“Vento di tramontana” tra i banchi della Media “d’Asaro”

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Carmelo Sardo racconta il suo incontro con i ragazzi di Racalmuto: “Sono stato piacevolmente travolto dalle loro curiosità”

Un momento dell'incontroNegli ultimi tre anni, da quando è stato pubblicato il mio romanzo “Vento di tramontana“, mi era capitato di presentarlo e di parlarne un po’ dovunque. Nelle librerie delle principali città italiane; nei caffè letterari; nelle carcere, per ovvie ragioni dato il suo contenuto; nei teatri; nei bar storici (come il Caffè Gambrinus di Napoli); nelle rassegne in piazza; nelle università; nelle scuole superiori e ne dimentico altri. Mai prima d’ora mi era successo di parlare del mio romanzo in una scuola media, con alunni tra i 13 e i 14 anni.

L’esperienza, davvero straordinaria per me, l’ho potuta vivere l’altro giorno alla media “Pietro D’Asaro” di Racalmuto, e vi assicuro, al di là di fasulle retoriche, che mi ha stupito per partecipazione, qualità di interventi e di competenza degli studenti. Quando qualche mese prima ero stato contattato dalla professoressa Mariella Tirone, che mi ha proposto l’incontro, ho accettato subito e con entusiasmo. Non tanto e non solo perchè comunque sono affettivamente legato a Racalmuto da vecchie e qualificanti amicizie (penso agli amici di Malgrado tutto,Carmelo Sardo prima di altri), quanto perchè lasciatemelo dire, Racalmuto è il paese del grande Sciascia, e ogni iniziativa culturale in questo centro, anche se parte dal basso e coinvolge i più giovani, assume un valore intrinseco importante. Detto questo, non sarei onesto se non ammettessi che all’inizio avevo qualche perplessità. Pensavo che il contenuto del mio romanzo potesse apparire un po’ troppo impegnativo per ragazzini di seconda e terza media. Temi duri e scottanti come quelli del mondo carcerario, dei detenuti fine pena mai, del codice non scritto e delle regole che si danno in galera, non pensavo potessero essere comprese fino in fondo dagli alunni. E poi, temevo che alcune scene un po’ spinte e boccaccesche, potessero irrigidire un lettore così giovane. Con mia grande sorpresa, l’impatto a posteriori con i ragazzini ha fugato ogni dubbio. Li ho trovati non solo documentati e preparati, ma anche incuriositi al punto giusto. Le domande che mi hanno rivolto nel corso dell’incontro sono state tutte molto pertinenti e competenti e sono stato ben felice di rispondere. Sono stato piacevolmente travolto dalla loro curiosità su argomenti che a primo acchito sembrerebbero così “adulti”. Un’esperienza che mi ha arricchito anche e soprattutto sotto il profilo umano. Abbraccio qui idealmente uno a uno tutti gli alunni e li esorto a continuare a leggere: loro sanno già che qualsiasi lettura aiuta a crescere e a vivere meglio. E incoraggio i docenti, il dirigente scolastico e tutti gli operatori della scuola impegnati nel compito difficile e importante di educare alla cultura i nostri figli, a non disdegnare iniziative come questa.

Carmelo Sardo

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