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“L’errore di Keplero”

A Licata una mostra dell’Associazione Toponomastica femminile ricorda le donne che hanno ricevuto il Premio Nobel per le Scienze

Il pannello delle donne che hanno ricevuto il Premio Nobel per le Scienze (Foto di Giovanni Salvio)

In occasione dell’Undici Febbraio” Giornata internazionale delle Donne e delle Ragazze nelle Scienze” è stata inaugurata, a Licata, la mostra dell’Associazione Toponomastica femminile “Le Nobel per le Scienze”.

Ventuno pannelli evidenziano e ricordano le figure femminili che hanno ottenuto ad oggi questo riconoscimento: per la Chimica, Marie Sklodowska Curie, Irene Curie Joliot, Dorotthy Crowfoot Hodgkin, Frances Hamilton Arnold, Ada Lifshiz Yonath, Emmanuelle Charpentier, Jennifer Doudna, Carolyn Ruth Bertozzi. Per l’Economia Elinor Ostrom, Esther Duflo. Per la Fisica Marie Sklodwska (unica donna ad aver ricevuto il doppio Nobel), Maria Goeppert Mayer, Donna Theo Strickland, Andrea Mia Ghez.

L’inaugurazione è stata preceduta da un breve incontro denominato “L’errore di Keplero”. L’illustre astronomo, matematico e filosofo, pur avendo empiricamente scoperto le leggi che regolano il movimento dei pianeti e che portano il suo nome, commise un grande sbaglio affermando che: “E’ bene dunque che la donna faccia altre cose e non s’impegni nello studio della scienza e della matematica, che le sono innaturali”. A sua discolpa potremmo evidenziare che, ben molti secoli prima, illustri scienziati e matematici esprimevano lo stesso concetto. Pitagora, infatti, aveva già sentenziato:” C’è un principio buono che ha creato l’ordine, la luce e l’uomo e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre e la donna”.

La Mostra (foto di Giovanni Salvio)

Partendo da questi” misogini principi” le socie di Toponomastica hanno voluto mettere in luce il tormentato rapporto fra Donne e Scienze che si riverbera ancora oggi nella scarsa presenza femminile sia nel settore scientifico che nei ruoli apicali e nei riconoscimenti in quest’ambito. E’ giusto ricordare alle nuove generazioni tutte quelle scienziate che sono state defraudate delle loro scoperte, la negazione legislativa del Sapere in ambito scientifico e le affermazioni farneticanti come quelle di alcuni scienziati che, nel 1960, riprendendo un concetto del secolo prima, affermavano con convinzione che le donne a causa del ciclo mestruale non sarebbero mai potute diventare astronaute. Un cumulo impressionante di errori e pregiudizi sessisti che ha determinato la discriminazione di genere in campo scientifico.

La presentazione della mostra

La docente e architetta Fiorella Silvestri, con la puntuale e circonstanziata relazione “Architettrici: una rivoluzione silenziosa”, ha evidenziato l’esclusione per secoli delle donne nel campo dell’Architettura e l’appropriazione indebita dei loro lavori da parte di architetti famosi a cui ancora oggi si dedica ampio spazio nei libri di Storia dell’Arte. Sono state ricordate le vite e le opere di Plautilla Bricci, ad oggi prima architetta nel Seicento, di  Sophia Hayden Bennet, di Marion Mahony Griffin, di Eileen Gray e di Lilly Reich.

Presenti all’inaugurazione il sindaco Angelo Balsamo e l’assessore Salvo D’Addeo.

La mostra, allestita nella Chiesa di San Francesco, riaprirà nei giorni 14/15/16 dalle ore 9 alle 12,30 per poter essere visionata da studenti e studentesse

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