E il Transatlantico rimase vuoto

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Cronache di fine legislatura. Nei corridoi delle due Camere solo sparuti drappelli di funzionari tristi e portaborse che vagano nel buio di reincarichi tutti da conquistare

altIl corridoio dello struscio ora è vuoto. Dentro il Palazzo, nel Transatlantico della Camera, nel luogo in cui si decidono tra un sorriso ed un crocicchio i destini del paese non transita quasi più nessuno. Finita è la legislatura e dunque chi ha strappato per i capelli una candidatura gira per paesini e città in collegi di prestigio o remoti alla ricerca dei consensi necessari per tornare. Chi è stato trombato rimugina come farla pagare a chi ha deciso l’esclusione o che professione intraprendere da grande. Sono i giorni mesti di fine legislatura, quelli in cui nei corridoi delle due Camere, a Montecitorio così come a Palazzo Madama, si incontrano solo sparuti drappelli di funzionari tristi, si respira un’aria di disarmo e i portaborse vagano spenti nel buio di reincarichi tutti da conquistare.

 

Durerà poco a questo giro, con le Idi di Marzo il Parlamento sarà di nuovo pieno con carica dei Peones che a questo giro si immaginano di nuovissimo pelo. Molti grillini arriveranno, dal loro numero reale dipendono molte sorti di una nuova legislatura che potrebbe essere di grandi riforme come di grandi rinvii. Se vincerà Bersani anche al Senato forse riuscirà anche a smussare le voglie iconoclaste di Vendola e a portare avanti le due tre riforme essenziali perché il Transatlantico che porta la Nazione non affondi, Se la vittoria sarà dimezzata costringendo Bersani a trattare allora sarà una legislatura breve e forse caotica, un tirare a campare di prodiana memoria. Se vincerà Berlusconi chissà che sarà. E dal voto di febbraio dipende quello di maggio, l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Sarà la prima volta di una donna? Bonino, Finocchiaro? O rispolvereranno un intramontabile come Amato, oppure Prodi rispunterà dal suo esilio emiliano? La via è stretta. La crisi feroce. E come direbbe il sempre profetico Flaiano le idee restano poche, ma confuse.

Luigi Galluzzo

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