Primarie, nell’entourage di Bersani serpeggia la paura

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E intanto Berlusconi aspetta domenica per cacciare gli “infedeli” dal tempio

Pier Luigi BersaniTutti appesi ad una data, quella di domenica, quando finalmente sapremo chi guiderà il centrosinistra alle prossime elezioni. Non è solo una partita interna, l’intera scena politica italiana è ferma al varco, attende quel risultato per decidere le mosse del futuro.
Un risultato più in bilico di quanto non si pensi. Molti sondaggisti in queste ore avvertono che, dal punto di vista meramente statistico, quella forbice di 9 punti che separa il segretario dal sindaco di Firenze nella realtà assicura poco e al ballottaggio è successo già molte volte in passato di assistere a clamorosi ribaltoni, ricordare per credere l’ultima corsa al campidoglio, quando Alemanno bruciò al secondo turno Rutelli che sembrava dopo il primo navigare con il vento in poppa e divenne a sorpresa sindaco di Roma.
E così in queste ore nell’entourage di Bersani comincia a serpeggiare se non la paura almeno un po’ di inquietudine e c’è chi inizia a pentirsi di aver voluto a tutti i costi il doppio turno. Se avessero seguito i desideri di Renzi almeno in questo infatti la partita sarebbe già bella e chiusa

 

 

Ma tanté, adesso bisogna rintuzzare la rimonta del “rottamatore”, che contesta le regole e insinua altri dubbi tra gli elettori, sperando di convertire alla sua causa i riluttati vendoliani, a parole, come si sa, schierati senza se e senza ma con il segretario in un patto di ferro che prevede in caso di ingresso di Bersani a Palazzo Chigi una poltronissima per il sindaco di Bari.E così tutti stanno a guardare, Berlusconi aspetta domenica sera prima di decidere se cacciar via gli infedeli dal tempio Pdl o uscirne fuori lui e tornare alla vecchia Forza Italia, liberandosi di tutti i colonnelli ormai sgraditi, Alfano in testa.In questo momento nel centro destra ci sono varie opzioni in piedi: Berlusconi resta nel Pdl e fa piazza pulita di tutti, è questa la linea caldeggiata da Letta e Ghedini; Berlusconi se ne va e torna a Forza Italia, è la linea di Daniela Santanchè e delle “Amazzoni”; se ne vanno gli ex An, La Russa ad esempio vuole allearsi con Storace, ma Gasparri intende restare nel Pdl con Berlusconi o con Alfano; Alfano stesso sogna di tenersi Berlusconi Matteo Renzicome nume tutelare, pronto comunque a farsi di lato, ma solo come estrema razio. Se però Berlusconi lascia il Pdl, Alfano potrebbe essere costretto allo strappo. E poi ci sono Formigoni, Comi, Frattini pronti a creare una lista di appoggio esplicito a Monti allineata con il PPE, il Partito Popolare Europeo.Se però a vincere le primarie del centrosinistra domenica dovesse essere Renzi, beh allora tutto cambierà, lo stesso Pd potrebbe implodere, e le mosse del centrodestra cambierebbero forzatamente visto che lo stesso Berlusconi continua a parlare di Renzi come di un vero socialdemocratico, ed anche se in molti chiamano questa definizione: bacio della morte, significa che con Renzi le scelte reali potrebbero essere altre. E con Monti candidato premier anche il ruolo di Monti, riserva della Repubblica pronto al bis, cambierebbe.Tanti se, come si vede, poche idee, ma confuse, direbbe il vecchio saggio Flaiano perché come sempre in Italia le opzioni nella politica delle parole al vento sono milioni di milioni, come le stelle.

 

Luigi Galluzzo

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