Sciacca, il “Grido di allarme” dell’Ospedale agonizzante

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Il sindaco Fabrizio Di Paola si appella al ministro della Sanità Beatrice Lorenzin: “La situazione è drammatica e non si può più andare avanti”.   

Fabrizio Di Paola

Fabrizio Di Paola

“Chiedo un intervento autorevole e risolutivo, a tutti i livelli. Chiedo l’assunzione di un senso di responsabilità che ci consenta di superare tutte le criticità e di scongiurare, così, il precipitare della situazione”. Si chiude con queste parole una lettera che il sindaco Fabrizio Di Paola ha inviato al governo nazionale e a quello regionale per sollecitare un’azione forte e tempestiva a favore dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca. “Nella situazione attuale non si può più andare avanti – scrive il sindaco Di Paola, richiamando le iniziative dei parlamentari locali e della Commissione consiliare ‘Sanità’ –. Il rigore finanziario e la rigidezza dei piani di rientro rischiano di soffocarci e darci il colpo mortale”. La lettera è stata indirizzata ieri al ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, al presidente della Regione Crocetta, all’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino, al dirigente generale dell’’assessorato regionale alla Salute Salvatore Sammartano e al commissario dell’Asp di Agrigento Salvatore Messina.

Ecco, di seguito, l’intero contenuto della missiva del sindaco:

Ho deciso di scrivere contemporaneamente a tutti i livelli istituzionali, politici e amministrativi perché si ponga la giusta attenzione al dramma che sta vivendo in questo momento la sanità locale, ferita al cuore nelle sue eccellenze, mortificata nella sua dignità e nelle sue aspirazioni. A farne le spese sono i nostri cittadini, sono i numerosi utenti, siamo tutti, privati di servizi essenziali, costretti a cercare altrove assistenza, anche vitale.

Colgo il grido d’aiuto dei cittadini e colgo il grido d’allarme degli stessi operatori sanitari, medici e paramedici, costretti a moltiplicare gli sforzi per cercare di colmare ormai croniche e gravissime carenze di organico.

In questi giorni sono state innumerevoli le prese di posizione, le denunce di associazioni, consiglieri comunali e parlamentari, regionali e nazionali. La Commissione Consiliare “Sanità” del Comune di Sciacca si è pure autoconvocata per settimane all’interno dell’ospedale “Giovanni Paolo II”. Il dramma di una sanità locale agonizzante è stato pure al centro del Consiglio comunale del 23 giugno 2014.

Beatrice Lorenzin

Beatrice Lorenzin

Su questi temi sono più volte intervenuto con lettere e incontri, a Sciacca come a Palermo, con le autorità sanitarie politiche e amministrative, locali e regionali. Ricordo l’incontro del 5 febbraio 2014, nell’aula consiliare di Sciacca, con la VI Commissione Parlamentare dell’Ars, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute dott.ssa Lucia Borsellino (riunione costruttiva, propositiva e rassicurante). E ricordo l’ultimo incontro avuto a Palermo, il 10 giugno 2014, con il Dirigente Generale dell’Assessorato Regionale alla Salute, dott. Salvatore Sammartano, in occasione della convocazione dei sindaci dell’isola chiamati a esprimere un parere sul nuovo piano regionale di razionalizzazione della rete ospedaliera in Sicilia.

Ci ritroviamo in una situazione drammaticamente statica. Non un passo avanti nella risoluzione dei problemi, primo fra tutti quello della carenza di personale. È urgente che si trovi una soluzione per assumere il numero di operatori sanitari in modo adeguato per garantire qualità, funzionalità ed efficienza dei servizi. Nella situazione attuale non si può più andare avanti. Il rigore finanziario e la rigidezza dei piani di rientro rischiano di soffocarci e darci il colpo mortale. Mi era stata garantita una deroga al blocco delle assunzioni. La città di Sciacca attende, il territorio attende, la Sicilia attende”.

Chiedo un intervento autorevole e risolutivo, a tutti i livelli. Chiedo l’assunzione di un senso di responsabilità che ci consenta di superare tutte le criticità e di scongiurare, così, il precipitare della situazione”.

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