Fondato a Racalmuto nel 1980

Ernesta, la partigiana combattente di Castrofilippo

STORIE Era nata nel piccolo centro dell’agrigentino nel 1918. Fu partigiana della brigata Monte Grappa 

Lo studio della storia contemporanea e la ricerca che spesso associo agli argomenti che mi interessano, più di una volta, mi hanno riservato interessanti sorprese che sempre di più rendono chiaro come anche gli avvenimenti che ci sembrano lontani e remoti, spesso hanno o hanno avuto in passato un contatto diretto con le nostre comunità.

La storia che vi racconto è legata a Ernesta Fiorese, partigiana combattente della Brigata Gramsci, nata a Castrofilippo, della quale ho scoperto le tracce nel corso delle ricerche che condivido con Lillo Astuto, storico, nonché presidente della sezione dell’Associazione Circolo Combattenti e Reduci di Castrofilippo.

Tutto nasce dal mio convincimento che oltre ai nomi noti dei combattenti per la libertà altri dovessero essercene e che il loro ricordo si era, dunque, perduto nelle nebbie della storia.

Così dopo aver trovato e confermato i nomi dei 33 partigiani di Racalmuto, ho chiesto a Lillo di condividere con me i suoi dati su Castrofilippo ai quali abbiamo potuto aggiungere il nome di Ernesta Fiorese, nata a Castrofilippo nei primi di marzo del 1918, partigiana della brigata Monte Grappa facente parte della Brigate Gramsci. Confermati gli atri nominativi, il cognome Fiorese da subito è apparso “anomalo” a Lillo Astuto che da anni si occupa di studi legati ai castrofilippesi impegnati nelle guerre del secolo scorso, per cui ci siamo rimessi alla ricerca di verifiche per confermare la veridicità delle informazioni.

Grazie alle opportunità offerte dai vari siti nazionali legati alla memoria della Resistenza ho potuto appurare che l’appartenenza di Ernesta alle brigate partigiane con la qualifica di partigiana combattente è stata attestata dalla “Commissione regionale triveneta per il riconoscimento delle qualifiche di partigiano” e che la sua nascita a Castrofilippo è esplicitata dalla stessa Ernesta nel racconto sulla sua esperienza di partigiana reso qualche anno fa e rintracciabile nella pagina web del suo comune di residenza.

Nel racconto, è lei stessa a farci sapere che era nata in Sicilia perché “profuga di un’altra brutta guerra” e che ha vissuto pure la prigionia in Germania in un campo di concentramento, dopo la cattura sua e della sorella Antonietta da parte dell’esercito tedesco.

Confermata la principale delle informazioni, cioè la sua nascita in terra di Sicilia, abbiamo pure appreso che Ernesta, il papa Virgilio, la mamma Nicolina, insieme alla sorella Antonietta erano arrivati in Sicilia dopo il disastro di Caporetto dell’ottobre 1917. Facevano parte dei 600 mila italiani tra donne, vecchi e bambini, provenienti prevalentemente da città come Udine, Treviso e Venezia, dall’Altopiano di Asiago e dalla Valle del Brenta che erano stati costretti ad abbandonare improvvisamente il territorio invaso o minacciato da vicino dall’esercito austro-ungarico, già dal 1915 avevano appreso quale fosse la vita di profugo.

La vita da profugo della famiglia Fiorese, iniziò il 6 novembre 1917, due settimane dopo Caporetto, quando, con l’avvicinarsi del fronte ai monti Grappa e Asolone, un diktat del Comando del presidio militare italiano di Cismon del Grappa impose ai sindaci dei comuni alle pendici di quelle montagne di evacuare velocemente la popolazione civile che diversamente si temeva sarebbe stata alla mercé delle rappresaglie dell’esercito tedesco e austroungarico. Così Il 7 e 8 novembre, sessanta carri bestiame furono riempiti di uomini, donne e bambini. Il treno iniziò un lunghissimo e dolorosissimo viaggio, e i profughi avrebbero conosciuto la destinazione strada facendo. I primi arrivarono all’esatto opposto della loro terra, la Sicilia, dove furono accolti, complessivamente, 21.500 profughi e alcuni di questi arrivarono appunto, fino a Castrofilippo.

Ernesta sappiamo che rimase solo il primo anno di vita in Sicilia, dopo di che insieme alla sua famiglia a fine 1919 sarebbe risalita su di un treno per ritornare tra le montagne d’origine della sua famiglia che poi sarebbero state teatro del suo impegno nella lotta partigiana. Pochi mesi che sono serviti però per annoverare a pieno titolo, per l’asilo dato alla famiglia Fiorese, la qualifica di partigiana combattente alla cittadina di Castrofilippo Fiorese Ernesta.

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