Fondato a Racalmuto nel 1980

“Surfararu per un giorno”

Comitini. Studenti impegnati come guide e come figuranti all’interno di un allestimento scenico realizzato dentro una miniera

Comitini, Miniera. Foto di Maria Rita Grassagliata

Il Comune di Comitini in collaborazione con il Liceo Statale “Martin Luther King”, l’Istituto Comprensivo “Angelo Roncalli” – Plesso “Ciranni” di Comitini e la Biblioteca Comunale “Angelo Cutaia” di Comitini ha presentato “Surfararo per un giorno”. L’evento, pensato come attività conclusiva del progetto “Pirrera nostra”, svolto dagli studenti del Liceo Statale Martin Luther King di Favara, ha visto gli studenti impegnati come guide e come figuranti all’interno di un allestimento scenico realizzato dentro una delle miniere di Comitini. Gli studenti del “M.L.King” hanno accompagnato i gruppi di visitatori nelle visite guidate dei vari ambienti e alle strutture archeologiche industriali.

Nel corso dell’iniziativa sono state illustrate le fasi di lavorazione dello zolfo, sono stati eseguiti alcuni brani e letti testi letterari della tradizione mineraria. Particolarmente toccante è stato il ricordo delle vittime del lavoro nelle zolfare di Comitini nel ventesimo secolo realizzato attraverso testimonianze.

Tra le comparse, anche gli alunni del plesso “Ciranni” dell’Istituto Comprensivo “Roncalli”, che hanno partecipato all’evento a conclusione del Progetto “Comitini e le sue Miniere”, realizzato con la collaborazione del professore Benedetto Raneri. Gli studenti del “Roncalli” hanno impersonato i “carusi”, figura magistralmente descritta da Luigi Pirandello in alcune sue novelle, tra cui la celebre “Ciaula scopre la luna”.

“Quella di oggi – dice Luigi Nigrelli, sindaco di Comitini- è stata una giornata straordinaria: abbiamo avuto la possibilità di rievocare il nostro passato, di rivivere ciò che hanno vissuto i nostri antenati, di immaginare come poteva essere il lavoro di chi trascorreva le sue giornate, e anche le sue notti, all’interno delle miniere. La storia del nostro paese e la storia di paesi a noi vicini, quali Favara, Grotte, Aragona, Racalmuto, è fortemente legata alle miniere, al duro e stremante lavoro dei minatori, alle vicissitudini di uomini di ogni età che passavano intere giornate nel sottosuolo, inghiottiti dalla terra, intenti a picconare incessantemente all’interno delle cave per ricavare lo zolfo, quel minerale prezioso che consentiva di portare avanti la famiglia”.

Nel suo intervento il sindaco fa riferimento anche ai “Carusi”, indicando i piccoli impersonati dagli studenti del “Roncalli”, costretti a lavorare in miniera per un pezzo di pane. “Ciò che abbiamo avuto la possibilità di osservare e vivere oggi, ci deve fare riflettere sulla realtà vissuta dai nostri antenati, su quanto fosse complicata e difficile la loro quotidianità, ed è necessario esprimere loro la nostra gratitudine per tutto ciò che hanno fatto e costruito con enormi sacrifici e rinunce, permettendoci di essere oggi qui, scrivendo una pagina importante della nostra storia, sebbene intrisa di sofferenza, fatica, sopraffazione, di tanti incidenti e di numerose tragedie che si sono consumati all’interno delle miniere e che hanno strappato la vita di padri, figli e fratelli innocenti all’affetto dei propri cari”.

L’appello finale del primo cittadino richiama i presenti ad alimentare la memoria storica e a tramandarla alle future generazioni.

“La partecipazione a questo evento – dice Carmela Figliola, docente del Roncalli- è stata un’esperienza unica non solo per gli studenti, ma anche per gli ospiti presenti. I ragazzi del Martin Luther King, insieme a quelli del Roncalli, guidati dal professore Raneri, ci hanno fatto emozionare. Le loro interpretazioni sono state toccanti, coinvolgenti, emozionanti. Se questi studenti sono stati tanto bravi, credo che parte del merito vada ai loro docenti. Il professore Raneri ha saputo trasmettere ad ognuno di loro la passione e l’amore per le tradizioni e la cultura popolare, da custodire e tramandare come patrimonio della collettività.”

Vivere l’esperienza di “Surfararo per un giorno” per chi c’era è stato come aggirarsi all’interno di un set cinematografico. Perfetta la regia, fedeli gli allestimenti, splendidi i costumi. Insomma, quando le attività progettuali trovano le condizioni per diventare fatti, la scuola può dire di aver raggiunto pienamente i propri obiettivi. E “Surfararu per un giorno” ne è la prova concreta.

Guarda fotogallery. Foto di Maria Rita Grassagliata

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