Ritratti: Pietro D’Asaro

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Quella dei ritratti di uomini illustri racalmutesi è stata sicuramente una delle rubriche più apprezzate della versione cartacea del nostro giornale. Ad essa, infatti, i nostri lettori hanno sempre guardato con notevole interesse. Per i tipi di “Malgrado Tutto” nel 1993 il Prof. Salvatore Restivo ha pubblicato ventidue brevi biografie, tracciando così, attraverso i personaggi, quattro secoli di storia di Racalmuto.
Riproponiamo per la rete questa rubrica per nuovi lettori. E oggi come allora la dedichiamo ai giovani, perché non vada perduta la “memoria storica” del paese.

Pietro D’Asaro
Pittore (1579 – 1647)

Madonna della CatenaPietro D’Asaro nacque a Racalmuto nel 1579. Ancor giovane lasciò il proprio paese per trasferirsi a Roma dove conobbe lo zoppo di Gangi che divenne il suo maestro. Lo troviamo attivo a Genova, dove lasciò pregiati documenti della sua arte. Dopo aver raggiunto una certa agiatezza ritornò in Sicilia e si stabilì a Racalmuto. Da qui iniziò un’intensa attività pittorica ed i suoi quadri furono richiesti non solo nell’Agrigentino, ma anche da ogni parte della Sicilia. Morì a Racalmuto l’11 giugno 1647, interrompendo la sua felice carriera artistica. La personalità artistica di Pietro D’Asaro si inquadra in un momento complesso della storia italiana. E’ il momento felice del Caravaggio che diventa per i giovani pittori il punto di rifermento e la sua arte conquista persino il “Monocolo di Racalmuto”, già vicino ai modi di Filippo Paladino, molto attivo in quel periodo in Sicilia. L’arte di Pietro D’Asaro ha saputo sintetizzare maestralmente la raffinatezza cromatica del ‘500 e la nobiltà compositiva con gli elementi naturalistici nel libero evolversi del verismo meridionale. Così, pur restando fedele all’arte del grande maestro, riesce ad ottenere un equilibrio formale che mai gli impedì di accogliere le novità introdotte nella pittura da Guido Reni e dal Lanfranco. A Racalmuto ha lasciato i documenti più eloquenti della sua arte: nella chiesa di San Giuliano, nella chiesa del Carmine, nella chiesa Madre, nella chiesa dell’Itria e nella chiesa del Monte.
Molto bella è la tela della “Madonna della Catena” che in maniera inconfondibile richiama i temi tanto cari a Leonardo e al Caravaggio che riuscivano a definire i volumi solo per forza di luce.

Così pure evidente l’influsso leonardesco nella “Adorazione dei pastori” (1609). Nella Maddalena è evidente il trapasso delle forme pacate tipicamente rinascimentali a quelle barocche, ma moderate. Anche qui la figura emerge dal buio, illuminata violentemente da un fascio di luce che rende a dare plasticità e movimento al personaggio di squisito sapore caravaggesco. Significativa è anche la grande pala d’altare della chiesa Madre di Racalmuto riproducente la “Cena in casa di Simone” e la “Sacra Famiglia” nella chiesa del Carmine. Molto preziosa è anche la tela dipinta per la chiesa della SS. Trinità di Licata, oggi restaurata e custodita nel palazzo di città.
In questa grande pala d’altare, che rappresenta la SS. Trinità, l’artista è molto vicino agli esiti di Filippo Paladino che a Licata, nella chiesa di San Domenico, ha lasciato pregiati documenti della sua pittura.
La fonte bibliografica più informata , e quindi più attendibile su Pietro D’Asaro, è P. Fedele da San Biagio Platani (1717 – 1801), pittore e letterato.
Le notizie che dà sono contenute nei suoi “Dialoghi familiari sopra la Pittura difesa ed esaltata…”, pubblicati a Palermo nel 1788.
A Pietro D’Asaro, che chiama l’Orbo di Racalmuto e definisce un “virtuoso disegnatore”, dedica molte pagine, sufficienti a chiarirci la personalità artistica e la statura di quest’uomo che ha seminato le sue opere in ogni parte della Sicilia.
Per avere però una conoscenza più completa dell’artista è necessario attingere anche alle notizie che Nicolò Tinebra Martorana nel suo libro “Racalmuto – Memorie e tradizioni”, ristampato nel 1982, agli studi fatti dal prof. Raffaele Grillo, al catalogo “Pietro D’Asaro. Il monocolo di Racalmuto”, stampato dalla Soprintendenza ai beni artistici e storici della Sicilia occidentale nel 1984 a cura di Maria Pia Demma, con prefazione di Leonardo Sciascia. Su D’Asaro, infine, approfondite ricerche sono state condotte da Don Biagio Alessi.

Salvatore Restivo

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One Response to Ritratti: Pietro D’Asaro

  1. arturo anzelmo Rispondi

    2 marzo 2017 a 15:22

    Sulla Madonna della Catena si confronti un mio pezzo in L’Isola ricercata a cura di Antonino G Marchese
    Arturo Anzelmo

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