E Favara fa ambo sulla ruota di Roma

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Bosco e Moscatt. Nella città chiaramontana guardano con speranza ai due nuovi parlamentari. Di schieramenti diversi, ma con un elemento in comune: la coerenza

altNon solo pioggia e grandine su Favara. Ieri sera sulla cittadina chiaramontana è “piovuta” da Roma una bella notizia: Angelino Alfano rinuncia al seggio siciliano per quello piemontese e da spazio a Nino Bosco, uno dei suoi principali uomini di fiducia. Ed allora, nell’estrazione del giovedì, sulla ruota di Roma esce un “ambo” tutto favarese: Tonino Moscatt e Nino Bosco hanno un seggio a Montecitorio.

E nella storia di Favara il 15 marzo 2013 sarà una data da “scrivere” sui libri e sui principali documenti cittadini. Non si era mai verificato, infatti, che la città che diede i natali a Gaspare Ambrosini ritorni ad occupare ben due scranni nella più importante Camera del Parlamento. E come Ambrosini, che ha scritto parti importanti della Costituzione post repubblicana, Bosco e Moscatt sono chiamati a “scrivere” parti di un cambiamento che le urne hanno a chiare lettere richiesto. Se Moscatt è una new entry (ha in passato ricoperto l’incarico di Assessore Comunale nella giunta-Airò) Nino Bosco va a Roma fregiandosi già del titolo di “onorevole” ricevuto in Sicilia con la elezione all’Ars nelle file del PDL. Ma proprio ad ottobre scorso il segretario provinciale del PDL non aveva ottenuto la riconferma. Ma per Nino Bosco non tutti i mali vengono per nuocere. Anni fa era ad un passo dalla candidatura a sindaco della città, a capo di una “coalizione di responsabilità”. Fece un passo indietro, proponendo e sostenendo alla massima carica cittadina l’avvocato Mimmo Russello, eletto poi sindaco. Il suo “sacrificio” fu premiato direttamente da Alfano, favarese di origine da parte materna, che lo inserì e fece votare con una valanga di preferenze (17.000 in provincia) a Palazzo di Normanni. Bosco in questi anni è stato anche il coordinatore provinciale del partito di Berlusconi e uno degli sponsor iniziali del sindaco Sasà Manganella, successivamente “mollato”. Alle scorse elezioni regionali ottenne “solo” 4000 voti, rimanendo fuori dall’Ars. Ma, come detto, Alfano ha premiato la coerenza politica e l’impegno di partito del giovane favarese, tanto da inserirlo in “posizione utile” nella lista della circoscrizione SICILIA 1. Con il “porcellum” è stata il primo dei non eletti, ma a Favara in tanti hanno pensato che l’Angelino non l’avrebbe lasciato nella lontana periferia agrigentina. Ed allora, forse in maniera programmata, il 14 marzo Alfano ha deciso di optare per un collegio del Nord. Proprio il 14, giorno di compleanno di Nino Bosco. Per Nino un giorno speciale, da “doppi auguri”. Per Favara si apre una nuova stagione politica. Pur essendo i due parlamentari inseriti in “gruppi” contrapposti (Pd-Pdl) hanno l’obbligo di trovare un’intesa per il bene di una città spesse volte abbandonata dai Palazzi che contano. Moscatt e Bosco hanno dalla loro parte un “elemento” in comune, molto raro per chi fa in politica: la coerenza. Pur vivendo stagioni altalenanti, tra successi e delusioni, entrambi hanno dimostrato coerenza nelle proprie posizione, non cambiando mai casacca. A differenza di tanti “mercenari” di casa nostra. Ed allora, adesso, la città chiede loro di affiancare alla coerenza, già ampiamente dimostrata, anche l’impegno per portare su Favara sia il bel tempo che anche una “pioggia” di finanziamenti. Intensa, come quella di questi giorni di “freddo primaverile”.

 

Giuseppe Piscopo

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