Fondato a Racalmuto nel 1980

Rita Calandra, storia di una Maestra speciale

Morta prematuramente nel febbraio del 2021, la Maestra Calandra ha fatto dell’insegnamento una vera e propria missione. La testimonianza della figlia Giuliana che, assieme al papà, ha fondato l’Associazione “Maestra Rita Calandra” 

Rita Calandra

“Se anche uno di voi riesce a sentire, sentire l’essenza di Rita, i bisogni dei bambini, il vocio dei piccoli della missione di Ismani, può liberamente dare il proprio contributo all’Associazione “Maestra Rita Calandra”.

Era questo l’appello, che Giuliana Rosso, faceva attraverso le pagine del nostro giornale nel marzo del 2021. Cos’è accaduto in questi due lunghi anni? I propositi di Giuliana hanno preso forma? La Maestra Rita Calandra è stata dimenticata? Per scoprirlo abbiamo chiamato Giuliana. Ecco cosa ci ha risposto:

“Lo scorso 27 settembre Padre Saverio Catanzaro ha raggiunto la missione di Ismani in Tanzania per portare avanti progetti già avviati e far giungere a destinazione il nostro contributo unitamente al cospicuo materiale scolastico per i bambini della Missione. È stato Padre Saverio a trasmettere alla mia famiglia la passione per l’Africa, e rafforzare i valori della cura del prossimo e della natura. La nostra associazione ci tiene a ringraziare di cuore uno per uno tutti i donatori che hanno reso possibile questo meraviglioso gesto. Questo è solo l’inizio lunghissimo di un cammino di amore e di condivisione. È nel dare che si riceve”.

L’Associazione “Maestra Rita Calandra”, dunque, è viva e regala gioia e sorrisi ai bambini in Africa.

Padre Saverio Catanzaro e Giuliana Rosso

Ci sono donne: donne forti, donne sensibili, donne coraggiose, donne brillanti, donne intraprendenti. E poi ci sono grandi donne, capaci di racchiudere in sé il meglio di ogni donna. Rita era una di loro, una grande donna, capace di cambiare con le sue piccole azioni il mondo che le girava intorno. Se è pur vero che l’oceano è fatto di tante piccole gocce, Rita era una goccia perpetua, una di quelle che si rigenerano senza sosta, propagando energia e benessere a chi le stava vicino. Non ci voleva molto a capire quanto fosse speciale, né quanto fosse tenace quando si metteva in testa qualcosa. Era una che non mollava, anzi aveva la capacità di trascinare quante più persone possibili per realizzare i suoi piccoli grandi progetti. Rita era una che non amava stare nelle retrovie, al contrario amava stare in prima fila, ma non per insano protagonismo, ma perché voleva metterci la faccia in tutto quello che faceva. Che fosse una donna decisa nelle sue azioni lo avevano capito presto suo marito e sua figlia Giuliana, quando Rita aveva deciso di partire, accettando l’immissione in ruolo a Como, lasciando la sua famiglia ad Agrigento.

Giuliana Rosso

“Mia madre – racconta Giuliana Rosso –  è diventata insegnante dopo la mia nascita. La sua voglia di lavorare nella scuola era grande, ma aveva anche un gran desiderio di essere indipendente. Così, ha iniziato il suo percorso nelle scuole private della nostra provincia e dopo diversi anni, quando io avevo 14 anni, è stata immessa in ruolo a Como. Per svolgere il suo anno di prova ha scelto di lasciare me, l’unica figlia adolescente e mio padre ad Agrigento, ovviamente con notevoli sacrifici, ma era ciò che voleva, era ciò in cui credeva. L’anno successivo è riuscita a rientrare in Sicilia, passando dalla provincia di Palermo a Lercara Friddi e poi a Sciacca. Ha sempre viaggiato. Nel 2016, finalmente, era rientrata in provincia di Agrigento e si stava godendo i benefici di chi lavora vicino a casa”.

“Tanti sacrifici e tanta perseveranza – continua Giuliana – non potevano non essere dettati da un grande amore per l’insegnamento, per i bambini, per le loro famiglie, per i colleghi, per tutte le persone che ruotano intorno all’ambiente scolastico. Rita era una che si spendeva per la scuola, che non si risparmiava, che non risparmiava. Con mio padre eravamo soliti prenderla in giro, in maniera scherzosa, per il suo totale coinvolgimento per la scuola, tanto da arrivare ad istituire un Bonus Rita quando ancora non esisteva quello Renzi, perché mia madre, come tante altre insegnanti, non solo collaborava oltre l’orario di servizio, ma se c’era da comprare materiale di facile consumo, libri, sussidi didattici per preparare i suoi bambini o giochi, non badava a spese. Per lei era importante che i suoi bambini arrivassero in prima con tutti i prerequisiti necessari per imparare a leggere e a scrivere, anzi i suoi bambini spesso sapevano già leggere e scrivere prima di iniziare il nuovo percorso.  All’inizio dell’anno scolastico faceva sempre una cernita dei giocattoli più vecchi o i inutili e li buttava e ne comprava di nuovi perché sapeva quanto per i bambini fosse importante il gioco e non voleva che giocassero con dei giocattoli di fortuna”.

L’insegnamento per Rita era una vera e propria missione alimentata quotidianamente da grande entusiasmo e da una costante passione.

“Nella mia vita – dice Giuliana –  ho avuto due grandi modelli, da un lato mio padre, una figura professionale molto ligia al dovere, una persona seria, che mi ha trasmesso il senso del dovere, dall’altro lato c’è stata mia madre che mi ha trasmesso l’entusiasmo per il lavoro e la passione per quello che si fa. L’evolversi della sua malattia è stato così repentino, così prepotente da avere avuto la meglio su ogni terapia, su ogni possibilità. È stato come se la sua morte avesse messo un punto a tutto ciò che lei era stata, al suo entusiasmo, alla sua passione. Da qui l’idea di creare qualcosa in cui la sua essenza potesse continuare ad esistere ed avere in tal modo non l’ultima parola, ma dare un proseguo a quella che era l’essenza di mia madre. Quell’impegno che andava oltre il lavoro, oltre lo stipendio, che si esprimeva in una vera e propria vocazione per l’insegnamento. Ecco, questo sarebbe un modo per sostituire quel punto con una virgola, che addolcisce una fine troppo improvvisa e che ci dà modo di continuare il suo impegno e la sua passione in modo da ricordarla sempre e farla rivivere in tutte le espressioni di questo progetto”.

Non è un caso che Giuliana e suo padre abbiano scelto di fondare un’associazione per raccogliere fondi da destinare a chi ne ha bisogno, Rita lo aveva fatto in diverse occasioni.

“Un paio di anni – racconta – mamma è stata promotrice di una raccolta fondi per permettere ad un bambino una trasferta per fare delle visite mediche e delle cure fuori da Agrigento. Si era subito attivata, riuscendo a raccogliere quanto necessario per coprire le spese per la trasferta, il B&B e altre piccole necessità. Mia madre si legava in modo appassionato a tutti i suoi alunni. Io dico sempre che sono una figlia unica biologica, ma poi di fatto ho tanti fratelli e sorelle più piccoli a cui mia madre ha voluto un gran bene. No era raro che prendesse a cuore i suoi alunni, tanto che a volte, a fine giornata, mentre io le raccontavo dei miei problemi, lei mi interrompeva dopo qualche minuto per chiedermi cosa pensassi a proposito di un suo alunno o di un problema che lo coinvolgeva”.

Rita Calandra con i suoi alunni

Ma l’amore che Rita aveva nei confronti dei suoi alunni non era un amore a senso unico, anzi era ampiamente ricambiato. Rita era una grande donna, una grande insegante, una splendida collega, una mamma speciale.

“Sebbene io sia ancora giovane – prosegue Giuliana – ho avuto la possibilità di relazionarmi con mia madre non solo da madre a figlia ma anche da donna a donna. Questo mi ha permesso di ricevere quel qualcosa in più che mi permette di guardare il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. E poi sentendo ciò che le persone mi sussurrano all’orecchio, sentendo quanto mia madre fosse speciale, mi rendo conto di come era percepita, del suo valore e quindi anche adesso che non c’è la sua opera, le sue idee, il suo impegno, il suo entusiasmo sembrano continuare a vivere”.

È per questo che nasce l’Associazione “Maestra Rita Calandra”, per dare ossigeno all’impegno, alla passione e all’entusiasmo della Maestra Rita.

Rita Calandra

“Mia madre – conclude Giuliana – mi ha insegnato tante cose e continua ad insegnarmene tante altre anche adesso che non c’è più. Forse, è proprio la sua assenza fisica a farmi comprendere meglio i suoi insegnamenti. Credo, però, che la cosa più importante che mia madre mi ha insegnato, e che nel tempo è diventato il motore di tutto, è stato imparare a sentire. Lei era abituata a sentire i suoi alunni, a sentire l’altro. Lei mi ha insegnato a sentire, un sentire che non si esprime solo con l’empatia. Per me il sentire è una bussola, è un orientamento, è un sentiero di vita. Ecco, mia madre nell’insegnarmi a sentire mi ha insegnato a vivere, a vivere con interesse, con curiosità, senza indifferenza. Così ho imparato a sentire anche le necessità degli altri, i bisogni degli altri e quindi a rispondere a questo sentire. L’associazione rappresenta, dunque, l’espressione, più concreta di questo sentire”.

Se anche uno di voi riesce a sentire, sentire l’essenza di Rita, i bisogni dei bambini, il vocio dei piccoli della missione di Ismani, può liberamente dare il proprio contributo all’Associazione “Maestra Rita Calandra”. Siamo certi che la Maestra Rita ne sarà felice.

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Dai il tuo contributo libero tramite:

“È possibile donare in forma anonima. Grazie, Giuliana Rosso”.

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