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Io lo chiamo amore

San Valentino. Dedicato ai cuori pulsanti

Valeria Iannuzzo

Cari cuori pulsanti, è già trascorso un anno, ed eccoci qua di nuovo a parlare d’amore. Lo facciamo con grande passione sebbene il calendario in questo 2022 non sia stato particolarmente generoso con “San Valentino”, collocandolo suo malgrado in un grigio lunedì di febbraio. Sfumano, così, parecchi weekend romantici, appassionanti cene a lume di candela, appuntamenti con abili mani di massaggiatrici tailandesi.

Un regalino, ad ogni modo, lo rimedieremo tutte, non fosse altro che il solito mazzo di fiori avvolto dal tenero abbraccio di un orso preso dal fioraio sotto casa: saremo contente lo stesso.

È un fatto, siamo sempre delle irriducibili romantiche, pronte a carpire il meglio che il destino, la vita, la quotidianità ci possa offrire. Ecco, forse la vita, quella vissuta ogni giorno, ogni attimo, è quella che racconta il nostro amore.

Questo non vuol dire che abbiamo rinunciato ai nostri ideali, ai nostri sogni, ai nostri desideri. No e poi no. Vuol dire che per una volta vogliamo essere pratiche, concrete, reali.

Abbiamo messo in croce, in più di un’occasione, i nostri uomini. Lo abbaiamo fatto a ragion veduta, facendo delle disamine precise e puntuali. Niente è stato aggiunto o alterato nelle nostre narrazioni, dettate dal desiderio di un’agognata emancipazione, ancora troppo lontana.

Per questo San Valentino vogliamo indossare gli occhiali rosa, almeno per un giorno, restituendo meriti e virtù agli uomini che ogni giorno con spirito di abnegazione e dichiarato amore ci sostengono senza esitazione.

Sono gli uomini che ci chiamano dal banco del supermercato per chiederci se gradiamo un po’ di formaggio primo sale, piuttosto che quegli insipidi fiocchi di latte che la dietista ci ha consigliato. Sono gli stessi che corrono in farmacia, anche di notte, per prendere gli analgesici per quei fastidiosi dolori al basso ventre. Quelli che, dopo una giornata di lavoro, appena rientrati a casa, si fiondano al supermercato perché abbiamo finito le pastiglie della lavastoviglie.

Sono quelli che stanno ore e ore, quasi narcotizzati, seduti sulle panchine dei centri commerciali mentre noi facciamo shopping sfrenato.

Sono gli stessi che ci incoraggiano a comprare quel vestito dal colore azzardato perché capiscono che ci piace un sacco. Quelli che ascoltano pazienti mentre gli raccontiamo della lite con la nostra migliore amica, anche se vorrebbero vedere come finisce la partita.

Sono quelli che ci danno sempre ragione anche quando noi stesse sappiamo di avere torto. Quelli che sostengono che non siamo ingrassate anche se la bilancia dice palesemente il contrario. Sono quelli che se ne stanno in religioso silenzio quando capiscono che è perfettamente inutile parlare. Quelli che ci accompagnano in capo al mondo se dobbiamo scegliere un mobile e non troviamo mai quello giusto per l’improbabile stile che pensiamo creare.

Sono gli stessi che divorano senza battere ciglio quelle orribili lasagne al pesto che abbiamo, tra mille faccende, cucinato. Quelli che quando siamo più isteriche che mai sanno farci sorridere con una battuta che neanche lontanamente ci saremmo aspettate. Sono quelli che la notte ci abbracciano strette, facendoci dimenticare quanto è stata brutta la nostra giornata.

Sono gli uomini che, arrivati ad un certo punto della vita, il destino ha deciso di farci incrociare. Sono gli uomini che hanno scelto di starci accanto, dimostrando spesso grande coraggio.

Perché ad essere sincere, ci sono dei giorni in cui è parecchio difficile sostenerci, reggerci, sopportarci. Ma loro lo fanno. A volte eroicamente. Ecco perché, sebbene non abbiano super poteri, sono indiscutibilmente i nostri veri eroi.

Tutto questo voi come lo chiamereste? Io lo chiamo amore.

Felice San Valentino a tutti.

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