Racalmuto, quei candidati sindaci che dimenticano la parola mafia

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ELEZIONI RACALMUTO.  Nei programmi elettorali finora diffusi pochissimi riferimenti allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Enzo Sardo dedica un paragrafo alla questione, Carmelo Borsellino una riga, il Movimento 5 Stelle nemmeno una parola. Una svista o una scelta? Colpi di Spillo questa volta ha poca voglia di scherzare.

La parola mafia? A Racalmuto, a quanto pare, non esiste.

Leggere i programmi dei candidati a sindaco è sempre istruttivo, insegna molte cose. Ad esempio, ci fa scoprire che tutti i fatti  successi a Racalmuto negli ultimi vent’anni –  i delitti, le stragi, le indagini, gli arresti, la presenza di cosche mafiose, lo stesso scioglimento dell’ultimo consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e il conseguente commissariamento – non sono mai esistiti. O, se sono esistiti, non sono fatti sui quali mettere l’accento. Meglio dimenticare. Meglio non parlarne.

L'aula del consiglio comunale - Foto Salvatore Alfano

L’aula del consiglio comunale – Foto Salvatore Alfano

Al momento sono disponibili tre programmi di altrettanti candidati e liste: quello di Enzo Sardo, di Carmelo Borsellino e di Luigi Falletti per il M5S. Ebbene, in due casi su tre, nei programmi la parola mafia non viene mai citata. Nemmeno la parola Cosa Nostra. Nemmeno la definizione, più generica, di criminalità organizzata.

Se un marziano atterrasse a Racalmuto e leggesse due dei tre programmi finora diffusi, non avrebbe idea che questo Comune è stato sciolto per  infiltrazioni mafiose nella macchina amministrativa, con alcuni episodi specifici che hanno portato al provvedimento predisposto dal Viminale, approvato dal governo e firmato dal presidente della Repubblica.

Nel programma di “Racalmuto domani”, la lista guidata da Enzo Sardo,  da nessuna parte c’è scritto che le prossime elezioni sono le prime dopo un commissariamento di due anni per ragioni di mafia, ma in compenso uno dei primi punti riguarda la “cultura della legalità e contrasto del fenomeno mafioso”. E qui un intero paragrafo dice:  “Tutta l’attività amministrativa sarà ispirata  al principio della trasparenza e improntata alla cultura  della legalità tale da renderla  impermeabile ad ogni rischio di infiltrazione mafiosa. A tale scopo sarà approntato un  protocollo di legalità con la Prefettura al fine di integrare  i vincoli previsti dalla norme della legislazione antimafia con forme di controllo volontario. Allo scopo di creare un substrato favorevole allo sviluppo civile del territorio libero da ogni condizionamento mafioso sarà incentivata la creazione di una rete di resistenza civile contro tutte le   mafie e contro ogni forma di prevaricazione e violenza. Specifiche iniziative culturali e didattiche saranno rivolte alla scuola di ogni ordine e grado  al fine di rafforzare nei giovani il senso di appartenenza  allo stato di diritto e della responsabilità civile”.

Enzo Sardo

Enzo Sardo

Insomma, Sardo mette in luce due punti: un protocollo di legalità firmato dal Comune con la prefettura per dare strumenti di tutela agli amministratori e sensibilizzazione nelle scuole per la crescita della cultura della legalità. Magari non sarà un programma stratosferico, ma la questione non viene ignorata.

Andiamo a leggere il programma di Carmelo Borsellino. Nel suo manifesto elettorale, quando si citano i principi ispiratori della lista, c’è una semplice dichiarazione d’intenti di una riga appena: “legalità e lotta a ogni forma di prevaricazione mafiosa”. Come? Con quali strumenti? Con quale priorità? Non è specificato.

Quando si parla invece di “recupero delle condizioni di normalità amministrativa” si fa  riferimento al bilancio, ai debiti, ai regolamenti comunali, al decoro urbano, ma nessun riferimento al fatto che il Comune di Racalmuto è stato sciolto per mafia. Niente di niente. Il recentissimo e doloroso passato è scivolato via, come lacrime nella pioggia, diceva qualcuno.

La giunta Borsellino. Da sx Carmelo Borsellino, Valentina Zucchetto, Luigi Romano e Cinzia Leone

La giunta Borsellino. Da sx Carmelo Borsellino, Valentina Zucchetto, Luigi Romano e Cinzia Leone

Il programma del Movimento 5 Stelle, guidato dal candidato sindaco e capolista Luigi Falletti, supera gli altri due. Non spreca nemmeno per una riga per dire, come fa Borsellino, che bisogna contrastare il fenomeno mafioso. Il M5S si preoccupa giustamente della lotta all’obesità infantile, ma sulle cose di Cosa Nostra silenzio assoluto. Mafia a Racalmuto? Quando? Dove?

E’ possibile che i grillini non se ne siano accorti? No, perché quando espongono le loro proposte per risolvere la questione della Tarsu e migliorare il servizio di raccolta dei rifiuti  si ricordano di scrivere  (a differenza di Sardo e Borsellino) che gli organi amministrativi sono stati “sciolti per possibili infiltrazioni mafiose”.

Dunque, i grillini sono informati di quello che è successo a Racalmuto, anche se forse per un lapsus freudiano le infiltrazioni mafiose sono diventate “possibili” (allora è bene ricordare quello che ha scritto il capo dello Stato  nel decreto di scioglimento del consiglio comunale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 aprile 2012: “Dall’esito di approfonditi accertamenti sono emersi collegamenti diretti ed indiretti tra componenti del consesso e la criminalita’ organizzata locale”).

Luigi Falletti

Luigi Falletti

Quali rimedi propone il Movimento? Eccoli: “Incentivare ed incrementare le attività proposte dai giovani per i giovani, per la diffusione della cultura, sport, musica e dei temi sempre importanti della legalità”. Tutto qui.

Colpi di Spillo non riesce a stabilire se queste assenze siano frutto di una svista o di una scelta. E non sa decidere quale sia la risposta peggiore. Ma la mafia è cosa che nessuno può ignorare, soprattutto chi si candida a guidare un Comune sciolto per mafia.

 

 

 

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8 Responses to Racalmuto, quei candidati sindaci che dimenticano la parola mafia

  1. Roberto Salvo Rispondi

    4 maggio 2014 a 13:04

    Anche se non mi piace interloquire con un anonimo, voglio dire al “famigerato” Colpi di spillo che i programmi elettorali vanno presi per quello che sono. Bisogna leggerli, a mio parere, come i “bugiardini” che troviamo nelle scatole delle medicine, prestando attenzione solo a quella parziale verità sugli effetti collaterali. Credo che anche i programmi elettorali che contengono tutto quello che si può desiderare, il famoso “libro dei fogni”, non daranno mai nessuna certezza che le cose saranno realizzate in toto o in parte. Voglio dire al signor Colpi di spillo che sono più preoccupato per l’assenza di cose certe che impegnano i candidati ai loro elettori; per esempio, l’annosa questione del costo zero della politica, potrebbe essere ciò che i cittadini vorrebbero sentire dire, sarebbe la prova del nove che ci si candida solo per il bene del paese e non per occupare un posto, per percepire un gettone di presenza. Per tutto il resto, sono sicuro che tutti i candidati sono in grado di scrivere un programma che soddisfi a pieno le sue aspettative.

  2. Gaetano Scimè Rispondi

    4 maggio 2014 a 14:48

    Carissimo, devo dirlo sei diventato prevedibile. Non so, forse è un riflesso incondizionato appena mi vedi, il braccio parte con quel salutino malizioso, anche mia figlia se n’è accorta, “hai visto Papà ti ha salutato come l’altra volta”, ed infatti eccoci qua un’altra pungolata. Proprio non va giù, ma è la vita.
    Strano, …“da nessuna parte c’è scritto che le prossime elezioni sono le prime dopo un commissariamento di due anni per ragioni di mafia,”… bisognava scriverlo altrimenti è omissione atti d’ufficio? Oppure concorso interno/esterno in associazione mafiosa?
    Questo mi fa capire che hai anche letto, anche, tutto il nostro programma, da bravo cronista quale sei. Un peso una misura. Noi siamo fuori dal sistema e chiedi a Noi.
    Ma il ruolo del bravo cronista non è come si desume dal tuo nome pungolare chi di dovere? Per anni avete avuto a disposizione coloro che dovevano agire. Avete partecipato a miriadi di conferenze stampe. Avete passato le loro dichiarazione senza se e senza ma, ed ora chiedete a noi?
    Si potrebbe anche scrivere:
    ..“Colpi di Spillo non riesce a stabilire se queste assenze siano frutto di una svista o di una scelta. E non sa decidere quale sia la risposta peggiore. Ma la mafia è cosa che nessuno può ignorare, soprattutto chi si candida “Testata Giornalistica Indipendente” in un Comune sciolto per mafia…
    Gaetano Scimè

    • Redazione Rispondi

      4 maggio 2014 a 15:21

      Gentilissimo Scimè, grazie dell’occasione che ci offre. Gli articoli di “Malgrado tutto” sulla mafia a Racalmuto e sulle sue infiltrazioni sono a disposizione sia sul nostro vecchio sito che nella nostra raccolta cartacea (ne dovrebbe trovare copia alla biblioteca comunale di Racalmuto).
      Non è mai elegante autocitarsi, ma per amore di verità sottoponiamo poche righe, tra tantissime, di quanto scrivevamo nel settembre 1991: “Troppo facile dire che i killer venivano da fuori. La faida di Racalmuto è tutta interna agli assetti mafiosi di Racalmuto…Non si può venire a dire che l’escalation criminale non ha alcuna relazione con gli appalti… E’ probabile che nel magma degli appalti pubblici non vada ricercato il movente diretto della faida, ma è ormai opinione corrente tra investigatori e magistrati che quello degli appalti è uno dei fronti attraverso cui passa il controllo della mafia sul territorio… Appunto per questo gli amministratori di Racalmuto devono evitare che si apra questo fronte – se non si è già aperto. E l’unico sistema per frenare le possibili infiltrazioni è quello di rendere noti i nomi degli imprenditori che lavorano con il Comune, dei progettisti ai quali vengono commissionate le opere e affidate le direzioni dei lavori, le cifre dei ribassi e gli stadi di avanzamento. Un’esigenza di trasparenza che adesso diventa un passaggio obbligato”.
      Questo scrivevamo quando ancora doveva nascere la certificazione antimafia, gli albi pretori on line e tutte le regole successivamente adottate. Sono passati ventiquattro anni, le cose scritte restano a futura memoria, se vuole può andare a rileggere tutto, parola per parola. Scrivevamo queste cose quando tanti minimizzavano o giravano le spalle, lo abbiamo fatto per molto tempo e continueremo a farlo.
      E chiederemo a lei, a voi e a tutti gli altri candidati: come mai avete dimenticato di parlare di mafia? Per svista o per scelta? La risposta non è dovuta tanto a noi, ma agli elettori.

  3. Valentina Zucchetto Rispondi

    4 maggio 2014 a 18:53

    Caro Colpi di Spillo, sin dal primo messaggio sulla nostra proposta elettorale abbiamo parlato di CAMBIA-MENTI, di rivoluzione culturale e di voglia di ricominciare partendo dalla gente comune, per il ripristino della legalità, per la trasformazione appunto di un Paese sciolto per Mafia, una trasformazione che deve cominciare dal CAMBIO di MENTALITA’.
    Nel nostro programma il riferimento non è stato inserito in una riga qualunque, o come Voi scrivete in “una riga appena”. E’ stato inserito nei nostri “PRINCIPI ISPIRATORI” ai quali faremo riferimento nella nostra azione amministrativa (se dovessimo risultare eletti), e che riguardano ogni atto ed ogni processo. Ecco come! E siccome non bisogna offendere le intelligenze racalmutesi, è chiaro che noi puntiamo sulla sostanza e non sulla logica dell’apparenza.
    Non importa quanto si sporchi un foglio bianco importa ciò che si intende fare.
    Per ultimo, e per rispondere alla vostra domanda-provocazione, è fortissimo il desiderio di tutti noi di poter ricominciare da dove ci eravamo lasciati vent’anni fa. Con il convegno sul paese della ragione; ragione che si è perduta. Perciò abbiamo forte il desiderio di incominciare proprio da lì; dal riorganizzare (non sarà certo facile), un CONVEGNO ANTIMAFIA dal titolo: RACALMUTO NEL PAESE DELLA RAGIONE “RITROVATA”, al contempo, i più giovani si stanno muovendo perché si possa avere anche a Racalmuto un Presidio di “LIBERA”… Inoltre sarà richiesto alle forze dell’ordine un ulteriore controllo del territorio ed una più forte collaborazione nell’attività di prevenzione, con l’intento di reprimere la microcriminalità.. Grazie Valentina Zucchetto

  4. Racalmuto Domani Rispondi

    4 maggio 2014 a 18:53

    Egr. Colpo di Spillo, ringraziando per il minimo riconoscimento dato al nostro programma sul punto MAFIA, riporto di seguito l’intervento del nostro candidato al consiglio Luigi Capitano nella prima uscita pubblica : “Luigi Capitano, candidato al consiglio comunale, apre il giro di interventi e richiama subito l’attenzione degli intervenuti sul valore essenziale della legalità. L. Capitano sostiene che “tutte le scelte della futura amministrazione dovranno essere eseguite nel rispetto della massima trasparenza, il nostro Movimento sarà baluardo contro ogni forma di infiltrazione mafiosa e prevaricazione, e soprattutto garanzia di diritto e legalità”. L’occasione è stata la presentazione della lista RACALMUTO DOMANI ai cittadini racalmutesi.

  5. Rivoluzione Gentile Rispondi

    4 maggio 2014 a 20:03

    In tempi non sospetti, lontano dalle competizioni elettorali , Enzo Sardo ha operato da cittadino che ama veramente la sua città con un convegno, la presentazione del libro di Livatino , per dimostrare che a Racalmuto c’è gente per bene , in tale occasione nessuno dei molti candidati, che in questi giorni hanno riscoperto di “amare” Racalmuto, era presente ; http://agrigentoweb.it/2012/07/26/si-presenta-il-libro-di-rosario-livatino-non-di-pochi-ma-di-tanti-riflessioni-intorno-alla-giustizia_112123

  6. Santo Petruzzella Rispondi

    5 maggio 2014 a 11:59

    Il fenomeno mafia puo’ essere combattuto con le parole ( vedi taluni gruppi antimafia espressioni del potere economico-finanziario-giornalistico ) e con i fatti .

    Noi abbiamo scelto l’una e l’altra strategia .

    Con riferimento allo scioglimento del “ Consiglio Comunale “ , nella nostra lista non ci sono candidati ex “Consiglieri Comunali”o Assessori ne’ dell’ultima legislatura ne’ di precedenti legislature ( che tu hai definito mafiosi).
    2) Ti invito a leggere una mia nota che gentilmente e’ stata pubblicata in data 2 maggio da Regalpetra Libera , in cui si parla di mafia e di come combatterla.

    Saluti
    Santo Petruzzella
    designato Assessore per il Movimento 5 stelle alle elezioni Comunali di Racalmuto 25 maggio.

  7. Salvatore Petrotto Rispondi

    5 maggio 2014 a 16:03

    Ma, che cos’è la mafia ?

    Mafia è amministrare la cosa comune non nell’interesse collettivo, ma nell’interesse privato.
    Mafia è fare vincere un concorso pubblico ad un candidato predestinato .
    Mafia è fare assumere i propri parenti nei Comuni, nelle Regioni, nelle municipalizzate o negli
    enti a queste equiparate, in cambio di voti o di inciuci vari, senza una pubblica selezione o
    truccando i titoli.
    Mafia è far vincere un bando di gara ad un’ impresa predestinata, o non fare i bandi di gara quando le leggi lo prevedono.
    Mafia è spartire i compensi con gli amministratori.
    Mafia è portare voti al politico (nazionale, regionale, comunale) di turno per ottenere favori.
    Mafia è chiudere gli occhi sull’operato di coloro che non fanno il proprio dovere.

    Io penso che eliminando questo modo di fare e di pensare:
    1) si ridurrà la tassazione :
    EX TARSU
    EX IMU
    NUOVA TASSA SUI SERVIZI INDIVISIBILI

    2) si potrà ripristinare l’asilo nido
    3) si potrà ripristinare la corriera
    4) si potranno stabilizzare i precari

    Solo allora Racalmuto diventerà un paese come tutti gli altri e tutti i cittadini saranno liberi e avranno pari opportunità.

    Saluti
    Santo Petruzzella

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