbi si mise al biliardino che era in precarie condizioni. “Non le chiedo soldi – disse don Calogero a Sgarbi, in quel periodo parlamentare – ma un gioco nuovo per i nostri ragazzi”.

Cinque anni fa riceve, da parte dell’arcivescovo Don Franco Montenegro, l’investitura a Canonico della Cattedrale di Agrigento. Era felice e orgoglioso del meritato riconoscimento da parte della Chiesa. Ha amato i bambini che andava a trovare sempre a scuola, girando tutte le classi delle medie e delle elementari.

Un prete all’antica, insomma, ma al passo coi tempi. Un uomo che ha servito il suo paese stando anche vicino alle istituzioni.

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2 Responses to Un altro pezzo di storia di Racalmuto se ne va

  1. noel Rispondi

    10 gennaio 2017 a 19:52

    Un pezzo di storia che va via……grandi ricordi , gesti di amore di un uomo all’antica ma con amore moderno….riposa in pace padri Curtu cosi lo chiamavamo…

  2. Angelo Sardo Rispondi

    11 gennaio 2017 a 11:20

    Circa 40 anni fa, Padre Curto e la sua famiglia comprarono un piccolo appezzamento di terreno in C/da Noce e da allora fino ai giorni nostri hanno fatto parte della Comunità della Noce.Per un lungo periodo si è celebrata la Messa domenicale nella casa di Padre Curto dove molti villeggianti della Contrada hanno partecipato.Oggi perdiamo un Sacerdote, un amico. La Noce è sempre più sola.

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