Parla Montante, presidente Confindustria Sicilia

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“Risorse e investimenti per fare di Racalmuto la capitale di un distretto turistico”

Antonello MontanteAntonello Montante è un ciclista. La sua famiglia fabbrica bici da tre generazioni, perché ha nel sangue la passione per le pedalate. E ogni domenica Montante parte da Serradifalco, il suo paese, per percorrere decine di chilometri. Il suo percorso preferito è quello che collega, attraverso vecchie strade provinciali, Serradifalco a Racalmuto. Una quarantina di chilometri attraverso una campagna bella e antica che cambia colore e aspetto di stagione in stagione. Forse durante una di queste pedalate è nata l’idea di trasformare questa zona in un laboratorio per lo sviluppo turistico. E il quartier generale di questo laboratorio sarà proprio Racalmuto, dove viene firmato il protocollo fra i ministeri dell’Interno, dei Beni Culturali e dell’Istruzione per il rilancio imprenditoriale.

 

“A Racalmuto non c’è bisogno di costruire una fabbrica, perché la fabbrica esiste già”, spiega Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia. “La fabbrica di Racalmuto è la sua storia, i suoi edifici come il Castello Chiaramontano e il teatro Regina Margherita, la Fondazione Leonardo Sciascia, la sua campagna e le sue miniere”. Così nasce un progetto che mette Racalmuto al centro di un territorio reale, ma anche letterario e storico che va dal mare di Porto Empedocle al distretto minerario di Caltanissetta, coinvolgendo Montedoro, Aragona, Serradifalco, Milena e molti altri paesi. “Un territorio capace di offrire al turista il mare a una ventina di chilometri, i prodotti dell’agricoltura, la gastronomia, la grande letteratura di Sciascia, Pirandello e Camilleri, il fascino delle miniere”.
Per fare questo ci vogliono risorse. “Il protocollo d’intesa significa l’attivazione del Pon sicurezza e il coinvolgimento del Miur”, continua Montante. “In altre parole, risorse finanziarie per far nascere nuove imprese, per non far morire quelle già esistenti, per creare strutture di accoglienza, agriturismi, alberghi, agenzie di viaggi, botteghe di artigianato e di prodotti locali. La presenza dei ministri a Racalmuto non è certo una semplice passerella di autorità, ma l’avvio di una speranza per trasformare la cultura in impresa e per rianimare la cultura d’impresa”.
Eppure gli scetticismi resistono. Troppe volte i siciliani hanno visto arrivare ministri e autorità, ma le cose non sono cambiate. “Questa volta Confindustria ha voluto porre Racalmuto al centro dell’attenzione del governo”, dice ancora il presidente di Confindustria Sicilia. “Il commissariamento del Comune è sempre un evento terribile per una comunità, ma questa volta non è solo un vincolo, può essere invece l’occasione per tornare presto a una normalità amministrativa, forti di nuove risorse, di nuove possibilità. Ad esempio, è nato il distretto turistico minerario che coinvolge le province di Agrigento, Caltanisetta ed Enna con la Camera di Commercio come capofila. Riaprire le miniere, mostrare la loro bellezza, ma anche ricordare la drammatica storia di chi ci ha lavorato, può essere un’attrattiva fortissima per i turisti. Per non parlare del fascino del nostro territorio. Insomma, tutto questo va messo a reddito. Capisco lo scetticismo, ma questa volta bisogna sedere tutti attorno a un tavolo e studiare progetti per far decollare il turismo di questa zona della Sicilia”.
E qui Racalmuto ha un ruolo centrale. “Sì, perché è un modello di cultura,di storia, di cura architettonica. Un esempio che va esportato”. Racalmuto diventa quindi un modello positivo? “Certo, è una comunità viva, capace di esprimere idee, forte della sua storia. Ma tutti devono essere coinvolti: le forze culturali, la società civile onesta, i giovani che hanno il compito di rompere la crosta di scetticismo dei più anziani. Non sarà certo facile, ma è possibile. Confindustria Sicilia ci crede, ci credo io, da siciliano di questa zona e da imprenditore. E per questo abbiamo indicato Racalmuto come laboratorio di una nuova Sicilia che non faccia più emigrare i suoi giovani, che sia capace di attrarre investimenti dall’esterno, che sia capace di dare speranza e fiducia a chi ha voglia di fare”.

                                                                 Gaetano Savatteri

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