Fondato a Racalmuto nel 1980

“La città dei miracoli”

Ci sono diverse anime nel libro di Enzo Alessi                                                                   

Ci sono diverse anime nella Città dei miracoli. C’è l’anima del cronista, c’è quella del drammaturgo, quella del narratore, quella del regista, quella dell’osservatore, di chi scrive e mette in scena storie e personaggi nella loro quotidianità, nella loro follia, nella loro tragedia, nel loro diventare metafore e caratteri tipici di una terra già di per sé pure pirandelliana.

Dietro i personaggi, dentro le storie narrate con mano felicissima e un’ironia che incornicia le dolorose verità, ci sono delle persone vere, come Tanu Munnizza, il netturbino che ha salvato tanti agrigentini dalle conseguenze della frana; c’è il cronista di nera proveniente dalla vicina piccola Mosca; e poi ancora l’avvocato Cotrone, Nenè, Vittorio, Pepè, Cecè, Maria la cantante, Saro il sacrestano, Crocifisso.

“Sono, nel senso migliore del termine, il bestiario che racconta la storia favolistica della Città dei miracoli” scrive nella sua prefazione Antonio Liotta, l’editore di Medinova che ha pubblicato queste “microstorie esemplari che fanno vivere una comunità in cui solo il particolare occhio scrutatore dalla elevata sensibilità di Enzo Alessi ha potuto  consegnarci in questo libro dalla narrazione fresca e pungente, dal linguaggio crudo e concreto, personaggi che acquistano un pieno valore letterario”.

C’è tanto di vero e tanto di verosimile e tanto di fantastico in una città profondamente vissuta, sotto vari aspetti e in ogni suo angolo sia dal suo autore e sia da chi scrive questa nota che nella città dei miracoli è nato ed è cresciuto, nel suo centro e nella sua lontana periferia.

“Non si chieda all’autore dove la realtà diventa fantasia e viceversa” avverte Enzo Alessi ad apertura del libro, spiegando al lettore che “un miracolo è un evento straordinario di cui tutti si accorgono o dovrebbero accorgersi”, mentre “in questa raccolta di dieci novelle c’è la celebrazione di un miracolo nel miracolo: non accorgersene”. Dice ancora l’autore: “Entriamo nella dimensione della favola, della narrazione fantastica per inseguire metafore e scoprire il narrato che ci appartiene”.

 

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