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“Corri, Vivi, Ama”. Grotte, l’omaggio degli studenti del “Roncalli” alle vittime di mafia

Per ridare voce a chi una voce non ce l’ha più, ma che comunque con il suo esempio continua ad essere un modello di legalità da seguire. 

“Corri, Vivi, Ama” è lo slogan che gli studenti del “Roncalli” hanno gridato a gran voce durante il percorso della “Camminata Sportiva non Competitiva” che si è svolta in occasione della XXVIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Era proprio così che il professore Giovanni Russo, promotore di questa iniziativa, aveva immaginato questa giornata, riscaldata da un timido tepore primaverile, allegra, nonostante lo spessore dei temi, densamente intrisa di emozioni. Forse, a proposito di emozioni, non avrebbe mai potuto pensare che gli studenti, protagonisti indiscussi, ne potessero provare così tante e soprattutto che ne potessero regalare altrettante agli ospiti che hanno condiviso l’intero progetto.

Tutto è iniziato nell’atrio del Plesso “Orlando”, la scuola che ospita le classi della scuola secondaria di primo grado del “Roncalli”, dove con sobrietà e dinamicità sono stati espressi pensieri e riflessioni sui temi della giornata, come legalità, giustizia, diritti umani, accoglienza e integrazione.

“La legalità è termine da un po’ di tempo abusato, è diventato il prezzemolo di tanti discorsi. – ha detto Mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento La legalità è una cosa seria. Aiuta una società civile ad orientarsi, a camminare nella storia nella ricerca continua del rispetto reciproco, dell’armonizzazione della vita, della società. La legalità poi si concretizza in una serie di leggi, ed è anche vero che non tutte le leggi sono giuste, può capitare che alcune leggi non siano giuste”. E nell’affrontare il tema dell’accoglienza e dei fenomeni migratori l’Arcivescovo ha aggiunto: “I fatti di cronaca hanno fatto alzare la voce su questi naufragi. Questa non è un’emergenza, questa è una tragedia, che ha tanti atti. Si tratta di una tragedia che continua da tanti anni e sulla quale non si dice tutto”.

E nella giornata del ricordo delle vittime innocenti delle Mafie, gli studenti del “Roncalli” hanno scelto di ricordare le vittime di mafia attraverso un Flash Mob, che ha ridato voce a chi una voce non ce l’ha più, ma che comunque con il suo esempio continua ad essere un modello di legalità da seguire.

“Ho avuto l’onore – ha detto il Giudice Francesco Provenzano, capo della sezione GIP GUP del Tribunale di Agrigento, rivolgendosi agli studenti – di conoscere Giovanni Falcone quando sono entrato in magistratura. Ho lavorato con Livatino. Mentre si enunciavano tutte le vittime della mafia stavo facendo mente locale sulle date. Le stragi iniziano nel 1980 con l’assassinio del Presidente della Regione Piersanti Mattarella e continuano per oltre un quindicennio. Poi c’è il silenzio. […] Vedete nel nostro territorio non c’è più bisogno di fare morti eccellenti perché le cose vanno come dicono i potenti, vanno come dicono gli arruffoni, quelli che comunque stanno in giacca e cravatta e spogliano il territorio delle sue risorse. Non mi riferisco solo alle grandi istituzioni. Mi riferisco anche alle istituzioni territoriali locali. Il senso di essere istituzione nel nostro territorio deve essere quello di servire perché tutto funzioni come si deve. Non basta dare solo il ricordo, assolutamente dovuto a questi grandi eroi, bisogna andare un passo oltre. Sappiate che le persone che avete nominato credevano in queste grandi cose e le hanno tolte di mezzo. I protagonisti di questo territorio adesso siete voi. Bisogna assolutamente studiare, bisogna assolutamente migliorare se stessi. Bisogna costruire la legalità, costruire i diritti, costruire per voi la possibilità di continuare gli studi, di avere un’università funzionale nei pressi, senza la necessità di andarsene. Stare qui nel territorio, e non pensare di fuggire via perché qui dovete prendere l’ispirazione, qui dovete prendere il vostro servizio. Dovete crescere nella cultura, nella formazione, con la consapevolezza che questi sono diritti da pretendere”.

Tra i tanti temi trattati anche quello della libertà, una libertà strettamente connessa all’istruzione, al sapere, al ruolo nevralgico della scuola nella formazione dei futuri cittadini.

“Sappiate – ha detto Santino Lo Presti, dirigente Cpia- che la scuola è libertà. L’apprendimento è libertà. Più si apprende, più si sa, più si è liberi, perché si dipende meno dagli altri. Lo dico sempre, specialmente ai miei ragazzi. Per loro è vitale conoscere la lingua. La scuola è uno dei luoghi più importanti dove si apprende e l’apprendimento ci rende cittadini liberi. E poi un ultimo pensiero: noi oggi stiamo celebrando, domani penseremo ancora a questo o domani sarà più facile trasgredire? Questa è una scelta di vita. Ognuno di noi deve sapere da che parte stare, se stare dalla parte della legalità, quindi dello Stato, o stare dall’altra parte. Perché è più facile trasgredire. Sappiate che la legalità è fatta di piccoli gesti, che però dobbiamo avere la forza di fare”.

“Ancora una volta – ha detto Alfonso Provvidenza, Sindaco del Comune Grotte, che con il “Roncalli” collabora attivamente per la realizzazione di progetti ed eventi – parliamo di legalità, ma dobbiamo sempre essere più consapevoli del fatto che non bisogna solo parlarne, ma dobbiamo concretamente farla. Noi uomini dello Stato, noi politici, dobbiamo fare legalità, a partire dalla correttezza dell’azione amministrativa, dell’azione politica, e soprattutto stando vicino alle persone, supportando le istituzioni che sono come noi presenti sul territorio a partire dalla scuola. Oggi abbiamo parlato di legalità, ma abbiamo parlato di legalità non solo con riferimento alla mafia, che noi conosciamo nella nostra terra, ma facendo riferimento a tutti i fenomeni di sopruso che caratterizzano il nostro territorio in generale. Oggi più che mai sul tema dei migranti, ritengo sia fondamentale che il governo finalmente adotti una politica diversa, una politica che sia diretta a organizzare in maniera strutturata l’accoglienza di questa povera gente, che per rischiare la vita su un barcone probabilmente ancora non abbiamo ben capito qual è la situazione di enorme difficoltà dalla quale fugge”.

Prima di dare il via a “Corri, Vivi, Ama”, la Preside del Roncalli Antonina Ausilia Uttilla, rivolgendosi ai suoi studenti ha detto: “La giornata di oggi ci invita a riflettere, ci invita a capire cosa significa dare la vita per gli altri, a comprendere cos’è l’amore vero, cos’è il senso di responsabilità che ognuno di noi deve avere nella vita. Lo dico sempre ai miei studenti, ognuno deve fare la sua parte e deve avere nel mondo la responsabilità che mostreremo oggi tutti insieme. Tutti indossiamo la stessa casacca, tutti siamo uniti da un unico intento: essere un gruppo che crede nella legalità. La giornata di oggi ha tanti significati: commemorare chi ha dato la propria vita perché non voleva sottomettersi a dei giochi sporchi a delle situazioni per le quali non condivideva assolutamente l’intento. Ma noi dobbiamo sempre vedere il lato positivo. Quanto è successo non deve succedere più. Forti di questo sentimento, di questa responsabilità, proprio il fatto di vederci schierati con la stessa casacca, siamo diventati tutt’uno come ci dice sempre il nostro Vangelo. Siamo un’unica famiglia, un unico corpo. Abbiamo la forza di tutte le nostre gambe, di tutte le nostre braccia, di tutte le nostre teste, perché così si fanno i piccoli cambiamenti”.

Studenti, docenti e autorità, dopo aver indossato le casacche bianche realizzate per l’evento, hanno attraversato il centro di Grotte, ribadendo con lo slogan “Corri, Vivi, Ama” il loro impegno non solo contro le mafie, ma anche contro la corruzione e i fenomeni di criminalità.

“Oggi sono stata chiamata a partecipare a questa kermesse del non dimenticare. – ha detto Maria Buffa, Dirigente dell’Ufficio V Ambito Territoriale di Agrigento, al termine del percorso –  Mi sento investita da una grande responsabilità, che probabilmente deriva dalle emozioni che gli studenti mi hanno trasmesso. Grazie, davvero grazie per questa opportunità.”

Alla manifestazione hanno partecipato attivamente anche gli studenti del Corso di alfabetizzazione del Cpia, che per il secondo anno condividono gli stessi locali degli studenti della scuola secondaria del “Roncalli” di Grotte.

Nelle foto alcuni momenti dell’iniziativa

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