Sciacca, si accende qualche speranza per il Tribunale

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La Commissione Giustizia del Senato sta riordinando la geografia giudiziaria varata dal Governo

Tribunale di Sciacca L’ultima novità proviene da Roma. La Commissione giustizia di Palazzo Madama ha esaminato il Decreto legislativo che riordina la geografia giudiziaria varato dal Governo. I senatori hanno chiesto modifiche sostanziali al Governo, rispetto alla necessità di non sopprimere alcuni piccoli tribunali ancora dal destino incerto. Sono quei presidi giudiziari non ricadenti nei capoluoghi di provincia ma che, tuttavia, per la loro posizione e sulla base di talune specificità, meritano di restare in vita. Tra questi c’è anche Sciacca.

 

Nella città termale gli uffici giudiziari vivono anni di passione. Comitati, cittadini, avvocati, politici e lavoratori dipendenti sono in prima linea per difendere il tribunale dal colpo di forbici che l’esecutivo vuol infliggergli. Col benestare (beninteso) della stessa Associazione nazionale magistrati e perfino del Csm. Il Ministro Cancellieri aveva autorizzato il giudice Gigi Birritteri, nella sua qualità di alto funzionario del ministero della giustizia a lasciare una porta aperta per Sciacca. Poi però le cose sono precipitate. Le richieste dei territori penalizzati si sono moltiplicate, e anche Sciacca ha rischiato di pagare pegno.
Ora, però, la questione potrebbe trovare una soluzione favorevole. Le raccomandazioni della commissione del Senato possono modificare un percorso che, oltretutto, per quanto riguarda Sciacca non solo non produrrebbe alcun risparmio, nel quadro della cosiddetta spending review, ma in caso di soppressione degli uffici giudiziari priverebbe il versante occidentale della provincia di Agrigento di un presidio che si è rivelato essenziale nella lotta contro la piccola e grande criminalità.
Insomma: si torna a sperare. E il territorio non chiedeva di meglio.

                                                                  Massimo D’Antoni

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