Sciacca. Per Sala d’Ercole candidature “low cost”?

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Verso le Regionali. I candidati fanno i conti. Tutti i nomi in campo.
Non mancano le sorprese

«Per candidarsi alle regionali ci vogliono soldi, soldi assai: cinquantamila, centomila, forse duecentomila euro. Chi ce li ha?». Dalle parti di Sciacca è il nemico numero uno di questo appuntamento elettorale: il conto in banca. Un vero spauracchio, l’autentico deterrente. Insomma: la spending review non risparmia nemmeno le ambizioni dei politici. Che, a differenza del passato, sognano meno e non esitano a far di conto. Talvolta domandandosi: ma chi me lo fa fare?
Domanda legittima, perché gli equilibri demografici della provincia rivelano che i due terzi degli agrigentini vivono nei pressi del capoluogo; la restante parte nel circondario di Sciacca. Ergo: candidarsi sperando di prendere voti nella città delle Terme (e nel circondario) non fornisce grosse speranze di farcela. E’ un fatto matematico, s’intende. A meno di colpi di fortuna clamorosi, con incroci irripetibili tra resti e ripartizioni. Fu un terno al lotto quello vinto da Pippo Segreto nel 2001, fu (anche) la dea bendata a permettere a Vincenzo Marinello nel 2008 di scivolare dentro sala d’Ercole.

 

Vincenzo MarinelloE nella città della perenne contrapposizione tra i Luna e i Perollo, i vecchi che si ritrovano la mattina in piazza si disperano. Osservano, più o meno saggiamente, che basterebbero non più di due candidati su cui convergere, e Sciacca avrebbe una rappresentanza più che adeguata e qualificata. Certo, poi pensano anche che la Regione Siciiana non produce niente da anni. Ed è qui che la disperazione si trasforma in rassegnazione.
Non sono pochi in questi giorni i politici che soffrono d’insonnia. Mi candido? Non mi candido? Posso farcela? Oppure investo per un tranquillo sottogoverno? Già. Ma chi me lo può garantire? Oggi come oggi, poi. Oppure mi candido spendendo solo i soldi dei volantini, e chi s’è visto s’è visto? Domande su domande, che escludono ovviamente l’argomento principale: gli interessi dei siciliani. Ah, già. C’è pure quello.
In tutto questo bailamme, ogni giorno è un rincorrersi di nomi, ipotesi, indiscrezioni, valutazioni politiche. Tra le quali ce ne sono di clamorose. Per dirne una: l’ex sindaco Turturici. Gianfranco Micciché gli ha chiesto di candidarsi alle regionali. E lui ci sta pensando. A rendere però bizzarra questa situazione è l’atteggiamento tenuto dai luogotenenti di Micciché alle penultime amministrative, quelle che hanno registrato la sconfitta di Turturici. “Con Gianfranco ci siamo chiariti. Oggi è il PDL che mi ha messo da parte”, ha detto l’ex sindaco, attaccando in un colpo solo Giuseppe Marinello e Angelino Alfano.
L’unico saccense deputato uscente è Vincenzo Marinello (PD). Si ricandida, ovviamente. Ma è preoccupato. Anche se ritiene di aver lavorato e di poter raccogliere i frutti della sua azione.altCorrono per un seggio all’ARS anche due candidati a sindaco alle ultime amministrative: Emma Giannì, con il Movimento Cinquestelle, ed Enzo Guirreri con SEL. Altri nomi di saccensi: Matteo Mangiacavallo (anche lui con Grillo), Alfonso Fiorica (PDL), il giovane Michele Catanzaro. Quest’ultimo è un nome accreditato, dopo una carriera politica condotta all’interno del mondo universitario, all’Ersu, dove ha accumulato un ampio seguito.
Altre ipotesi sono tuttora nel limbo: Filippo Bellanca (gruppo API di Cusumano) è pronto a candidarsi con la Lista Crocetta; Sergio Indelicato (Grande Sud) si è preso del tempo prima di dire sì o no; ancora Pippo Turco per Italia dei Valori (anche se all’ex sindaco Dc degli anni ’80 non piace l’appoggio a Claudio Fava ed è certo che nemmeno a Fava piace lui).
A Menfi si candida con l’UDC il sindaco Michele Botta, per dare una mano al segretario provinciale Lillo Firetto. Candidato sempre a Menfi (ma con Italia dei Valori) è il presidente del Consiglio comunale Nino Buscemi.
Nessun candidato di Sciacca con l’MPA. A Ribera correrà con il partito di Di Mauro Mariano Ragusa, attuale assessore della provincia di Agrigento.

Massimo D’Antoni

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