Cammara, in Biblioteca la presentazione de “La Net Comunicazione politica”

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Nel saggio di Francesco Pira come si muovono sul web partiti, movimenti e cittadini elettori

altIn Italia la politica subisce il fascino della Rete ma non la utilizza per come dovrebbe essere usata. Un lavoro di ricerca che è diventato un saggio che sarà presentato il prossimo venerdì 24 gennaio 2014 alle 17 presso la Biblioteca “Mons. Domenico De Gregorio a Cammarata. E’ l’ultimo libro del Professor Francesco Pira, Docente di Comunicazione e Giornalismo dell’Università degli studi di Messina. Introdurrà i lavori l’Assessore alla cultura, Maria Di Grigoli, che ha organizzato l’evento a cui porterà l’indirizzo di saluto il Sindaco Vito Mangiapane. Il volume di Pira, sociologo, giornalista e Consigliere Nazionale dell’Associazione italiana della comunicazione pubblica è già alla terza ristampa. E’ stato presentato alla Camera dei Deputati ed in molte città italiane e sedi universitarie.

“La net Comunicazione Politica” quella che nasce e vive sul Web, come detto, è l’argomento del libro di Pira edito da Franco Angeli nella Collana di Scienze della Comunicazione diretta dai professori Marino Livolsi e Mario Morcellini.
Già il sottotitolo da una prima risposta sul contenuto: “Partiti, movimenti, cittadini-elettori nell’era dei social network”.

Nel nostro paese i social network sono utilizzati dal 58% dei politici italiani e in prevalenza da giovani politici under 30. Sottolinea l’autore: “Se i social network sembrano essere più graditi ai nostri politici tanto che un parlamentare su tre è presente su Facebook, il modo con il quale si relazionano o per meglio dire non si relazionano resta il punto centrale”.

Secondo Francesco Pira: “a tutti i livelli, politica locale, regionale, nazionale, la Rete vive come strumento di supporto al marketing elettorale, ma non svolge quel ruolo che sarebbe il suo naturale, per la costruzione della partecipazione, discussione e rafforzamento, del consenso nel tempo. Per la nostra politica è difficile pensare di entrare nella logica della comunicazione in rete, dove non si è più fonte (soprattutto per i giornalisti) ma uno dei nodi”.

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