Fondato a Racalmuto nel 1980

Un grande uomo di cultura che ha lasciato un segno tangibile nella sua città

Raimondo Moncada ricorda Francesco Cassar

Francesco Cassar, foto di Raimondo Moncada

Un grande uomo di cultura, uno storico, un saggista, uno scrittore, un divulgatore. Oltre per i suoi preziosi libri è ricordato anche per essere stato direttore della biblioteca comunale “Aurelio Cassar”, dedicata allo zio.

Francesco Cassar ci ha lasciato una enorme eredità, un patrimonio culturale frutto di appassionate e meticolose ricerche storiche che sono poi confluite in tanti volumi. Una ricchezza che è un dono alla sua città che ha amato a tal punto da dedicarle gran parte della sua esistenza da studioso, da storico, da amante della verità.

L’ultimo libro al quale ha lavorato per oltre dieci anni è Sciacca, cultura del ‘900 (Melqart Communication, 2020). Francesco Cassar racconta la storia del XX secolo di Sciacca attraverso le monografie di ben 141 protagonisti: politici, sacerdoti, giornalisti, scrittori, artisti, scultori, personalità che hanno lasciato un segno tangibile del loro passaggio nella crescita e nell’evoluzione culturale della città.

E un segno più che tangibile lo ha lasciato pure lui, con la sua attività al Comune di Sciacca e con le sue numerose pubblicazioni come: Viaggiatori a Sciacca, Storia di Sciacca – dalle origini al secolo XIV e Storia di Sciacca II secoli XV -XVI, I dipinti votivi di Sciacca, Sciacca, attualità storico-urbanistica delle ascendenze arabo-normanne, Aristofane a Sciacca, Saverio Friscia tra Risorgimento e Stato unitario, I dipinti votivi di Sciacca ecc.

Nella prefazione alla sua seconda storia di Sciacca, Francesco Cassar fa cenno al suo amore per la lettura, la ricerca, la divulgazione e al tempo necessario, anche se lungo, che dedicava a ogni sua singola opera, riprendendo una risposta data dallo zio Aurelio Cassar (“Non sono che un cameriere della cultura”) a chi ne elogiava l’attività: “Non sono che un cameriere della cultura: lo ripeterà in altre occasioni. Oggi posso dire che nel mio animo e nel mio piccolo si agita identico sentire, ad ogni costo improntato da sincero amore per Sciacca con le sue luci e le sue ombre; non a caso quasi tutti i miei lavori citano nel titolo il toponimo Sciacca. Per questo non ho voluto essere troppo spedito. Ho avuto ragione a scrivere altri libri? Direi di sì, perché quelle esperienze mi hanno aiutato ad approfondire, sopportandone il peso, l’intera vicenda della nostra città”.

La sua passione per la divulgazione e la condivisione del sapere lo ha spinto a condurre delle rubriche di arte e cultura su Tele Radio Sciacca (che ha edito anche alcune sue opere), a scrivere sui periodici locali Otto e mezzo e Controvoce, e a collaborare con giornali della provincia come il settimanale cattolico L’Amico del Popolo.

Il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nel 1993 gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Per la sua attività hanno espresso apprezzamenti pubblici personalità del calibro di Leonardo Sciascia, Francesco Renda, Santi Correnti e Denis Mack Smith.

Nato nel 1940 “da famiglia sciacchitana di ascendenza maltese”, Francesco Cassar ci ha lasciati l’11 giugno 2023.

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