“Nauseanti gli attacchi degli ex amministratori”

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Racalmuto, intervista integrale ai Commissari. Tramonti: “Non ci può essere dialogo con chi rifiuta le regole”. Galeani: “Le tasse?C’è chi ha strumentalizzato la vicenda per fini personali”. Buda: “Chi ha amministrato questo Comune è il meno indicato a dare indicazioni ad una Commissione Prefettizia”

La Commissione PrefettiziaTra pochi giorni Gabriella Tramonti, capo della commissione straordinaria che dal 10 aprile scorso amministra il Comune di Racalmuto sciolto per mafia, andrà via. E’ stata a Racalmuto centocinquanta giorni: cinque mesi segnati da due visite del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, da molta attenzione della stampa nazionale, ma anche da dibattiti e polemiche. Abbiamo chiesto a Gabriella Tramonti di tracciare un bilancio di questa esperienza a Racalmuto. E lei lo ha voluto fare condividendo, anche in questa occasione, il colloquio con i suoi colleghi Enrico Galeani ed Emilio Saverio Buda. Ne è venuta fuori questa intervista a tre voci.

Prefetto Tramonti, quando lascerà Racalmuto?

Tramonti: Attendiamo la firma del capo dello Stato sul decreto di nomina del nuovo commissario. Non sappiamo i tempi, comunque questa dovrebbe essere la mia ultima settimana. Io resterò qui fino al passaggio ufficiale di consegne.

Un bilancio di questi centocinquanta giorni: impressioni, riflessioni e anche qualche amarezza?

Tramonti: Ho già detto su questo giornale che Racalmuto è un paese affascinante. L’esperienza qui è stata affascinante, professionalmente e umanamente. Ho avuto tante esperienze nel corso della mia carriera. Questa di Racalmuto la porterò sempre nel cuore perché è stata, seppure nella sua brevità, forte rispetto alla Campania e alla Toscana dove ho già lavorato. Del resto è stato il mio primo incarico in Sicilia. In ogni caso, un’esperienza di altissimo profilo. Ho lavorato bene con i colleghi della Commissione che ha avuto una sola voce, ritenendo di dover di affrontare i problemi con un unico entusiasmo. Abbiamo interagito mettendo insieme tre esperienze diverse, tre ambiti diversi di competenza. Un’esperienza indimenticabile. Quello che più mi soddisfa è di aver cercato di trarre il meglio dall’apparato burocratico del Comune. Abbiamo riscontrato voglia di fare e grande partecipazione. Questo è un buon risultato in un Comune che ha dei problemi seri.

 

 Un Comune che attraversa un momento difficile…

Tramonti: Qui si deve mettere ordine alle procedure amministrative, bisogna ridare entusiasmo e voglia ai dipendenti di lavorare bene. Questa è stata una cosa sulla quale c’è stata una buona risposta. Molti di loro di sono fatti prendere da questo nuovo modo di lavorare. Abbiamo dato dignità ai dipendenti. Loro sono cittadini di Racalmuto e vivono la vita da cittadini e da impiegati.

E prima com’era?

Tramonti: Erano disorientati…

Qual è stato il suo rapporto con il paese?

Tramonti: Si dice che non c’è stato confronto. Tanti invece sono venuti a trovarci e noi abbiamo sempre ricevuto i cittadini. Il dottor Galeani se ne è quasi fatta una missione, parlando con i cittadini. Ma non siamo adatti alle passerelle, e poi siamo stati prudenti. Certi interlocutori, invece, non sempre lo sono stati. Alcuni giorni fa alcune persone hanno insolentito la Commissione, qualcuno che non gradisce le regole. Abbiamo letto su certi blog cose davvero inaccettabili, frutto di strumentalizzazioni, specie sulla malauguratissima Tarsu.

Come mai la decisione di aumentare le tariffe non è stata comunicata per tempo ai cittadini?

Da sinistra Galeani, Tramonti, BudaTramonti: Tutte le delibere sono pubblicate sul sito istituzionale del Comune di Racalmuto. E abbiamo sempre spiegato, anche per la vicenda della Festa del Monte, che i soldi non si buttano. Per la festa si davano oltre trentamila euro ad un Comitato che non esiste e che non ha mai rendicontato nulla.

Galeani: Può anche essere che ci sia stato un difetto di comunicazione. Ma non siamo sindaci…
L’argomento tasse è un argomento sempre sensibile e a Racalmuto c’è chi ha strumentalizzato la vicenda per fini personali.

Tramonti: Su tutto ciò che abbiamo fatto abbiamo comunicato tutto attraverso il sito del Comune, lo abbiamo sempre tenuto aggiornato.

Si parla di esubero dei dipendenti, ma c’è anche chi nega questo dato….

Buda: Le critiche provengono da chi ha amministrato per tanti anni il Comune, cioè il meno indicato a dare indicazioni ad una Commissione prefettizia che deve risanare i danni fatti. Per deontologia della Commissione, non si gradisce avere contatti con le amministrazioni sciolte per mafia. Teniamo una sana distinzione e lontananza da chi ha portato i Comuni allo scioglimento. Ma per venire ai numeri. Ci sono ad oggi 222 dipendenti, di cui 84 a tempo indeterminato più il segretario comunale. A questi si uniscono gli altri, per i quali il Comune affronta una spesa di 200 mila euro. Nel totale abbiamo una spesa di 4 milioni di euro. Una spesa rigida che assorbe ben il 63 per cento delle spese correnti del Comune. Una somma incredibilmente alta. In percentuale abbiamo il 300 per cento di personale in più.

Tramonti: Ma il dato più allarmante è un altro: se sommiamo il mancato contributo di tutti questi anni abbiamo un buco di bilancio da fare paura. L’asilo comunale, per esempio, costava 300 mila euro. Diciotto impiegati per 21 bambini, incredibile. C’è una legge nazionale che prevede che i servizi a domanda individuale devono raggiungere un minimo di copertura del 36 per cento del costo. A Racalmuto, in sede preventiva, questa copertura era dell’1,93 per cento. Abbiamo dunque spostato questi 18 operatori nelle scuole, non sono possibili i servizi personalizzati. E questo, naturalmente, non è piaciuto. Ci sono stati coloro che hanno coinvolto anche i sindacati. E non dimentichiamo la storia del licenziamento di Beniamino Di Gati, condannato con sentenza definitiva. Ancora dobbiamo recuperare i soldi degli stipendi arretrati. Altrimenti la Corte dei Conti li deve recuperare da chi ha permesso tutto questo, causando con il suo comportamento lo scioglimento del Comune. E’ verosimile che nessuno trovava la sentenza di Cassazione che aveva condannato Di Gati? Abbiamo dovuto ricostruire la documentazione che era sparita. E non esisteva, fino ad aprile, un fascicolo sulla Fondazione Leonardo Sciascia o sul teatro. Erano nascosti… Tutto questo lavoro non ci ha permesso in questi mesi di passeggiare in paese.

Galeani: Sulla vicenda della Tarsu, e anche su altro, le forze politiche potevano fare proposte costruttive. Nessuno ci ha detto dove potevamo trovare i soldi per non aumentare la tassa sui rifiuti… Ci sono stati solo attacchi personali…

Tramonti: Attacchi che arrivano dalla rete. Gli anonimi non fanno onore al paese. Noi abbiamo giurato fedeltà alla legge dello Stato, applichiamo la legge e basta.

E allora perché la terna viene scombinata?

Tramonti: Reggere due Comuni contemporaneamente (Marano, in provincia di Napoli e Racalmuto, ndr) così distanti è stato molto pesante, anche se questo non ha impedito di lavorare giorno e notte. Per venire qui faccio viaggi incredibili.

Galeani: La nostra amarezza è quella di non essere stati capiti. Noi dalla gente vogliamo solo proposte costruttive… Sulla Tarsu, ora che i cittadini pagano tutti si lamentano, ma quando il servizio era in parte pagato dal Comune nessuno parlava di disservizi e di paese sporco. Anche i sacerdoti si lamentano della tassa, nessuno capisce che è solo una questione di soldi. E l’attacco che arriva dagli ex amministratori è nauseante.

Tramonti: Siamo andati anche a vedere come è gestito il patrimonio del Comune. Fra le tante cose abbiamo visto l’uso improprio dei beni come l’ex macello comunale che è stato gestito dalla Pro Loco. Addirittura il Comune forniva gli impiegati comunali. La Pro Loco e il suo presidente lì erano abusivi.

Se questo è stato il recente passato, vogliamo parlare adesso del futuro prossimo?

Galeani: Ci apriremo di più con la stampa, anche se finora nessuno, a parte “Malgrado tutto”, è mai venuto a chiedere un incontro o un’intervista. Vorremmo istituzionalizzare gli incontri coni giornalisti, ma non con chi ci accusa. E’ chiaro che non avremo un dialogo con chi scrive bugie.

Prefetto Tramonti, come vuole salutare Racalmuto?

Tramonti: Alla società racalmutese auguro di ritrovare la consapevolezza di essere cittadini. Credo alla partecipazione della gente perché è un momento di altissima democrazia. E voglio ricordare che tutti coloro che sono venuti sono stati, non solo ascoltati, ma accolti dalla Commissione straordinaria.

  Egidio Terrana

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