La malattia che “preferisce” soprattutto le donne

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La Polimialgia reumatica colpisce, con più frequenza dopo i 50 anni, entrambi i sessi, ma tre volte di più il gentil sesso.

poli unoDolore al collo, alle spalle, alle anche, agli avambracci, alle gambe, ai muscoli, rigidità al mattino o dopo un lungo riposo, edema (gonfiore per ritenzione di liquidi) al dorso delle mani e dei piedi, febbricola, mancanza di forze, difficoltà ad alzarsi dal letto, dalla sedia, uscire dalla macchina, salire le scale, farsi il bagno, pettinarsi i capelli, allacciarsi le scarpe o a togliere la maglietta o il giubbotto, mancanza di appetito, più raramente dolore o rigidità ai polsi ed alle ginocchia, depressione, sensazione generale di malessere, disturbi del sonno, sindrome del tunnel carpale: infiammazione del nervo mediano che innerva il pollice, l’indice ed il medio della mano…questi alcuni dei sintomi della “polimialgia reumatica” (PMR).

La PMR è un processo infiammatorio che interessa la zona cervicale, la regione articolare delle spalle, la zona pelvica delle anche, delle gambe e degli avambracci ed appartiene alla famiglia delle patologie reumatiche. E’ una malattia dove il sistema immunitario scatena il processo infiammatorio non riconoscendo i propri tessuti ed attaccandoli e gli organi bersaglio sono le borse sinoviali delle articolazioni, cioè quelle strutture che contengono il liquido sinoviale che nutre la capsula e funge da lubrificante delle parti in movimento.

La malattia colpisce entrambi i sessi, con maggiore frequenza dopo i 50 anni. In Italia si osservano circa 50 casi ogni 100 mila abitanti e colpisce le donne tre volte più frequentemente degli uomini. I sintomi iniziano rapidamente, entro due settimane. Raramente colpisce individui con età inferiore ai 50 annii e la maggiore incidenza è a partire dala settima decade.

La causa che genera la malattia è sconosciuta. Si suppone vi sia una predisposizione genetica fra gli individui colpitii e come avviene nei casi di predisposizione genetica, alcuni geni (si presuppone), aumentano nell’individuo portatore la suscettibilità a contrarla, ma solo una causa concomitante specifica  può favorirne l’insorgenza, per esempio: un’infezione ad opera di un virus (fra le varie ipotesi); dunque, un’esposizione ambientale, se è vero che nuovi casi di PMR si sviluppano stagionalmente. L’etnia va presa in considerazione se è vero che la malattia colpisce molto di più gli europei.

polim 2La limitazione funzionale rappresenta il sintomo principale della PMR e ciò vale per tutte le altre patologie reumatiche a carico delle articolazioni. Spesso esordisce in maniera subdola e a poco a poco. La sintomatologia dolorosa si avverte al calar del sole, limitando il riposo notturno. La diagnosi si basa essenzialmente sulla storia clinica del paziente e dei sintomi persistenti comparsi almeno da due settimane.

Non esiste un test specifico per la PMR, ma si procede, come prima indagine, con gli esami emato-chimici attraverso un prelievo di sangue, attraverso il quale si indagherà sugli indici di flogosi (infiammazione), fra cui: proteina C reattiva e la ves ( velocità di eritrosedimentazione) che risulteranno molto alte nella maggior parte dei casii, ma non è la regola, difatti questi due parametri emato-chimici, possono risultare nella norma pur avendo il paziente la patologia in atto. TAC e Risonanza Magnetica possono essere d’aiuto per lo specialista per individuare l’eventuale grado di danno a carico delle articolazioni.

Come si cura la polimialgia reumatica? Solitamente i pazienti non trovano sollievo dall’assunzione di anti-infiammatori non steroidei (FANS: aspirina,aulin,voltaren), mentre i cortisonici rappresentano la terapia di scelta, considerato che all’assunzione corrisponde il cessare della sintomatoliogia dolorosa ed invalidante. Per ridurre le dosi di cortisone può essere associato un chemioterpico (a dosi ridotte) : il methotexatre, farmaco utilizzato nell’artrite reumatoide. Inoltre sono stati sperimentati nuovi farmaci biologici con risultati ancora incerti. Nel 15-20% dei casi può subentrare una complicanza per la quale è importante intervenire con una terapia medica tempestiva ed è l ‘arterite temporale: un’infiammazione delle arterie temporali nelle tempie che si presenta con dolori lancinanti in questa sede, cefalea intensa, disturbi della masticazione, dolorabilità al cuoio capelluto, disturbi della vista fino alla cecità.

La prognosi  della PMR è benevola. la malattia non dovrebbe durare più di 6-9 mesi, alle volte però il decorso puo’ superare i 12 -18 mesi e questo vuol dire che l’assunzione di cortisone, per evitare spiacevoli ricadute andrebbe somministrato fino ai 2 anni dal cessare della malattia. Di certo, il cortisone, seppure ‘miracoloso’ (il paziente riprende quasi totalmente le normali abitudini di vita e di movimento fisico) causa non pochi effetti collaterali quali: diminuizione della sorveglianza immunitaria, debolezza muscolare, aumento considerevole del peso corporeo, i induce ipertensione, diabete, osteoporosi e per quest’ultima eventuale complicanza è bene  assumere contemporaneante vitamina D3 (contro la decalcificazione ossea) e alternane i corticosteroidi con il methotrexate.

polim 3Regole primordiali per assumere i cortisonici: il cortisone va assunto la mattina a digiuno, durante la colazione; non esporsi per lungo tempo al sole dopo l’assunzione, seguire una dieta ipocalorica ricca in verdure e soprattutto non mangiare fuori orario; importantissima l’attività fisica: passeggiare, fare cyclette, ginnastica in acqua.

Noi medici possiamo raccomandare anzitutto la terapia fisica per aiutare il paziente a ritrovare la forza e la giusta energia per svolgere le normali attitudini quotidiane; è ovvio, che il paziente affetto da PLM dovrà non soltanto ascoltare i consigli del medico, ma metterli in pratica, per cui dovrà  attentamente attenersi alla dieta, al controllo della pressione e ad intraprendere attività fisica come il nuoto e lunghe passeggiate. In caso di osteoporosi (nei casi gravi provoca fratture spontanee alle ossa, oltre che invalidità fisica), è importante sollecitare il normale rinnovo del tessuto osseo attraverso lunghe passeggiate e, d’estate, a piedi nudi sulla sabbia, la passeggiata, è di buon auspicio per scongiurare peggioramenti, per averne benefici fisici e mentali, ed è un grande aiuto per la colonna vertebrale.

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