Racalmuto, Tarsu alle stelle. Dieci domande per non morire di tasse

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Salatissima tassa sui rifiuti. Aumentano i costi del servizio. I conti a posto, ma i cittadini allo stremo. Dissestare le famiglie per salvare il Comune? Dieci domande del nostro giornale alla Commissione straordinaria

Foto Nicolò Rizzo (da Semplicemente Racalmuto)La tassa sui rifiuti di Racalmuto arriva alle stelle. Aliquote al massimo, dopo l’aumento del 2012 che aveva già superato il 78 per cento. La bolletta dell’Ato rifiuti aumenta di circa trecentomila euro. La Tarsu serve anche a lasciare i conti in pareggio. Ma a quale prezzo? Ed era veramente l’unica strada possibile? Queste e altre domande rivolgiamo ufficialmente alla Commissione straordinaria, mentre il paese è in subbuglio per una tassazione sempre più esosa, addirittura insopportabile. Dieci domande che richiedono risposte precise e argomentate. Domande che mettiamo in comune con i nostri lettori.

LE DIECI DOMANDE ALLA COMMISSIONE STRAORDINARIA

1) Nel gennaio 2013 la Commissione straordinaria aveva annunciato che entro settembre il servizio di rifiuti sarebbe stato riportato all’interno della gestione comunale. “Secondo il nostro piano – diceva Filippo Romano, allora componente della Commissione – potremmo arrivare a un risparmio del 40 per cento”. Perché il piano di riportare il servizio di raccolta e riscossione dei rifiuti nella diretta gestione comunale non è stato realizzato? Cosa o chi lo ha impedito?
2) L’Ato rifiuti ha richiesto al Comune di Racalmuto quasi due milioni di euro per il servizio di raccolta rifiuti, con un aumento rispetto allo scorso anno di 300 mila euro. Da cosa è motivato questo aumento del conto che l’Ato presenta al Comune?
3) Come ha comunicato al Comune circa un anno fa il titolare della discarica di Siculiana, i costi di riversamento per quanto riguarda il Comune di Racalmuto si sono ridotti negli ultimi tre anni a causa di una minore quantità di rifiuti conferiti in discarica, anche a causa del decremento demografico della popolazione del paese. Quanto ha inciso proporzionalmente questo “risparmio” sul conto complessivo presentato al Comune dall’Ato rifiuti?
4) Quali sono state – se ci sono state – le argomentazioni di risposta del Comune e dei suoi uffici di fronte all’aumento della bolletta complessiva? E’ stato contestato il conto finale dell’Ato Gesa 2 o sono state richieste precisazioni?
5) La Commissione aveva annunciato che avrebbe “limato” alcuni servizi forniti dall’Ato Gesa 2, peraltro spesso in modo aleatorio, per ridimensionare il costo complessivo del servizio. E’ stato fatto? E se sì, quali sono i servizi che l’Ato non fornisce più a Racalmuto, e per quali importi di spesa è stato ridotto il conto complessivo?
6) In altri Comuni della provincia, serviti dallo stesso Ato, le tariffe sono molto più basse. E questo succede anche in Comuni sotto commissariamento. La Commissione ha verificato se esiste disparità di trattamento dell’Ato tra diversi Comuni? E ha analizzato come gli altri Comuni siano riusciti a tenere tariffe più basse?
7) E’ vero che il Comune di Racalmuto ha alle sue dipendenze sedici addetti al servizio di raccolta della nettezza urbana? Quali incombenze hanno oggi attualmente?
8) Qual è la percentuale di evasione fiscale oggi a Racalmuto?
9) Rispetto a due anni fa, quando la stessa Commissione straordinaria, lamentava alte percentuali di evasione fiscale – pari quasi al 50 per cento – c’è stata una riduzione della fascia di contribuenti sconosciuti al fisco di Racalmuto? In quale percentuale?
10) Nell’attuale tassa sui rifiuti presentata ai cittadini, l’introito è destinato esclusivamente a coprire i costi del servizio o vi sono comprese quote destinate ad altre voci di entrata del bilancio Comunale?

Egidio Terrana

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